Due chiacchiere con Franco Melli
Germano D'Ambrosio
Dagli studi romani del Processo di Biscardi ha saputo imporsi come uno degli opinionisti sportivi piu’ celebri e chiacchierati d’Italia. E’ l’amato-odiato Franco Melli, il paladino di Roma e Lazio che non ha mai risparmiato gocce di veleno nei confronti dei potenti club settentrionali (ricordate il suo famoso “vento del Nord” ?). Sanguigno e sempre genuino nei suoi interventi, con le sue stilettate ha fatto infuriare milioni di telespettatori ma anche giocatori, dirigenti, arbitri e persino giudici. Ma, specialmente a Roma, è venerato tra gli idoli del mondo del calcio. Non a caso il buon Melli è anche editorialista de “Il Tempo”, ospite fisso in diverse emittenti private (tra le quali “Radio Radio” o “Gold TV”), ed autore di un numero impressionante di libri e documentari sulla storia del calcio romano. Eccolo ai microfoni di Tuttomercatoweb.com:
D: Fino a questo momento abbiamo assistito ad un mercato economicamente piuttosto tirato, ma tuttavia non sono mancati dei buoni colpi. Quali sono state secondo lei le operazioni piu’ importanti e piu’ decisive?
R: La piu’ importante sicuramente quella di Cannavaro all’Inter, per restare nel mercato “interno”. Poi sicuramente anche l’acquisto da parte del Milan di Rivaldo dal Barcellona è stato azzeccato. Direi insomma che Inter e Milan sono le due squadre che si sono mosse di piu’ e meglio.
D: Facciamo un passo indietro agli ultimi Mondiali. Quale squadra ha apprezzato di piu’ nel corso del torneo e, inevitabilmente, qual è il suo giudizio sull’Italia?
R: Per gli azzurri un giudizio senza dubbio negativo. Al di là dei torti arbitrali che sono stati lampanti, gran parte della colpa per l’eliminazione va attribuita a demeriti dei nostri, a partire dal tecnico fino all’ultimo dei giocatori. Tutti hanno avuto un rendimento inferiore alle attese. Lo stesso Trapattoni mi ha molto deluso, ha rinnegato tutto quello che di buono aveva fatto nelle numerose tappe di avvicinamento a questo Mondiale. Ha cambiato troppo e troppe volte, finendo per non dare un’identità precisa alla sua squadra.
D: L’anno scorso di questi tempi non si dava molta fiducia alla Roma in chiave campionato, in quanto pochi pensavano che sarebbe stato possibile vincere lo Scudetto due anni di seguito. Ora che una stagione, quella scorsa, è andata alla Juventus, sarà possibile secondo lei che la Roma diventi nuovamente Campione d’Italia?
R: La Roma l’anno scorso era la piu’ forte di tutti e solo per propri demeriti ha perso lo Scudetto, andando ad impattare contro le piccole squadre. Penso ad esempio al pareggio interno con l’Udinese, o a quello esterno contro il Venezia. Quest’anno è migliorata, ma anche le altre pretendenti, soprattutto due o tre, si sono rinforzate. Non so se questo basterà per tornare al successo; sicuramente l’acquisto di Davids, che è ancora un giocatore che fa gola alla Roma, potrebbe significare molto.
D: Capitolo Lazio: è possibile secondo lei una vera rinascita dei biancocelesti, un ritorno ai livelli di qualche anno fa?
R: Nel calcio tutto è possibile. Certo è che attualmente la situazione tecnica è provvisoria, la rosa è in esubero e sarà necessario compiere alcune cessioni. I tifosi laziali ovviamente si augurano che queste non siano venduti i giocatori migliori, ma certo che Nesta costituisce sempre un “boccone appetitoso” per tutte le grandi del nostro calcio. Dal punto di vista finanziario credo che la situazione si sia normalizzata, ma è necessario compiere degli interventi molto seri, una vera e propria ricostruzione ma che non passi solo per gli aumenti di capitale, che non fanno altro che creare debiti su debiti.
D: Lei è anche e soprattutto memoria storica di Roma e Lazio. Qual è stata l’evoluzione di queste due squadre nel corso della storia calcistica del nostro paese?
R: La Lazio ha avuto senza dubbio una evoluzione con Sergio Cragnotti, dal quale ha ottenuto tante buone cose e soprattutto una grande visibilità internazionale. Ci sono stati anche degli inconvenienti, è vero, ma sono stati compiuti sforzi enormi per mantenersi al passo delle squadre tradizionalmente piu’ forti. La Roma a mio parere ha vissuto due momenti straordinari. Il primo è quello di Dino Viola, paragonabile pero’ a quelle meteore del calcio che compaiono e poi svaniscono. Viola non aveva certamente i mezzi per mantenere la squadra a certi livelli, mentre l’attuale presidente Sensi ha questa possibilità e ne stiamo vedendo i risultati.
D: In piu’ di un’occasione in passato lei ha parlato di “vento del Nord”: un elemento che lo ha anche reso maggiormente famoso ai calciofili italiani. Lei crede che soffi ancora?
R: Le squadre del Nord sono ormai destinate a riprendersi tutta l’opulenza ed il potere che avevano prima, con la sola opposizione della Roma. Altro che vento…si tratta di un vero e proprio “ciclone” del Nord! Basti pensare che quello prossimo sarà praticamente un campionato solo settentrionale, perché solo quattro squadre (Roma, Lazio, Perugia e Reggina) sono dell’area del centro-sud.
D: E parlando di “vento del Nord” non si puo’ non parlare di Adriano Galliani, uno dei suoi “bersagli” preferiti per eccellenza. Cosa cambierà con la sua elezione a presidente della Lega Calcio?
R: Cambierà tutto in peggio. L’elezione di Galliani costituisce un conflitto d’interessi incredibile. Non è possibile che un presidente di Lega agisca con la mano sinistra per poi rinnegare se stesso con la mano destra. Galliani predica morigeratezza e accortezza negli acquisti e poi con l’altra faccia spenda cifre assurde per pagare l’ingaggio di un giocatore come Rivaldo. Io avrei preferito sicuramente Rivera, il quale ha già un’esperienza politica alle spalle ed ha una profonda conoscenza del mondo del calcio. Poi, già in quanto ex campione, ha tutta la mia stima ed ammirazione.
D: Gli appassionati non vedono l’ora di riaverla al Processo di Biscardi, e soprattutto di assistere di nuovo ai suoi epici battibecchi con Elio Corno…
R: Credo che le mie presenze continueranno. La trasmissione ha avuto un ottimo successo anche in tempo di Mondiali e ormai piu’ invecchia e piu’ ottiene consensi. Sono sicuro che se fosse trasportata su un’altra rete a livello nazionale sarebbe il programma di punta di tutto un palinsesto. Per quanto riguarda i miei “duelli” con Corno…beh, sono cose che vengono spontanee, non c’è nulla di preparato. Io con Corno non mi sento mai. Sono comunque aspetti secondari, anche se sono convinto che poi alla fine siano quelli piu’ entusiasmanti per lo spettatore perché sintetizzano uno scontro piu’ ampio tra le romane e le squadre del Nord.
D: Per noi che siamo una testata web la domanda è d’obbligo. Qual è il rapporto tra Franco Melli ed il mondo di Internet?
R: E’ un rapporto abbastanza problematico, e per quanto mi dicono anche non gradito. Pare infatti esista gente che ha aperto dei siti internet e delle pagine soltanto per vomitare insulti nei miei confronti, persone che io potrei tranquillamente querelare e farmi un po’ di soldi, ma che per pigrizia lascio stare. Credo comunque che la rete sia un grande mondo, nel quale c’è ancora molto da scoprire.
La foto di copertina è © Mario Villa (http://www.mariovilla.com ; info@mariovilla.com)




