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Tutto su Fernando Cavenaghi, la nuova stella argentina

Tutto su Fernando Cavenaghi, la nuova stella argentina
mercoledì 3 aprile 2002, 21:152002
di Germano D'Ambrosio
Dopo D'Alessandro, ecco un altro baby terribile del River Plate per il quale club come Juventus, Roma e Parma si stanno già accapigliando. La carriera, i gol, le curiosità, gli aneddoti di questo furetto d'attacco in una scheda esclusiva per TMW

Fernando Cavenaghi nasce il 28 Aprile del 1983 ad O'Brien, piccola cittadina di 2000 abitanti caratterizzata da un'economia prettamente agricola: non è inconsueto trovare, in mezzo alle poche automobili, cavalli che circolano indisturbati nel centro urbano. Fernando è il fratello maggiore di Nicolas, Belen e Marcos, ed è l'orgoglio di mamma Monica e papà Edgardo. Da piccolo con la famiglia si trasferisce a Chacabuco, città natale di mister Gabriel Passarella, dove il padre apre una sala da ballo. E' proprio a Chacabuco che Fernando incomincia a dare i primi calci al pallone, inizialmente da centrocampista e poi da attaccante: veste la maglia dello Sport Bagrado e successivamente del Bagrado Club, squadre rivali le cui sfide ricordano i River-Boca di Buenos Aires. Le sue capacità gli permettono un rapido ambientamento anche in un gruppo di ragazzi piu' grandi di lui. A notarlo è un talent scout di Chivilcoy, conosciuto come "Memo", il quale dopo aver atteso che Fernando abbia finito le scuole elementari, lo porta a Buenos Aires, nelle giovanili del River Plate. La responsabilità è enorme per questo ragazzino di paese, ma poco tempo dopo l'occasione di mettersi alla prova viene fornita da un torneo in Messico, per il quale Fernando viene convocato insieme alle riserve della prima squadra. Mette a segno 7 gol in 4 partite: mister Ramon Diaz rimane allibito e lo convoca tra le file dei "grandi", facendolo debuttare in campionato l'11 Febbraio 2001 in un River Plate - Estudiantes La Plata (6-2). Cavenaghi entra a 7 minuti dalla fine, sostituendo l'ormai ex Javier Saviola. Diaz è tuttora uno dei suoi piu' grandi estimatori, e piu' di una volta ha espresso parole d'ammirazione nei suoi confronti: "E' un talento naturale, lascio che si esprima come meglio crede; oggi sono pochi quelli che sanno come si fa ad arrivare in rete". Entusiasti anche i suoi compagni di squadra. Queste le parole del difensore Celso Ayala: "Non ho parole per descrivere Fernando, è spietato, puoi picchiarlo per un'intera partita ma al momento giusto lui è li', raccoglie la palla e segna". Cosi' si è espresso invece Mario Yepes, ora al Nantes: "Non mi sorprende l'esplosione di Fernando. Ora in Europa diranno che è troppo giovane e inesperto, ma questo ragazzo secondo me arriva dove vuole, in Spagna, Italia o Francia...se li mangia tutti!". E se i complimenti arrivano anche da Andres D'Alessandro, il giovane fenomeno del River che nelle cronache di mercato è stato letteralmente oscurato dalle sue imprese, c'è evidentemente da fidarsi: "Lo conosco molto bene, con lui ho giocato molto spesso nelle giovanili del River; è in grado come pochi di leggere i movimenti dei compagni e per questo sa sempre farsi trovare al momento giusto nel posto giusto". Nel torneo di Clausura 2002, Cavenaghi ha messo a segno 8 gol nelle prime 4 partite (1 al Talleres, 2 all'Huracan, 2 all'Union de Santa Fe e 3 all'Estudiantes), eguagliando il record di Bernabè Ferreyra, che nel lontanissimo 1932 ando' in rete 19 volte nelle prime 12 gare, anche se con un rigore in meno (7 anziché 8) rispetto a Cavenaghi. Nel 2001, invece, erano stati 3 i gol messi a segno tra Clausura ed Apertura, per un totale di 15 reti complessive in campionato. Buono anche il palmares internazionale: 6 gare giocate tra Coppa Libertadores e Mercosur, e 4 gol all'attivo.

Diversi sono i soprannomi con i quali il giovane attaccante Cavenaghi, alto 1.81 per 76 kg di peso, viene identificato: "Kity" è quello di sempre, che lo accompagna dagli inizi a O'Brien, per giungere ai piu' recenti "Tanque" e "El Torito", ovvero il "piccolo toro". Il perché di questo soprannome ce lo spiega Pablo Quatrocchi, difensore dell'Estudiantes che in tante occasioni si è trovato a marcarlo: "Ha la faccia da bravo ragazzo ma in campo ha grinta e carattere da vendere. La prima volta che l'ho affrontato, come d'usanza in Argentina con i debuttanti, in partita ho subito provato ad intimorirlo con entrate decise. Il ragazzo si è sempre rialzato guardandomi con occhi da sfida e nel giro di 9 minuti ci ha fatto 3 gol! Si, penso che il soprannome di piccolo toro sia proprio azzeccato". Belle parole per lui sono piovute anche da Daniel Bertoni, ex centrocampista di Napoli ed Avellino, il quale ha affermato di recente: "Penso che l'Argentina abbia trovato l'attaccante del futuro: veloce, forte fisicamente, aiuta i compagni, e alla minima disattenzione avversaria non perdona. Mi sembra un ragazzo umile e concreto, per questo ritengo sia già pronto per il grande calcio. Non mi stupirei nemmeno se dovessimo già vederlo in Giappone". Fernando è capace di sparire per larghi tratti della partita, per poi ricomparire e mettere a soqquadro la difesa avversaria con la sua velocità e soprattutto il suo tempismo: sulla palla arriva sempre per primo, e quando ne è in possesso è in grado di imprimerle una potenza davvero impressionante. Caratterialmente, è senza dubbio molto umile e spesso un po' timido: si dice infatti che rilasci interviste solo per la radio e la carta stampata, sentendosi imbarazzato davanti alle telecamere. Non ama la mondanità e conduce una vita piuttosto spartana: abita in una pensione del quartiere Belgrano di Buenos Aires, non molto distante dallo Stadio Monumental. Le uniche grosse spese sono quelle legate al telefono, che Fernando usa spessissimo per parlare con i suoi genitori, i quali vivono a 250 chilometri dalla sua città, e con Tio Elvio, una sorta di talismano portafortuna per il giocatore. Si tratta di un maturo giornalaio di O'Brien, che puo' vantare un passato da calciatore avendo militato nelle file di Gimnasia La Plata, San Lorenzo e Sarmiento. Grande amico di Cavenaghi, Tio Elvio oltre a vendere giornali si improvvisa allenatore per passione, ed è un fanatico delle tattiche, tanto che il giovane ogni Domenica si consulta telefonicamente con lui per sapere pregi e difetti dei difensori che andrà ad incontrare. Stando ai risultati ottenuti, i suoi consigli devono essere davvero preziosi! Quando non è attaccato alla cornetta, Fernando trascorre il suo tempo libero con gli amici, dedicandosi spesso a quello che è il suo hobby principale, ovvero la pesca. Ma è anche un grande appassionato di bowling e biliardo, nonché buon intenditore di programmi televisivi. Il successo non l'ha cambiato granchè: "E' incredibile vedere che la gente ti riconosce per strada, nei locali. Se continuero' ad essere un idolo? Non lo so, per adesso penso al presente, devo ancora imparare molto. Sono giovane, del resto non posso accontentarmi di quel poco ottenuto fino a questo momento. I miei tre fratellini sono i miei piu' accaniti sostenitori, già sono dei fanatici del River!".

Negli ultimi tempi sono stati avanzati numerosi paragoni tra Cavenaghi ed altri grandi campioni del presente e del passato. Molti hanno fatto il nome di Hernan Crespo, che insieme a Batistuta è il suo idolo calcistico, ma secondo quanto sostiene Omar Sivori "...pur avendo qualità molto simili, rispetto all'attaccante laziale è dotato di maggiore velocità e una sorprendente capacità di fare movimento quando la squadra va all'attacco". Leopoldo Luque, centravanti della Nazionale Argentina che vinse il Mondiale '78, è invece convinto che diventerà una sorta di sosia del madridista Fernando Morientes, e che in lui riconosce le qualità tecniche di Crespo ma anche il colpo di testa preciso e potente di David Trezeguet. Fernando, tuttavia, non vuole scomodare nessuno e sostiene di non assomigliare a nessuno dei citati, avendo uno stile del tutto particolare ed originale. Forse ha ragione l'ex parmense Ariel Ortega, quando interpellato su Fernando Cavenaghi dichiara: "Non servono parole, riguardate i suoi gol e avrete le risposte che cercate!". E' un messaggio rivolto alle dirigenze di Juventus, Roma e Parma, che si stanno contendendo il suo cartellino che già vale 20 milioni di dollari. Scommettiamo che sarà il caso dell'estate? Altro che D'Alessandro...

Si ringraziano per la fondamentale collaborazione Valerio Ghisi e Federico Lopez Campani