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I verdetti di Roberto Beccantini

autore
Federico Magnifici
giovedì 10 aprile 2003, 22:082003
autore Federico Magnifici
10.04.2003 22:082003
Per questa intervista siamo andati ad incontrare di nuovo l'esperto di calcio Roberto Beccantini, giurato al Pallone d'Oro. Ci ha esposto le sue opinioni e dato verdetti molto piccanti.

D: Rispecchia le sue aspettative questo campionato che sta volgendo al termine?
R: In linea di massima, sì. Ad agosto, la mia griglia contemplava,
nell'ordine: Juventus, Roma, Milan, Inter, Lazio, Parma. Roma a parte,
la classifica sta rispecchiando il mio pronostico. Sul piano tecnico, si è visto un calcio abbastanza gradevole. Quello che continua a darmi fastidio è la la sudditanza di certi arbitri, troppo sensibili al richiamo delle "grandi". Quello che non sopporto è l'indotto di veleni, di polemiche, di calunnie. Con la maggioranza dei bilanci in rosso, servirebbe un briciolo di serietà. Per un sussulto di decenza, se non altro.

D: Quali sono state le piacevoli novità e quali le delusioni di questo
campionato?
R: La conferma del Chievo, i colpi d'ala dell'Udinese, la regolarità del Brescia, più in generale il coraggio espresso dalle provinciali. Molto interessante il progetto "giovani e risparmio" avviato dal Parma. Spumeggiante il gioco della Lazio: complimenti a Mancini. Allenatori come Del Neri, Mazzone, Cosmi e Spalletti meriterebbero uno scudetto speciale. In compenso, mi ha deluso la Roma. Gli arbitraggi le hanno tolto qualche punto, nessun dubbio su questo, ma il fallimento ha radici più profonde: i ricorrenti infortuni di Totti, il crepuscolo di Batistuta, l'annata-no di Montella, i problemi relativi all'inserimento di Cassano. Lo stesso Capello ha ceduto alla cultura dell'alibi. Anche dall'Atalanta mi sarei aspettato di più. E' venuto al pettine il nodo Doni: non ha ripetuto la stagione pre-mondiale, penalizzato, probabilmente, da un calo di stimoli. Protagonista di un mercato inesistente, il fatto di essere rimasto a Bergamo l'ha, come dire?, disarmato. Quanto all'Inter, mi ha deluso il gioco, non i risultati. E del Milan non ho proprio capito l'ingaggio di Rivaldo.

D: Un pronostico: chi vincerà il campionato, chi la Coppa Campioni e chi la Coppa Italia?
R: Per il campionato dico Juve: anche se l'assenza di Trezeguet rappresenta una perdita grave. Per la Champions League, scommetto sul Real. Per la Coppa Italia, scelgo l'ultima Roma di Totti e Cassano.

D: Cosa ne pensa della rinascita delle squadre italiane a livello Europeo?
R: Una piacevole sorpresa. Ci siamo rimessi a studiare, tre squadre su quattro ai quarti costituiscono un'indiscussa medaglia al valore. Il crac nippo-coreano ha sferzato il nostro orgoglio. Il Milan d'autunno è la squadra che ha espresso il calcio più europeo. Non siamo diventati fenomeni, ma i progressi sono chiari, tangibili: era dal 2000 (Lazio) che non superavamo la seconda fase. Vedo un derby milanese in semifinale, mentre la
Juve, per scelta o no, rimane una squadra fortemente "italiana", più
incline, cioè, al campionato che non alle competizioni internazionali.

D: Quali sono state, secondo lei, le cause che hanno riportato il Milan nella mediocrità dopo un avvio di stagione a dir poco stellare?
R: Paradossalmente, la causa principale è stata il recupero degli infortunati. In avvio di stagione, faccio un esempio, il menisco di Shevchenko aveva dato via libera a Inzaghi. Ancelotti non doveva scegliere. Non appena ha potuto
(e dovuto) farlo, si è incartato. Troppi doppioni. Tutto si può dire della Juve tranne che non abbia un assetto facilmente riconoscibile. Domanda: qual è, oggi, la formazione tipo del Milan? E dell'Inter? La chiave, se non ricordo male, era stata la scoperta di Pirlo play maker arretrato. Altra domanda: che fine ha fatto Pirlo? Inoltre, le pressioni di Berlusconi e Galliani hanno contribuito a confondere le idee ad Ancelotti. Non lo invidio.

D: Nelle ultime due partite l'Italia ha ritrovato il gioco e la vittoria,
lei crede nel programma di Trapattoni o comunque sono state due vittorie belle ma con avversarie di poco conto?
R: Ho sempre difeso l'indifendibile Trapattoni per un motivo molto semplice: o lo si esonerava subito dopo Daejeon, o avanti con lui fino al termine del contratto. Non discuto i suoi errori. Non accetto che si faccia di lui l'unico capro espiatorio. E poi: se Vieri e Totti hanno battuto la Finlandia, perché contro la Corea ha "perso" soltanto Trap? Le vittorie con portoghesi e finlandesi vanno considerate un felice cambiamento di rotta.
Punto e basta. Per lo champagne, c'è tempo: dipende esclusivamente da noi.

D: Perchè per la crisi della Lazio c'è stata una mobilitazione generale che è risultata determinate per il salvataggio della società capitolina, mentre la Fiorentina è stata abbandonata al suo destino? Il Napoli si trova nella stessa situazione della Fiorentina?
R: Perché siamo in Italia, e i santi bisogna averli in terra, non i paradiso: meglio se in banca... Il Napoli rischia grosso: mi auguro che ce la faccia da solo, senza il ricorso al vergognoso salvagente del blocco delle retrocessioni.

D: Quali saranno i prossimi clamorosi colpi di mercato delle squadre italiane?
R: In assenza di soldi, non riesco a immaginarmi colpi. O la Lazio smobilita, e allora sì che gli squali si scateneranno, o assisteremo a un altro mercatino dell'usato.

D: A questo punto della stagione, se dovesse essere assegnato il Pallone d'Oro, lei per chi voterebbe?
R: Raul. Ho avuto la fortuna di vederlo all'opera anche con il Manchester United. Stile e stiletto, utile e divertente: il massimo.