Jocelyn Blanchard: non tutti i francesi riescono col buco
Germano D'Ambrosio
Il 1998 è senza dubbio l'anno della Francia: il Mondiale vinto spinge ulteriormente i talenti (o presunti tali) transalpini verso le piu' ambite mete europee. E mentre tutti si lanciano a capofitto sui vari Pires, Henry, Thuram e persino sul sopravvalutato Guivarc'h, la Juventus (che di francesi, per tradizione, se ne intende) fa una scelta precisa. E decide di puntare sul centrocampista Jocelyn Blanchard. Il quale, peraltro, ai Mondiali non viene neanche convocato, e non è un caso. I bianconeri lo seguono attentamente dall'Ottobre del '97 (si muove addirittura in trasferta Marcello Lippi per osservarlo!) e con un autentico blitz lo strappano al Metz secondo in classifica nel Maggio del 1998, ovvero a Mondiale non ancora iniziato.
L'esperienza torinese di Blanchard, centrocampista destro ma utilizzabile anche come centrale, pare iniziare discretamente: va anche a segno, al termine di una grande partita, in amichevole contro il Newcastle ad Agosto. Poi piu' nulla: 12 apparizioni (alcune delle quali davvero molto fugaci) in Campionato, 6 in Coppa Italia, 3 addirittura in Champions League, ma zero gol all'attivo, tante insufficenze in pagella, e una cessione frettolosa alla successiva riapertura del mercato. E l'oblio totale, ora che sono passati sei anni, da parte del tifo bianconero. Ora Blanchard si comporta in maniera molto piu' egregia al Lens, e forse un giorno potrà raccontare ai nipotini di quell'anno in cui vesti' la maglia di uno dei club piu' importanti del mondo.




