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Finalmente Lequi!

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Alessio Calfapietra
giovedì 7 ottobre 2004, 23:362004
autore Alessio Calfapietra
07.10.2004 23:362004
La rinascita della Lazio parte dell'Argentina. Scopriamo chi è l'ultimo arrivato in casa biancoceleste.

Ha stupito tutti, il nuovo proprietario della Lazio Lotito, quando l'ultimo giorno di mercato ha messo sotto contratto ben nove giocatori. Ciò che le pagine di giornale non hanno rivelato, è che in realtà quel giorno sono diventati aquilotti nove calciatori più Matias Emanuel Lequi. Il giovane difensore argentino,svincolato, è stato formalmente aggiunto alla rosa laziale solo la settimana scorsa, a seguito di un muro contro muro alquanto sgradevole nei confronti del Cerro Porteno. La società paraguaiana ha rivendicato sino all'ultimo i suoi diritti sul cartellino di Lequi, fino a quando l'agente Fifa, Ernesto Bronzetti, ha posto la parola fine alla questione. La nuova Lazio, improntata all'abbattimento dei costi, si può avvalere di un giocatore senza troppe pretese, ma che sul campo è un autentico valore aggiunto. Lequi viene dalla sublime scuola di calcio del River Plate. Quando si è parlato della fantastica squadra di Ramòn Diaz, si sono annotate le giocate funamboliche di Ortega e D'Alessandro, la regia ordinata di Marcelo Gallardo, la grinta di Astrada, i goal di Cavenaghi, ed appunto l'autorità di questo gigante del reparto arretrato. Un metro e novanta distribuiti su ottanta kg, una stazza fisica che ti permette di non temere nessuno, ecco le credenziali di Lequi al suo arrivo in Italia. Al River hanno trovato un diamante grezzo, che dopo un attenta lavorazione è diventato una pietra preziosa, l'acerbo stopper di Rosario ormai trasformato in una spietata macchina da calcio. Quanta differenza con gli esordi, quando indossando la maglia della sua città natale, ha guadagnato nientemeno che la semifinale della Libertadores contro ogni pronostico, aiutato da Diego Latorre (fiorentini, lo ricordate?), il goleador Pizzi (eroe in Spagna) e il neo aquilotto Talamonti, dovendo cedere al Cruz Azul capitanato da Mauro German Camoranesi. Nel 2001 il passaggio al River piglia-tutto, con l'evoluzione tattica che da terzino sinistro puro lo porta a ricoprire altre zone della difesa. Le vittorie non tardano a venire, oltre a due campionati clausura arriva ancora una volta una semifinale di Libertadores, sparring partner l'America de Calì. Nonostante la vittoria di misura all'andata, in trasferta gli argentini sprofondano sotto tre reti degli avversari e un arbitraggio a dir poco "casalingo".

Lequi cerca di rifarsi con i mondiali giovanili in Cile nel 2002, ma siccome agli appuntamenti decisivi è sempre in credito con la fortuna, rimedia un'espulsione insieme al suo compagno di reparto Burdisso, e i padroni di casa prevalgono per due reti a zero. Si conclude così la sua esperienza con l'under 21, solo in parte compensata dalla partecipazione a quella maggiore, dove il Ct Marcello Biella lo fa giocare in poche occasioni. Per Lequi si aprono comunque le porte dell'Europa: una stagione in prestito all'Atletico Madrid, da titolare, 32 presenze e tre reti, senza nessuna sostituzione e 2880 minuti consecutivi in campo. Niente male, per un ragazzo di appena ventitré anni. La pensano così anche al Cerro, ostinato a far valere una regola interna per cui ai calciatori sotto i ventisei anni il contratto viene rinnovato automaticamente. Ma Lequi è già in Italia, parla da laziale, ha firmato un triennale e non pensa a nient'altro che alla causa biancoceleste: "Sono molto contento di essere finalmente un giocatore della Lazio e spero di restare qui a lungo. Ringrazio la società e il presidente in particolare per la determinazione con la quale mi hanno voluto e cercato. Non vedo l'ora di abbracciare i miei nuovi compagni e di mettermi a disposizione del tecnico Caso". A Formello lo attendono una pattuglia di connazionali, non ultimo il suo ex compagno Talamonti. Siamo certi che Lequi non tradirà le attese. Giunto in Italia senza clamore, saprà contornarsi di attenzioni grazie al suo talento.