Behrami, Abbruscato, Jimenez e Godeas, quattro talenti "imprigionati" in B
Behrami, Abbruscato, Jimenez e Godeas, ecco i casi più eclatanti. Quattro talenti con l'ambizione di giocare in serie A, soffocata da un vincolo che nessuno può sciogliere. La sensazione è quella di essere condannati. Le catene sono leggere, carta e inchiostro sui contratti, ma l'effetto di impotenza e di frustrazione è opprimente. Per carità, uno stress lieve ( si parla di calcio e ingaggi milionari) ma concreto.
Sembra che quei quattro li vogliano tutti. Sono giovani (Behrami e Jimenez), determinati (Godeas), dalle potenzialità tutte da scoprire al piano di sopra (Abbruscato). Ma nessuno riesce a prenderli. Potrebbero (e vorrebbero) trasferirsi in serie A da un momento all'altro. Ma per ora non si muovono.
Valon Behrami ha 20 anni. Gioca a centrocampo, da esterno destro, a Verona, il club che ne ha riscattato la metà pagando 2milioni di euro al Genoa. Si comincia a parlare di lui a metà della scorsa stagione. «Lo vuole il Palermo, ma dietro c'è la Juve» . Poi si fa avanti la Lazio, con il Genoa (oggi guidato da Guidolin, suo estimatore) sempre sullo sfondo. Ha qualità da vendere, è comunitario (nato in Kosovo, ma ha anche il passaporto svizzero) e vuole la serie A.
«Tutti sognano di giocare in una grande piazza, sono pronto ad assumermi questa responsabilità» , ha detto durante la presentazione del Verona, qualche giorno fa. Ma fino a quando non arriverà l'offerta giusta al presidente Pastorello, resterà in gialloblù.
Anche Elvis Abbruscato ha giocato a Verona (stagione 2002 2003). Poi si è trasferito ad Arezzo, dove è esploso: 33 gol in due anni, una promozione in serie B e una quotazione che è schizzata in alto, forse oltre quanto avrebbe gradito. Elvis meriterebbe di giocare in serie A. Lui lo ha fatto capire chiaramente, scatenando le proteste dei suoi tifosi. Dovesse passare all'Empoli, dove c'è Mario Somma, il suo ex allenatore, meglio ancora.
Ma l'operazione è complicata: i toscani hanno già ceduto Spinesi, De Zerbi e Del Core al Catania, e non possono sguarnire il reparto senza una valida alternativa. Su Abbruscato c'è anche il Bologna, che a giorni conoscerà il suo destino. In caso di ripescaggio in serie A la squadra riuscirebbe a trattenere molti dei suoi pezzi migliori e proverebbe ad aggiudicarsi Abbruscato, un rinforzo utilissimo, oltre che un investimento in prospettiva futura.
Parole, almeno per ora. Che non sollevano Elvis dalla realtà: «accontentarsi» di Arezzo.
Qualche tempo fa Emiliano Mondonico definì Jimenez «uno dei pochi giocatori in grado di fare la differenza». Centrocampista eclettico (centrale, esterno o trequartista), il cileno è alla Ternana dal 2002, ma è nell'ultima stagione che il suo talento ha lasciato il segno (11 gol in 32 partite).
Il suo nome, come quello del compagno di squadra Kharja, è da mesi sulla lista di diversi club. Lo scorso anno, quando perfino la Juve sembrava interessata, finì fuori rosa per aver sfidato la sua società, che per cederlo aveva chiesto 10milioni di euro. Una cifra che Fiorentina, Lazio e Cagliari non sono disposte a spendere nemmeno oggi. Nonostante tutto Jimenez non ha smesso di sognare la A, ma per ora sgobba in ritiro. Con la Ternana.
Non poteva mancare un attaccante nel lotto degli scontenti. Del resto quest'estate ha già riservato casi eclatanti ( gli ultimatum per Gilardino, l'ammutinamento di Robinho al Santos); in serie B il «caso» è montato attorno a Denis Godeas. Il suo braccio di ferro con la Triestina ha provocato un terremoto. «Sarà ceduto sicuramente entro agosto, non prima», ha dichiarato ieri il presidente Tonellotto, che aveva riservato parole di fuoco al bomber che con i suoi gol ( 16) aveva allontanato lo spettro della C dallo stadio Rocco.
Da giorni ormai Godeas aspetta la telefonata giusta. A 30 anni, e dopo 16 gol nell'ultima stagione, sente di avere l'opportunità di tornare in serie A, magari a Cagliari, dove nel frattempo si è insediato Attilio Tesser, il suo ultimo allenatore.
Ma per lasciarlo partire la Triestina chiede non meno di 2 milioni. E anche Godeas, che pure ha puntato i piedi con decisione, resta dov'è e spera. A Trieste.
Nessuno, comunque, sembra avere l'intenzione di scatenare una guerra con le società. Nessuno vuole correre il rischio di finire come Dellas (sette mesi fuori rosa a Perugia, tra battaglie legali e rapporti complicatissimi con Gaucci a causa del suo trasferimento alla Roma). Gli uomini «blindati» del calciomercato proseguono la loro attività da professionisti. Allenandosi. Aspettando. Come Dossena, Bianchi e tutti quelli che non hanno potuto accettare quelle proposte sognate a lungo.
Prigionieri di quel cordone ombelicale che ti ha fatto crescere e ora non ti lascia andare.




