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Eric Tinkler, a Cagliari il primo sudafricano d'Italia

Eric Tinkler, a Cagliari il primo sudafricano d'Italia
autore
Germano D'Ambrosio
mercoledì 28 dicembre 2005, 18:312005

Dopo Waldemar Victorino, evanescente attaccante anni '80, a Cagliari di meteore se ne sono viste poche, perché raramente sono sbarcati giocatori sui cui erano riposte grandi attese. Uno di questi è indubbiamente Eric Tinkler, sudafricano di pelle bianca esploso durante la Coppa d'Africa del '96 e ora sul silenzioso viale del tramonto. I tifosi isolani non lo hanno mai dimenticato, ma in molti non conoscono la sua storia precedente e successiva a quell'esperienza. Ecco dunque un esauriente e drammatico quadro.

Eric Tinkler nasce a Roodepoort, cittadina sudafricana a 15 chilometri da Johannesburg, il 30 Luglio del 1970. Dopo una lunga trafila di formazioni giovanili, a 18 anni ha la fortuna di potersi accasare al Wits University, una delle squadre più rinomate e organizzate del Sudafrica: qui, il giocatore si impone subito nel ruolo di centrocampista centrale, dimostrando grandi doti di resistenza nonostante la sua giovane età. Nel 1990 si spalancano le porte dell'Europa: Tinkler si trasferisce all'Uniao Tomar, piccolo club portoghese di terza serie, noto alle cronache soprattutto per aver avuto tra le sue file un Eusebio ormai a fine carriera (stagione 77/78). Un team non blasonato, dunque, ma pur sempre un primo passo importante verso il calcio che conta. Tinkler resta fino all'estate del 1992, contribuendo peraltro alla promozione dei suoi nella categoria superiore, dopodichè si accasa al Vitoria Setubal, nella Serie B portoghese. Anche qui l'avvento del giocatore - che tuttavia nel corso della prima stagione gioca soltanto 16 partite - coincide con la vittoria del campionato. E' un buon segno per il centrocampista sudafricano, che di lì in poi diventa titolare inamovibile dei suoi. Nell'estate del 1996, quando lascia il club, può vantare uno score niente male: 76 partite giocate e anche due gol all'attivo. Intanto parecchie soddisfazioni arrivano anche con la maglia della Nazionale del Sudafrica. Tinkler fa il suo esordio l'8 Giugno 1994 in un'amichevole contro l'Australia: insieme a lui ci sono il futuro laziale Mark Fish e il futuro barese Phil Masinga (entrambi future meteore). Nel 1996 arriva la storica vittoria della Coppa d'Africa, che il centrocampista disputa da titolare assoluto, segnalandosi come uno dei migliori giocatori del torneo. Il trionfo dei "Bafana Bafana" giunge come una gradita sorpresa all'orecchio degli osservatori dei club europei, che si lanciano a capofitto sui nuovi talenti e ne fanno mambassa. Il destino di Tinkler è ancora una volta in un club non blasonato: il Cagliari. Siamo, come detto, nell'estate del 1996. Stavolta, ci si aspetta la consacrazione definitiva...
A Cagliari, il presidente Massimo Cellino decide per una scelta esotica, e chiama alla guida della squadra il tecnico uruguaiano Gregorio Perez, fortemente sponsorizzato dal manager Paco Casal. Nonostante siano già presenti in rosa l'attaccante Dario Silva e il fantasista Fabian O'Neill, entrambi suoi connazionali, Perez decide di puntare tutto sul mercato estero, prendendo una serie di bidoni decisamente storici che presto trasformano la Sardegna nell'Isola dei non-famosi. Solo per citarne alcuni (ma ciascuno meriterebbe un discorso a parte): il portiere Marco Pascolo dal Servette, Christian Lønstup dal Copenaghen, e lo pseudo-attaccante Luis Romero dal Penarol di Montevideo, quest'ultimo mai riuscito a far dimenticare la partenza di Luis Oliveira. Perez si porta da casa pure il preparatore atletico, che risponde al nome di Gustavo Barreiro. Ultimo, ma non per importanza, l'acquisto di Eric Tinkler, il primo sudafricano ad essere ingaggiato da una squadra italiana: straordinario incontrista, gran tiratore da fuori e specialista sui calci piazzati. O almeno, così dicono. L'inizio di stagione, come facilmente intuibile, è a dir poco tragico: il Cagliari "multinazionale" totalizza quattro punti in sei giornate. Alla settima Gregorio Perez fa le valigie e lascia l'isola accompagnato da epiteti poco eleganti; il connazionale Oscar Washington Tabarez, che nel frattempo sta facendo danni al Milan, subirà lo stesso trattamento solo un paio di mesi dopo. Il povero Tinkler, che nei primi incontri non aveva affatto sfigurato - un articolo del Messaggero Sardo lo definisce inizialmente "un Bisoli più raffinato" - sotto la guida di Carlo Mazzone finisce nel dimenticatoio e riesce a far intravedere solo qualche scampolo di bel gioco. Alla fine la sua carriera in rossoblù si chiude con 20 partite giocate (perlopiù spezzoni) e una media voto in pagella del 5.73. A fine stagione il Cagliari retrocede in B al termine dello spareggio contro il Piacenza giocato a Napoli, e decide di spedire Tinkler il più lontano possibile. Cellino promette che con i sudafricani non avrà più niente a che fare: in realtà nella stagione 1998/99 ci riproverà prendendo il terzino David Nyathi, una super-meteora, spedito in Svizzera a fine stagione. Per la serie: reiterare è diabolico.
Nell'estate del 1997 i dirigenti del Barnsley, club di Premier League, si innamorano (inspiegabilmente?) di Eric Tinkler, giocatore ben visto anche da mister Henry Wilson. I britannici offrono alla società isolana 11 milioni di sterline per portarsi a casa il centrocampista: scontata la risposta affermativa da parte di Cellino, che dà vita ad uno dei trasferimenti più costosi nella storia del calcio inglese! Ma il sudafricano, giocatore portafortuna all'inizio della sua carriera, inverte la tendenza, e come a Cagliari il suo arrivo coincide con la retrocessione del club in First Division, pur se al termine di una stagione tutto sommato egregia (25 presenze e due gol). Il 1998 è un vero e proprio "annus horribilis": Tinkler, dopo aver guidato la propria Nazionale verso la qualificazione alla fase finale dei Mondiali, è costretto a saltare la competizione a causa di un brutto infortunio al ginocchio che lo costringe a restare fuori dal campo per circa 12 mesi. Va peggio a Darren Barnard, suo compagno di squadra al Barnsley, che sempre nello stesso periodo subisce uno stop di 5 mesi scivolando sulla pipì del proprio cane! In ogni caso, la carriera di Tinkler va avanti e nonostante la retrocessione il giocatore resta al Barnsley: 25 partite e tre gol nel 1998/1999, addirittura 32 partite e quattro gol nel 1999/2000. Poi qualche altro acciacco, dovuto principalmente all'età: nell'estate del 2002 il centrocampista alla fine chiude la sua esperienza in Inghilterra dopo cinque stagioni tra alti e bassi. La destinazione successiva è nuovamente il Portogallo, ma questa volta si tratta del minuscolo club calcistico del Caldas de Rainha, località turistica nel distretto di Leiria, sulla costa atlantica. Qui resta dal 2002 al 2004, e per i tifosi portoghesi è "Eric", come c'è scritto sulla sua casacca. Poi più nulla: l'intenzione è quella di appendere gli scarpini al chiodo, ma l'offerta del Wits University, il club dove aveva iniziato a giocare da ragazzo, è irresistibile. Il 18 Giugno scorso Tinkler diviene dunque player-manager della squadra, affiancando coach Boebie Solomons, che al termine del ritiro prestagionale dice di lui: "Tatticamente è molto valido, e sa esattamente cosa fare in ogni situazione. Siamo abbastanza complementari, e sono sicuro che diventerà un tecnico di successo". Intanto, dopo aver frequentato corsi di allenatore ai tempi della Premiership, recentemente ha ottenuto il patentino Uefa A, licenza posseduta attualmente solo da un altro tecnico sudafricano, e da pochissimi in Africa. Con la Nazionale, invece, le apparizioni in campo si sono fermate il 3 Febbraio 2002, nell'amichevole contro il Mali, al termine di una carriera fatta di 46 gare internazionali e un gol all'attivo. Ma non è escluso che se il suo impiego come giocatore continuerà ad essere consistente come lo è ora - con il Wits è quasi titolare - non si possa assistere ad un clamoroso ritorno nei "Bafana Bafana". Del resto, il Sudafrica dopo l'abbandono di Tinkler ha avuto carenza di mediani come poche altre nazionali. E poi, a 35 anni, si può ancora dare qualcosa...