Ancelotti stufo del calcio stile Grande Fratello. Galliani: "Si abitui"
Ilario Imparato
Livorno, sabato pomeriggio. La partita quasi finisce e il Milan è ancora sullo 0-0. Ancelotti si alza dalla panchina, si avvicina alla linea laterale del campo e grida a Seedorf: «Devi giocare a due tocchi. Siete troppo lenti». Seedorf non gradisce: «Pensa ad allenare. Invece di urlare e di lamentarvi sempre, aiutateci» strilla, e poi lancia verso la panchina del Milan la bottiglietta d'acqua che ha in mano. Nemmeno Ancelotti gradisce, e a Seedorf risponde: «Resti in campo solo perché ho finito i cambi». Tutto lo stadio vede e prende nota. Poi, a fine partita, un giornalista chiede lumi ad Ancelotti sulla discussione, e l'allenatore del Milan così apprende che lo scambio di delicatezze è andato in onda in diretta tv. Apriti cielo: Ancelotti parte alla carica contro le telecamere in campo che invadono spazi privati, che non rispettano nulla e nessuno.
In effetti: l'allenatore del Milan discute con Shevchenko, e il battibecco va in diretta tv completo di insulti feroci (da parte dell'ucraino, lo scorso anno); discute con Kakà, e il battibecco va in diretta tv (domenica scorsa, a Parma); discute con Seedorf, e il battibecco va in diretta tv (sabato, a Livorno). Povero Ancelotti, dunque? Sì, povero lui. Ma non per l'invasione delle telecamere. No: povero Ancelotti, perché - hai voglia a far distinguo su azionisti di maggioranza, presidenze più o meno onorarie, sinergie e dintorni - è difficile togliere dalla testa di noi tutti che il calcio-Grande Fratello comincia venti anni fa, quando le fanfare introducono il Milan berlusconiano. Il Milan, di cui Ancelotti è l'allenatore. E dunque: povero Ancelotti che combatte contro i mulini a vento.
Infatti. Infatti, Adriano Galliani, che è uomo di sport tanto quanto lo è di televisione, sabato ha stirato il suo sorriso: «Sappiamo che le telecamere ci sono e che riprendono ogni cosa accada in campo. E dunque dobbiamo stare attenti a come ci comportiamo». E Seedorf: «Durante la partita si fanno e si dicono un sacco di cose, anche esagerate. L'importante è che tutto si chiuda lì. Per me la questione è chiusa. Parliamo d'altro?».
Volentieri. Ma non si può. Anche se ieri Seedorf e Ancelotti si sono rivisti e abbracciati. E poi perché la battaglia contro le telecamere a bordo campo l'allenatore del Milan non è un giorno che la sta combattendo. Sono anni, anzi, che di tanto in tanto protesta contro «l'invasione». Ancora dieci mesi fa, si schierò con Capello - sorpreso a dire cose pesanti durante un Lazio-Juventus, e per questo molto seccato - e con tanti altri colleghi, da Prandelli a Donadoni, per chiedere il rispetto della privacy di allenatori e giocatori. «A volte in panchina scappano dette cose che non è giusto amplificare», la motivazione più o meno generale, peraltro condivisa da Julio Velasco - e, guarda un po', proprio di recente il Ct della pallavolo femminile, Bonitta, è stato sollevato dall'incarico anche perché le sue (feroci) parole contro le giocatrici sono finite in diretta tv.
A rispondere agli allenatori del calcio fu allora Paolo Maldini: «È vero, il campo ormai sembra uno studio televisivo. Però, lo sappiamo, da tutto questo ci vengono anche alcuni vantaggi economici. È il nuovo calcio, dobbiamo imparare a starci dentro». A rispondere ad Ancelotti, ora, è Giovanni Bruno, direttore di Sky: «Ho visto lo sfogo di Carlo, certo. E non posso essere d'accordo con lui. Intanto, quel che è accaduto con Seedorf è accaduto in campo, davanti agli occhi di tutti. Riprenderlo e riproporlo è stato naturale: diritto di cronaca, direi. Avessimo rubato le immagini dentro gli spogliatoi del Milan, allora Ancelotti avrebbe ragione. Quanto alla nostra invadenza, quest'anno Sky ha ridotto il numero delle proprie telecamere negli stadi. E poi: cosa dovrebbero dire gli atleti della Nba o della Nfl, che permettono alle telecamere di entrare negli spogliatoi? O i Ct di basket o pallavolo, i cui time out vengono mandati in diretta tv? Mi sento a posto con la coscienza. E a conferma di questo dico che nessuna telefonata mi è arrivata dal Milan dopo sabato sera». Già. E come se non bastasse, ieri pomeriggio sulle reti Mediaset grande risalto è stato dato «alla lite tra Seedorf e Ancelotti», con tanto di replay e commento tecnico e voci fuori campo. Tu quoque, Mediaset: povero Ancelotti. È il calcio del Grande Fratello, e lui non può farci nulla. A parte sorridere, certo: è in onda, lo avrà mica dimenticato?




