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Austerity Napoli, un tetto agli stipendi

autore
Marco Frattini
domenica 18 giugno 2006, 19:002006
autore Marco Frattini
18.06.2006 19:002006

Tutto sotto controllo: il mercato procede secondo il piano prestabilito in attesa degli ultimi colpi, sul fronte economico i conti tornano, il Napoli viaggia con una serenità invidiabile. Eddy Reja è soddisfatto per l'arrivo di Cannavaro, Domizzi e Bucchi; Pierpaolo Marino è sereno perché riesce a mantenere la linea dettata dai vertici che chiedono di mantenere rigore sul fronte degli stipendi. Il Napoli s'è imposto un personale «salary cap», un tetto salariale che non può essere superato, altrimenti i bilanci vanno alle ortiche. C'è anche un regolamento ufficiale che adesso impone di tenere sotto controllo il valore degli ingaggi: bisogna mantenere il costo degli stipendi al di sotto della soglia del 70% dei ricavi complessivi. Ma la società azzurra è andata oltre, mantenendosi molto al di sotto della soglia considerata critica anche perché, grazie alla promozione in serie B, gli introiti aumenteranno considerevolmente. Insomma, se alla prima stagione (chiusa con la sconfitta nella finale play off con l'Avellino) i 5.500.000 per gli stipendi ai giocatori e i 2.217.000 per il direttore generale Marino e i due allenatori Ventura e Reja, costrinsero il patron De Laurentiis a una immediata ricostruzione del capitale, e se nella stagione appena conclusa i 5,8 milioni di ingaggi porteranno quasi certamente alla necessità di nuovi interventi, l'anno prossimo non ci sarà bisogno di nulla, il Napoli si sosterrà con le proprie forze, grazie anche ai discorsi chiari fatti ai calciatori: non si spende più del necessario, sappiatelo. Proprio su una questione di ingaggio s'è arenata la trattativa con Franco Brienza. Il Napoli sarebbe stato pronto a raggiungere un massimo di mezzo milione di euro, ma il calciatore chiede di più. Però la società azzurra non ha fretta, non accelera per arrivare a una soluzione immediata (dentro o fuori) e può permettersi di rimanere in attesa: «Per adesso abbiamo fatto quasi tutto quel che intendevamo fare - spiega con serenità Pierpaolo Marino - avevamo bisogno di inserire almeno una unità in ogni reparto e abbiamo coperto in maniera egregia sia l'attacco che la difesa.

Adesso resta da coprire la linea mediana e con lo spostamento di Bogliacino nel ruolo di regista intendiamo cercare un uomo di fascia. Insomma, ci sarà un altro acquisto, al massimo ce ne saranno due fino alla chiusura del mercato». E se non sarà l'ischitano Brienza, probabilmente non sarà nemmeno Mauri che appartiene all'Udinese e ha una voglia matta di rimanere alla Lazio dove ha finito appena di giocare ma è anche corteggiato in maniera serrata dal Torino, sicché il Napoli potrebbe rappresentare la terza scelta, un ripiego. E Eddy Reja ha voglia di guidare solo giocatori che hanno una voglia matta di stare a Napoli.. Se il mercato azzurro, per adesso, è in fase di stallo, da domani riprenderanno i movimenti. Si comincia a discutere delle comproprietà che saranno decise martedì. Il Napoli divide Lacrimini con la Sangiovannese e Virgini con il Parma. Non è previsto diritto di riscatto per nessuno dei due, si andrà alle buste e i giocatori andranno alla squadra che avrà presentato l'offerta migliore.

Fonte: Paolo Barbuto per Il Mattino