Borrelli: "Resta molto da scoprire"
Marco Frattini
«Preme evidenziare che le indagini di diretta competenza sono state fortemente penalizzate dalla divulgazione, tanto completa quanto deprecabile, delle tre informative dei Carabinieri, parte integrante dell'impianto accusatorio penale della Procura di Napoli. Tale pubblicazione, infatti, ha permesso a tutti gli inquisiti di conoscere integralmente il testo delle informative, consentendo a ciascuno di mettere a fuoco perfettamnete non solo la propria, ma anche, e contestualmente, la posizione processuale delle altre persone comunque coinvolte nelle indagini. L'impressione è stata quella di essersi trovati di fronte a difese concordate e precostituite nella loro interezza, senza tralasciare anche scelte difensive "strategiche": in tale unitaria strategia rientra pienamente la sottrazione alle audizioni, seppure con differenti modalità, dei tre personaggi nei cui confronti di disponeva di più un ampio materiale probatorio (Luciano Moggi, Innocenzo Mazzini e Maria Grazia Fazi). Sempre da un punto di vista generale, deve essere evidenziato come l'impianto difensivo, al di là delle ricordata scelta strategica, sembri essersi articolato su tre linee guida: a) delegittimare alcune persone, sminuendone i ruoli e le funzioni nell'ambito delle società calcistiche; b) ricondurre a goliardate, o gfrasi in libertà, numerose e gravi affermazioni rilevate nel corso delle intercettazioni telefoniche; c) attribuire responsabilità quasi esclusive ai tre soggetti sottrattisi alle audizioni. Particolare attenzione, in quest'ottica, è stata posta alla posizione della Juventus e al ruolo svolto dal suo direttore generale, Luciano Moggi, e dal suo amministatore delegato, Antonio Giraudo. Giraudo e (soprattutto) Moggi, infatti, sono apparsi come elementi fondanti di quell'associazione che tanto ha influito sul regolare andamento del campionato di calcio di serie A 2004/2005 (unico oggetto di indagine), ma la cui nascita deve certamente, per come, peraltro, è stato ampiamente ricordato in precedenza, farsi risalire anni addietro. D'altronde, questa associazione è emersa così numericamente consistente, strutturata e pervasiva, capace di occupare tutti gli spazi relativi al mondo del calcio, che non è davvero lontanamente immaginabile che la stessa possa essersi, come d'incanto, materializzata ed affermata soltanto in un campionato».
L'ASSOCIAZIONE
HA INCISO SULL'INTERO SISTEMA CALCIO
«La struttura associativa ha dimostrato una capacità di incidenza sull'intero sistema calcio, occupando come già ricordato, tutti gli spazi. Particolarmenrte rilevante è stato il vincolo che ha unito il direttore generale e l'amministratore delegato della Juventus ai designatori arbitrali, allo scopo di influenzare le designazioni, di arbitri e assistenti, in diverse partite coinvolgenti soprattutto (anche se non soltanto) la Juventus. Ne sono prova le innumerevoli conversazioni telefoniche intercettate nel corso delle indagini che, peraltro, per quel che concerne il comportamento del Moggi e i suoi rapporti con i designatori, hanno fatto emergere anche il ricorso a schede telefoniche anonime, oltre all'uso di utenze telefoniche estere, intestate a soggetti terzi. Notevole si è presentato anche il rapporto che ha legato il d.g. e l'a.d. della Juventus ai vertici della Figc e della Lega Calcio A e B e che tanto ha influito sulla rielezione dei presidenti di entrambe le istituzioni calcistiche. Strettissimo è il rapporto emerso tra Moggi e Mazzini, tanto da far chiaramente apparire il vice presidente della Figc come organico alla struttura associativa. Non può essere sottaciuto, infine, che l'intero sistema di influenza venica completato da un ampio e distorto uso dei media, mediante il diretto condizionamento di singole trasmissioni televisive nazionali, nelle quali venivano proditoriamente esaltati, attraverso compiacenti interventi di giornalisti, opinionisti e moviolisti, i comportamenti delle persone vicine all'associazione e, contemporaneamente, denigrati i comportanti di chi era ritenuto lontano dall'associazione stessa. Tale situazione era così chiara e nota a tutto l'ambiente che, ad esempio, anche un arbitro internazionale come Paparesta, fortemente quotato, ha preferito, in occasione del post partiota Reggina-Juventus del 6.11.2004, non refertare il gravissimo episodio verificatosi nello spogliatoio (e ampiamente ricordato in precedenza) per non mettere a rischio la sua carriera di arbitro. D'altra parte, è un fatto acclarato che il Moggi e il Giraudo la facessero da «padroni» negli spogliatoi (anche in trasferta), sia per censurare eventuali comportamenti contrari agli interessi della Juventus, sia per dispensare elogi e apprezzamenti per decisioni comuqnue favorevoli alla loro squadra».
JUVENTUS
AVEVA UNA POSIZIONE DI ASSOLUTO DOMINIO
«Queste risultante permettono di rimarcare la assoluta gravità della posizione della Juventus che, tramite i suoi vertici, ha esercitato, negli anni, una posizione di assoluto dominio sull'intero mondo del calcio (o, quanto meno, della serie A), tanto da ingenerare dubbi e perplessità sulle modalità con le quali, in Italia, sono stati raggiunti, nel tempo, risultati di vertice. Il ruolo dell'organizzazione, era così ampiamente conosciuto che dirigenti di altre squadre coinvolte nella indagine si sono rivolti ad essa al fine di poter ricevere i favori necessari a salvarsi. Il riferimento è alla Fiorentina e alla Lazio.La squadra gigliata, attraverso i suoi vertici, a più riprese, si è rivolta al Mazzini allo scopo di intessere rapporti con i designatori (e, in particolar modo con Bergamo) per assicurarsi conduzioni arbitrali favorevoli per ottenere la permanenza nella serie maggiore. Anche la Lazio, attraverso il suo presidente, ha direttamente investito il vice presidente federale in occasione di una serie di partite allo scopo di ricevere designazioni arbitrali favorevoli. In merito, non può non essere rimarcato, se non altro per l'autorevolezza della fonte da cui promana, anche l'interessamento, sul designatore Bergamo, del presidente della Figc Carraro uil quale, dimentico del suo ruolo istituzionale, parla specificatamente di «aiuti» da concedere a questa società. Entrambe le società, nel campionato 2004/2005, si sono salvate».
MILAN
INFLUENZA DIRETTA SUI DESIGNATORI
«Le indagini hanno interessato specificatamente anche l'Ac Milan per la quale non può parlarsi di una organizzazione strutturata come quella juventina: ciò non toglie, comunque l'emersione di una influenza, diretta ed efficace, sugli organi designatori arbitrali. Tale influenza non può non essere messa in relazione al fatto che il vice presidente esecutivo del Milan, sig. Galliani, ha ricoperto e continua a ricoprire anche la carica di presidente della Lega Nazionale Calcio A e B. Diversi sono gli episodi che hanno visto gli organi designatori arbitrali (Bergamo, Pairetto e Mazzei) aderire alle «richieste» della società Milan, inoltrate soprattutto tramite il proprio addetto agli arbitri, signor Meani, e finalizzate ad ottebnere assistenti arbitrali «graditi», come il signor Contini, il signor Copelli, il signor Puglisi e il signor Babini. In riferimento al ruolo del Meani, all'interno dell'Ac Milan, in sede di audizione, il vice presidente esecutivo Adriano Galliani si è «sforzato» di prendere le distanze dal suo collaboratore, riconducendo le sue attività ad iniziative di carattere personale. Ciò in palese contrasto con quanto è oggettivamente emerso nel corso delle indagini, come, per esempio, appare evidente nella telefonata del 18.04.2005 dove il ruolo del Meani risulta essere parte integrante (al di là della qualificazione formale) dell'Ac Milan e si conferma in altre circostanze emerse nel corso delle indagini (si vedano, «ad esempio, le dichiarazioni rese da D'Addato dinanzi a questo Ufficio). Solo per completare l'inquadramento dell'influenza che l'Ac Milan poteva esercitare per il tramite dei suoi dirigenti e, nello specifico, del suo vice presidente esecutivo, signor galliani, si ricorda che, nel corso di una telefonata lo slittamento del campionato, motivato dalla morte del Papa, viene determinato anche per consentire il recupero dei calciatori del Milan infortunati. Indicative sono, in merito, due frasi di Galliani che, rivolto al Meani, gli ricorda, da un lato, che lui non dorme e, dall'altro, che è opportuno vigilare sempre su tutto (con riferimento anche alle designazioni arbitrali)».
AVANTI CON LE INDAGINI
CLUB E SOGGETTI SONO PLURIMI
«Resta da ripetere che le indagini dovranno proseguire: la vastità del contesto, la unicità di questo che è il piùgrande scandalo del mondo del calcio, il numero davvero ampio di società e soggetti coinvolti, i plurimi filoni indagativi che sin da ora emersioni e che vieppiù emergeranno nel prosieguo, non permettono di ritenere conclusa l'opera di individuazione delle responsabilità eventualmente attribuibili ad altre società e ad altre persone fisiche. Per concludere, è necessario evidenziare taluni aspetti fondamentali che sono emersi dall'attività investigativa espletata. Tali elementi risultano infatti di assoluta importanza al fine di una piena comprensione della odierna vicenda che, specie in considerazione della natura per così dire «endemica» che la ha caratterizzata, presenta elmentio di assoluta novità ed assai maggiore articolazione rispetto a precedenti fattispecie illecite».
DUOPOLIO
I ROSSONERI ERANO ANTAGONISTI JUVE
«Tale sistema si è affermato avendo come principale soggetto di riferimento il Moggi ed ha visto quale prima beneficiaria dei relativi effetti la Juventus.(...)Del medesimo sistema che si potrebbe definire «dominante» si sono nel tempo giovate altre squadre. In tal senso va inquadrata l'attività della Fiorentina e della Lazio(...) Parallelamente alla suddetta organizzazione, il Milan ha sviluppato proprie autonome vie per ottenere determinati favori arbitrali; ciò in considerazione del ruolo di "antagonista istituzionale" rivestito da tale società rispetto alla Juventus». Il panoroma è desolante: «La concatenazione di illeciti interessi sopra delineata non ha portato soltanto a falsare il regolare andamento di singole gare quanto, in considerazione del carattere di strutturale sistematicità con cui si è manifestata, alla compromissione della regolarità, per quanto riguarda le società oggetto della presente indagine, del campionato 2004/05 nel suo complesso».




