Calciopoli: la Reggina trema, il Messina molto meno
Alessio Calfapietra
Lillo Foti lascia la Federcalcio abbastanza scuro in volto. Non ha convinto gli uomini dell'Ufficio indagini sulla posizione della Reggina. Ieri il presidente della squadra amaranto ha dovuto affrontare il suo giorno più difficile. Intercettazioni chiare con l'ex designatore Paolo Bergamo per l'esplicita richiesta di un «trattamento diverso» da parte degli arbitri. Rassicurazioni da parte di Bergamo su l'arbitro inviato. Insomma, tutto sembra lavorare contro la Reggina. Foti ieri ha dovuto rispondere anche dei contatti con Luciano Moggi.
«Se temo penalizzazioni o retrocessione? No, e perché scusate?». In realtà per gli addetti ai lavori la sua posizione sarebbe analoga a quella della Lazio di Lotito.
Pietro Franza, presidente del Messina ha meno problemi del collega al di là dello Stretto. La sua «amicizia» con Moggi e anche le intercettazioni effettuate dalla Procura di Napoli non mettono in difficoltà la società alla stessa maniera della Reggina. Intanto fino all'11 luglio stop interrogatori. Si aspetterà la fine del maxi- processo.




