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Carlo Nesti: Quando la gioia è reato

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Appi .
domenica 5 novembre 2006, 08:342006
autore Appi .
05.11.2006 08:342006

Se ne parla ormai da 10 anni, ma credo sia il caso di tenere vivo il discorso, soprattutto dopo il cartellino giallo che è costato a Materazzi l'espulsione nel derby. In un panorama calcistico nel quale è sempre d'attualità il dolore, nel momento in cui avvengono episodi di teppismo, che allontanano le famiglie dagli stadi, ha senso condannare la felicità, quando finalmente si scatena? Trovo sia vergognoso sancire il "reato della gioia", equiparando l'esultanza, magari eccessiva, di un ragazzo di 20 o 30 anni, ad una entrata assassina sulle caviglie altrui. Eppure, a partire dalla colpevolizzazione dell'uscita dal terreno di gioco, quando si esulta, che vale a Roma, ma non a Milano o Genova (campi senza pista d'atletica intorno), si persiste nella abominevole censura. Oltretutto, Materazzi che si mette la maglia sulla testa, e scopre una scritta in grado di trasmettere un messaggio positivo, viene ammonito. Di Michele e Muslimovic, che se la sfilano solo per metà, sono misteriosamente graziati. Insomma: la ricorrente tegola dei "2 pesi e 2 misure" si abbatte anche sulle espressioni di euforia, e inquina una casistica che, già di per sé, ha molto di grottesco e ridicolo. Gli arbitri non possono controllare, in tempo reale, il contenuto delle scritte? Perfetto: vengano liberalizzate, perché qualche secondo in più di felicità non ha mai fatto male a nessuno, e poi si proceda a livello di "prova televisiva". Se quella scritta risulterà offensiva per qualcuno, tipo Totti nel derby contro la Lazio, venga squalificato il giocatore, in modo da evitare che siano offerti modelli sbagliati. Apprendo, per chiudere, che la Figc ha apportato una modifica al regolamento Fifa: se sotto la divisa appare solo lo sponsor tecnico, allora va tutto bene. Insomma, come dire: se ci sono di mezzo i soldi, e cioè lo sponsor, sia il benvenuto lo "spogliarello", mentre invece, se si fanno gli auguri ai malati, o si ricordano i defunti, no. Complimenti: ma un "signore" come Pancalli non interviene?

Carlo Nesti
info@carlonesti.it

Fonte: di Carlo Nesti per www.carlonesti.it