Dopo un periodo di silenzio, parla Innocenzo Mazzini
Torna a parlare dopo un lungo silenzio, l'ex vicepresidente della Figc, Innocenzo Mazzini. In diretta alla trasmissione Golden Gol di RTV38 dichiara: "Lecce-Parma è l'ultima buffonata. Come prima cosa dico che sono state fatte sentire solo alcune telefonate e altre no. Per quanto riguarda Lazio-Fiorentina, dopo il fallo di mano di Zauri, io ho ricevuto una chiamata dal sindaco di Firenze e mi sono attivato subito con Bergamo per capire che cosa fosse successo. Ma la telefonata di Domenici non c'è agli atti, per cui sembra che io mi sia proposto per fare pressioni affinché la Fiorentina vincesse. Non c'è un illecito in questa Calciopoli, solo tutte violazioni dell'articolo 1. Cosa intende De Santis quando dice che Lecce-Parma è il suo capolavoro? Lui è un giocherellone, come me e come noi toscani, è uno che si vanta di essere un arbitro di carattere che sa come trattare i calciatori. Per cui questo Lecce-Parma è un modo per incastrare qualcuno che dava molta noia, come il sottoscritto. Io non devo dare le risposte, queste le darà la giustizia vera, non questa sportiva. In tutto questo polverone non c'è passaggio di denari da nessuna parte e io non ho mai visto in vita mia illeciti senza soldi nel mezzo. Invece di leggere tutte le intercettazioni, sono state fatte passare alcune interpretazioni. Per questo sembrava che io volessi far perdere la Fiorentina, quando è più facile che io mi sia mosso in senso opposto.
In quel momento era in atto una grande battaglia non solo per i diritti televisivi, ma anche per le cariche federali. I Della Valle avevano scelto il gruppo Abete, che non voleva la mia riconferma come vicepresidente di Figc. E questo mi sembrava quantomeno stridente, dopo tutto quello che io avevo fatto per Firenze e la Fiorentina. Io avevo fatto votare tutti i dilettanti a favore della squadra viola per farla ritornare in B, facendogli saltare un anno. I Della Valle erano neofiti del calcio e come tali parlavano e si comportavano. Nego nella maniera più totale che vi fosse qualcosa contro la proprietà viola. Come vicepresidente federale avevo l'obbligo e sottolineo l'obbligo di sentire tutte le lagnanze delle squadre. La Fiorentina era tartassata dagli arbitri, come ammesso dallo stesso Bergamo, con possibili gravi ripercussioni che ci sarebbero potute stare sotto il profilo dell'ordine pubblico. Io ho fatto di tutto perché questa insofferenza si stemperasse, non mi pento e lo rifarei nuovamente. Noi non abbiamo addomesticato niente, i Della Valle fecero presente che c'erano stati troppi torti arbitrali nei confronti della squadra, e non esiste nessuna norma che impedisca il contatto con i vertici federali e arbitrali e le squadre. Sapete in quanti facevano questo? Tutti! I Della Valle restavano per così dire, antipatici alle grandi perché chiedevano ripartizioni delle risorse, ma le grandi non erano solo la Juve e il Milan, ma c'era anche l'Inter, che invece è rimasta fuori da tutto".




