ESCLUSIVA TMW - Dino Baggio: "Prima alleno i bambini, poi chissà..."
Francesco Graffagnini
TMW ha raggiunto il pensiero di Dino Baggio, glorioso centrocampista di Torino, Inter, Juventus, Parma, Lazio, Blackburn Rovers, Ancona e Triestina, che a 35anni, proprio qualche mese fa, ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo.
Tre presenze con gli alabardati e poi la decisione di svincolarti dalla Triestina. Perché?
"Per il semplice fatto che non mi andava più di stare lì e rescindendo il contratto, potevo stare più tranquillo e riposarmi, visto che non mi andava proprio più di continuare a giocare, perché 35anni per un centrocampista come me li ritengo fin troppi, probabilmente fossi stato un difensore avrei potuto tirare ancora qualche annetto, ma in mezzo al campo ci vuole grinta e corsa che forse non avrei più potuto garantire".
Ma ha influito anche la situazione societaria del club?
"No la mia è stata una scelta dettata proprio dal fatto che ho ritenuto giusto troncare la mia carriera lì, e poi quando sono andato via io, non era ancora successo nulla, diciamo che l'ambiente era 'tranquillo' ".
Da Ottobre, quando ti sei svincolato, a oggi, la situazione a Trieste è anche peggiorata, pensavi che il tutto potesse degenerare così tanto?
"A dire il vero da quando ho lasciato la Triestina è come se avessi staccato la spina dalla presa: infatti non ho più seguito nulla di quel che riguarda il calcio".
A cosa ti stai dedicando adesso?
"Ora come ora, non mi sto dedicando a nulla, diciamo che mi sto riposando un po' ricaricando un po' le pile".
E in futuro ti piacerebbe restare in questo campo o hai già deciso di intraprendere nuove strade?
"Ho una scuola calcio nel paese dove sono cresciuto e quando sono lì alleno la squadra degli esordienti ed è a quello che penso di dedicarmi, non appena finirò questo mio periodo di relax, anche perché considero quella fascia d'età, il ciclo più bello e importante del calcio, quello dove i ragazzini cominciano a imparare le prime nozioni tecniche, trascurando ancora la tattica".
Per il presente quindi una panchina nel calcio-baby, ma per il futuro magari una panchina tra i professionisti
"Sinceramente in questo momento non ci penso e poi comunque per allenare tra i professionisti è necessario il corso per avere il patentino e poi una trafila abbastanza lunga che comunque conto di fare più in avanti perché sarebbe un qualcosa in più per me e poi chissà, potrebbe rivelarsi sempre utile".
Appesi gli scarpini al chiodo, hai stilato un bilancio della tua carriera?
"Si e penso che comunque la mia carriera è stata positiva sotto tutti i punti di vista: ho avuto l'opportunità di giocare molto in un campionato, come la Serie A, molto bello ma altrettanto difficile per questo mi ritengo comunque fortunato".
Per te non soltanto esperienze in Italia, c'è stata anche una parentesi recente della tua carriera in Premier League, al Blackburn Rovere, che ricordo hai di quei mesi?
"Si è vero, sono stato sette mesi in Inghilterra, un'esperienza che mi ha arricchito molto, anche perché lì ho trascorso dei mesi molto belli, mi sono trovato davvero bene".




