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ESCLUSIVA TMW - Face to face con Demetrio Albertini: Milan, mercato e Nazionale

ESCLUSIVA TMW - Face to face con Demetrio Albertini: Milan, mercato e Nazionale
sabato 4 febbraio 2006, 15:572006
di Ilario Imparato

Deliziosa esclusiva di TMW che, negli ultimi minuti ha sentito per i nostri lettori la voce di Demetrio Albertini.
L'ex rossonero discute senza tabù del caso Milan, del mercato e della nostra Nazionale.

Demetrio, subito una domanda al peperoncino, giusto per rompere il ghiaccio: Marco Van Basten sulla prossima panchina del Milan. Pollice alto o pollice verso?
"Più che al peperoncino, direi al tritolo. Vedi, in questo calcio contano i momenti, e la finale persa ad Istanbul lo testimonia pienamente. Marco sta lavorando benissimo con la nazionale olandese, ma Carlo ha ancora un obiettivo fondamentale da raggiungere, e non mi pare giusto ipotizzare sui giornali i nomi degli eventuali sostituti; e particolarmente in questo momento della stagione".

Un occhio al calciomercato appena concluso, cosa ne pensi? E principalmente cosa occorre fare in questo periodo della stagione, con il campionato al giro di boa?
"Purtroppo in molti credono, erroneamente, che l'unica medicina giusta per aggiustare le cose in corsa sia spendere sul mercato comprando ad occhi chiusi. Sul mercato ci si va (... irrompe un urlo tipicamente lirico di un figlio)...riprendiamo, solo se ne hai realmente bisogno, e non per accontentare i tifosi. E poi siamo troppo abituati a scambi di prestiti, con pochi soldi che girano, e pochi campioni che realmente cambiano squadra in corsa. Non ho visto in queste settimane molte squadre rinforzarsi, e credo sia stata una finestra di mercato abbastanza atipica".

Infine, Demetrio, non possiamo omettere con te l'argomento Nazionale. Speranze, prospetti, paure e convocazioni. Vai pure a ruota libera.
"Lo sapevo che avresti toccato quel tasto. Cominciamo dai convocati. Credo ci siano tantissimi talenti ancora fuori dal giro azzurro, o che per lo meno credono di esserlo, e che invece andrebbero osservati di più ( supponiamo si riferisca a Pippo Inzaghi, e lui ce lo conferma con una risata); ma io sostengo che ad un Mondiale ebbano prendere parte i giocatori che nell'ultimo mese sono stati più in forma. Un Mondiale è fatto di meno di dieci partite, e la bravura e l'abilità tecnica sono solo un 50% della componente vincente.
Quanto al pronostico, io sono convinto che questa squadra può tranquillamente aspirare alla finalissima; certo il Brasile è il netto favorito, ma io terrei d'occhio molto Argentina e Olanda, che mi sembrano davvero molto ostiche".

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