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Fiorentina, Toni: "Contento di essere rimasto a Firenze"

autore
Raffaella Bon
lunedì 23 ottobre 2006, 22:472006
autore Raffaella Bon
23.10.2006 22:472006

Tante le domande per Luca Toni, questa sera ospite al Processo di Biscardi, da cui ha ricevuto anche un premio "Campionissimo". Una cosa è certa: Toni crede nella Fiorentina. "Si, confermo che l'Inter mi aveva cercato questa estate, come altre squadre europee. Ho fatto una chiacchierata con il mio presidente il quale mi ha chiesto di fermarmi per dare una mano alla squadra viola ad uscire da questa penalizzazione. Se te lo chiede una persona importante come Della Valle il minimo è stato quelli di fermarmi. A lui non potevo negare questo piacere. La Fiorentina è una squadra forte con un bravissimo allenatore e sono certo che ci potremmo togliere grandi soddisfazioni".

Quest'anno dovrai avere paura per la classifica dei capocannonieri di un tuo compagno?
"Ne sarei contento, vorrebbe dire che potremmo portare in alto la Fiorentina a suon di gol. Io prima Mutu non lo conoscevo, allenandomi con lui posso dire che è un vero fuoriclasse. Spero possa continuare a fare gol e assist per me".

Arriva domenica il Palermo, squadra rivelazione...
"Non mi stupisce. A Palermo sono stato molto bene. Ho fatto 50 gol in due anni e sono rimasto molto legato a dei miei ex compagni come Barzagli e Zaccardo con cui mi sento spesso. Mi raccontano che stanno vivendo un bel momento. Sono convinto che se riusciranno a rimanere li per lungo tempo in classifica potranno dire la loro e si potranno giocare qualcosa di importante".

Un campionato strano, questo, dove la B è diventata molto interessante...
"Si, penso che la B si sia arricchita di grandi squadre, ma posso dire che è sempre stato un bel campionato. Quest'anno magari ci sono squadre più blasonate, per questo magari se ne parla di più. Inoltre vorrei sottolineare che uin questa categoria ci sono tanti bravi giocatori italiani. Sarebbe il caso di darci un'occhiata prima di cercare all'estero. Sono stato fortunato anch'io, anche se ho fatto la mia gavetta, che molte squadre importanti hanno messo gli occhi su di me se non sarei rimasto in C1".

La stupisce vedere Riganò capocannoniere?
"Direi di no. Con lui ho fatto due ritiri e posso dire che oltre la bravura devi avere squadre che credono in te. Lui ha sempre dimostrato tanto a suon di gol. Molti giocatori si trovano in A senza dimostrare niente. Sono contento per lui, se lo merita. Questo dimostra quanto valgono i sacrifici. E' arrivato tardi al successo, ma tutto quello che ha ottenuto se l'è guadagnato, un po' come me".

Aiutano a volte i mass media?
"Penso che sia fondamentale l'aiuto dei mass media, ma prima di tutto conta fare gol. A me personalmente non ha regalato niente nessuno".

Si parla tanto di ritiro: lei ci crede?
"Posso dire che magari per le squadre impegnate in più parti come Champions, campionato e Coppa Italia i ritiri sono pesanti perché sei sempre fuori casa, ma per giocatori come me, che sono impegnati solo in campionato, invece sono utili. Con i tuoi compagni ci stai solo in allenamento, per questo servono e per fare gruppo, un modo per stare insieme".

La sua spalla ideale?
"I giocatori che prediligo sono giocatori forti come Mutu, con lui non ho nessun problema.".

Del Piero ha detto che non accetterà più la tribuna in nazionale...
"Io ammiro Del Piero, ma in questo caso la penso diversamente. Credo che andare in azzurro sia il massimo. Le decisioni del mister vanno accettate, perchè anche per Donadoni non è facile fare delle scelte. Bisogna essere inoltre orgogliosi a rappresentare l'Italia".

Quale è il giocatore più forte di questa Fiorentina?
"Questa squadra ha tanti giocatori forti, ma se si deve fare un nome direi tra tutti Mutu".

Differenza tra Lippi e Donadondi?
"Con Lippi avevo un rapporto bellissimo, lui mi ha portato in nazionale fin da quando giocavo con il Palermo in B. E' riuscito a plasmare un gruppo. Donadoni ha avuto più difficoltà all'inizio perché il suo predecessore ha vinto un Mondiale. Due moduli diversi di gioco, Lippi il 4-4-2 e Donadoni il 4-3-3".

Il pallone d'oro?
"Lo darei a Buffon, il più forte di tutti. Subito dopo di lui, secondo me, c'è Pirlo".

La Fiorentina avrebbe lottato per lo scudetto, senza penalizzazioni?
"Forse sì, come il Palermo, ma solo se le grandi avessero potuto perdere questo campionato".

Caso Adriano: giusto mandarlo via?
"Non lo conosco, difficile dare giudizi. Mi pare una decisione giusta per recuperare il giocatore. Delle foto incriminate non ci credo tanto, a volte sono i mass media che enfatizzano".