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Fred, l'arma letale del Lione

Fred, l'arma letale del Lione
mercoledì 1 marzo 2006, 19:122006
di Germano D'Ambrosio
fonte Diego Angelucci

Quando si parla di calciatori brasiliani ci vengono in mente tre cose: la lunghezza spropositata dei loro nomi e dunque la necessità di trovare un nomignolo per ognuno di essi (vedi Kakà & co.), il grande bagaglio tecnico che si portano dietro, anzi dentro, quasi esistesse un dna comune nazionale da cui scaturiscono doppi passi, veroniche e tocchi vellutati, ed infine la ormai demodeè "saudade" che non molto tempo fa, come un'aviaria qualsiasi, colpiva qualunque brasiliano si trovasse ad una distanza superiore ai 200 metri dalla propria casa. In tutto questo e per tutto questo Frederico Chaves Guedes, detto Fred, non smentisce le sue origini. A parte questi tre assunti imprescindibili però, Fred risulta essere un brasiliano quasi atipico, per una serie di caratteristiche tecniche che formalmente lo discostano da quello che è l'idealtipo del classico calciatore brasileiro, tutto tecnica, divertimento e samba.
Dotato di un fisico slanciato e piuttosto robusto (1 metro e 85 per 85 kg) e di conseguenza di un ottima potenza fisica Fred risulta essere un vero e proprio uomo d'area. L'incredibile senso del gol di cui è dotato gli permette di risultare letale per i portieri come il morso di un Black Mamba. Buona visione di gioco e ottima capacità di proteggere la palla dall'avversario lo trasformano in un'affilata arma tattica che favorisce non solo gli inserimenti dei centrocampisti e delle ali ma che permette anche all'intera squadra di salire e di arrivare compatta di fronte alla difesa avversaria. Dal punto di vista della posizione in campo dunque predilige sostare al centro dell'attacco, per poter cercare veloci uno-due con i centrocampisti che arrivano dalle retrovie. Fred possiede un destro potente che gli permette di cercare di tanto in tanto soluzioni balistiche da fuori area, mentre una discreta velocità unita alla sua già citata potenza fisica gli permettono di giocare spesso sul filo del fuorigioco favorendo in questo modo anche il contropiede come arma tattica per la sua squadra. Questo doti unite ad un eccellente colpo di testa e una tecnica di base da vero brasiliano fanno dunque di Fred non soltanto un goleador ma anche un attaccante utile alla causa della squadra dal punto di vista tattico.
Fred nasce il 3 Ottobre 1983 a Teòfilo Otoni, un municipio di 130mila abitanti nella regione del Minas Gerais, una regione aspra e montuosa nel sudeste brasiliano.
Il suo talento si forma e matura nelle file delle giovanili dell' America Fc, squadra della sua regione di origine. Dopo aver fatto la trafila per tutto il settore giovanile Fred riesce ad arrivare in prima squadra alla tenera ma matura età di 20 anni. Tenera perchè a quest'età c'è il rischio di montarsi la testa o peggio ancora di bruciarsi presto. E con le proprie mani. Matura perchè da queste parti la gente è abituata a vedere ragazzini di 17 anni trascinare la propria squadra alla conquista di un campionato (vedi Robinho e Diego) con una facilità che per noi europei risulta ancora essere strabiliante. Fred però è un ragazzo intelligente e grazie all'abnegazione al lavoro e al suo buon talento riesce a raccogliere buone prestazioni e ottimi risultati. Fred rimane per circa un anno e mezzo con la prima squadra del'America e riesce oltre che a giocare con buona continuità anche a mantenere una invidiabile media realizzativa. Le statistiche alla fine della sua avventura all'America segneranno, tra varie competizioni, 57 partite e 34 gol, con una media di 1 gol segnato ogni 1,6 partite: davvero niente male per un giovane all'esordio assoluto in un campionato professionistico. Come succede per tutti i baby fenomeni il suo talento non rimane inosservato e tra un gol e l'altro arriva la chiamata del Cruzeiro Fc, gloriosa e storica squadra del campionato brasiliano di calcio. Fred a questo punto ha un importante occasione da sfruttare, quella di passare ad un club prestigioso a livello nazionale che possa assicurargli una buona visibilità anche a livello mondiale e che possa rappresentare un trampolino di lancio per quelle che sono le sue ambizioni ed il suo sogno nel cassetto: l'Europa. Il ragazzo non ci pensa su un attimo e si trasferisce immediatamente al Cruzeiro riuscendo oltretutto ad ambientarsi velocemente all'interno della sua nuova squadra.


E' il campionato 2003/2004 e Fred riesce ad attirare su di sé l'attenzione dell'intero paese (e non solo) realizzando 14 reti in 24 partite di campionato. L'anno successivo lo score del centravanti si ferma a 13 gol in 21 presenze portando il totale delle reti segnate in campionato a 27 in due anni e mantenendo per questo un'ottima continuità di segnature. Oltretutto a questi gol vanno aggiunti anche quelli segnati nelle varie manifestazioni ufficiali alle quali il Cruzeiro partecipa, tra coppe nazionali e continentali. E allora ecco che il bottino delle reti lievita: 56 gol in 70 partite ufficiali.
Il motivo del suo successo sta senz'altro nelle capacità realizzative mostrate ma soprattutto nella felice continuità che ha dimostrato di avere rispetto al suo rapporto col gol. Tutti elementi che lo portano, nell'Aprile del 2005 a dare una svolta alla sua carriera calcistica. Proprio in questo mese arriva infatti la prima convocazione in nazionale per un'amichevole contro il Guatemala, che verrà seguita da un'altra convocazione per un'amichevole contro gli Emirati Arabi Uniti. Il risultato? Due partite nella seleçao, due gol.
Il salto di qualità arriva nell'estate del 2005 quando nel vecchio continente si scatena un'asta a suon di milioni che vedrà alcune tra le più importanti squadre europee tentare di portare il giocatore alla propria corte.
Siviglia, Marsiglia e Nantes tenteranno invano di battere la concorrenza troppo forte di squadre di gran lunga più blasonate. Fiore all'occhiello di questa lista è il Milan, che però propone in primis un'offerta troppo bassa al giocatore per convincerlo ad arrivare in quel di San Siro, in secundis una ancora più bassa alla dirigenza del Cruzeiro per convincerla a lasciarlo andare via. Il Lione invece grazie alla fresca liquidità ricevuta da Paperone Abramovich per la vendita di Michael Essien (38 milioni di Euro) può permettersi di alzare il tiro e alla fine riesce a convincere Fred a trasferirsi nella regione del Rhone-Alpes. Sborsando 15 milioni di Euro per il cartellino del giocatore (diviso tra Cruzeiro, Feyenoord e la famiglia stessa di Fred) il Lione andrà ad allargare il suo parco attaccanti in cui già risiedono giocatori del calibro di Wiltord, Govou e Carew, tutti affermati a livello internazionale con le rispettive nazionali.
La forte pressione che ha addosso, l'agguerrita concorrenza e tutti i probemi che nascono quando si va a vivere in un nuovo paese (soprattutto per un brasiliano, ricordate la saudade?) condizionano Fred e faranno si che la sua avventura in Francia non inizi nel migliore dei modi. A questo punto il rischio di finire a fare la bella statuina accanto a quelle che già ornano l' esterno dello stadio de la Gerland è molto forte. Nonostante ciò Fred, grazie soprattutto all'aiuto offertogli dalla mini colonia brasiliana già presente a Lione (Juninho, Cris) e grazie alla fiducia di società e allenatore riesce a sbloccarsi e ha realizzare 8 reti in 30 presenze, il tutto partendo per ben 9 volte dalla panchina.
In quel di Lione è quasi tempo di raccogliere tutto quel che si è seminato nel corso dell'anno ed il primo posto in classifica nella Ligue 1, ed i quarti di finale di Champions League ormai messi in cassaforte, la dicono lunga sul successo che la squadra sta avendo in questa stagione. In tutto questo Fred ha dato il suo contributo e sta continuando a darlo a suon di gol nonostante quella appena passata non sia stata fin ora a sua migliore stagione. Il talento e le qualità del giocatore sono indiscusse e starà nella sua bravura riuscirle a tirare fuori definitivamente. E nell'occhio di qualche grande club vederci bene.