"Il derby lo vinciamo noi"
Giuseppe Di Napoli
Alexander Donieber Marangon, in arte Doni, di derby se ne intende. Il suo esordio è avvenuto tra lo stupore generale proprio in una stracittadina con l'estremo difensore brasiliano che ripagò la fiducia del suo allenatore con prestazioni sempre più convincenti tanto da conquistare un posto da titolare fisso. Da qualche tempo a questa parte pare che anche lui sia cambiato avendo messo da parte quella dose di follia e spacconeria, peculiarità di molti grandi portieri. Evidentemente qualche residuo baldanzoso ci è parso di scorgerlo in lui nelle dichiarazioni rilasciate all'inizio della settimana che ha preceduto un derby, vissuto nella Capitale con una attesa più spasmodica che mai. Lanciato nell'inseguimento all'Inter aveva predetto: "Mi ricordo il derby d'andata dell'anno scorso, quando ho esordito. Riuscimmo solo a pareggiare, ma per me fu una buona gara. E' stata un'emozione esordire in una partita così difficile.
La Lazio è una buona squadra, ma noi siamo più forti. Vinceremo noi".
Il destino, travestito da grande Lazio, ha voluto, invece, che la Roma patisse la sconfitta più pesante della storia: 3 a 0 inequivocabile con i giallorossi che sbagliano completamente l'approccio mentale all'incontro. Doni sara pure protagonista in negativo: leggermente fuori dai pali sull'eurogol di Ledesma e un po' avventato in occasione del fallo da rigore su Pandev: in verità avrebbe concluso anche in anticipo la partita se l'arbitro Rosetti avesse confermato la corretta decisione iniziale di espellerlo. Doni, e con lui l'intero popolo giallorosso, è ancora tramortito.




