IN RITIRO CON TMW - Cisco Roma, Di Canio: "Altro che calcio 'didascalico'... questa è una vera famiglia!"
Germano D'Ambrosio
Autore di uno dei due gol che, a sorpresa, hanno deciso l'amichevole Cisco Roma-Reggina in favore dei capitolini, Paolo Di Canio commenta così il clamoroso risultato: "La Reggina la conosciamo tutti, è una bella squadra. Sono in fase di preparazione come noi: ci sono partite che fai per provare gli schemi, non si può giudicare dal risultato, anche perché questa squadra oggi ha sofferto contro di noi ma qualche giorno fa ha messo in difficoltà il Real Madrid. A noi queste partite aiutano comunque a migliorarci".
L'ex laziale è tornato poi sulle motivazioni che l'hanno convinto alla discesa di categoria: "Tanti non ci credono, ma io la penso proprio così: credo che tutti i lavori siano nobili, e si debbano affrontare solo se è possibile farlo con il massimo impegno. Quindi quando ho fatto questa scelta, quella di puntare a vincere guardando anche al sociale, insieme alla famiglia Tulli, io ci ho messo tutto me stesso, e veramente credo che vincere il campionato di C2 abbia la stessa importanza che ha vincere qualsiasi altro campionato, perché avviene attraverso l'impegno e la serietà, il lavoro quotidiano. Tutte le categorie sono importanti se fatte con la massima professionalità. Come ho già detto, io vent'anni fa ho giocato in C2: mi ricordo Matera, Bisceglie... insomma, qualche campo duro l'ho fatto. Poi ho avuto la fortuna di giocare altri vent'anni ad alto livello e sono contento di questo, però mi fa piacere essere tornato ad un calcio che mi riporta agli stenditoi del Quarticciolo, dove giocavo da bambino: ci picchiavamo, la palla rimbalzava male, poteva arrivare magari qualche gomitata... Del resto vengo da otto anni di calcio inglese, di certo non mi preoccupa un gioco particolarmente fisico".
Di Canio, sereno e pacato come non mai, ha proseguito: "Sono ritornato a vivere un calcio puro, con persone pure, che magari sorridono anche un po' di più del normale, ma che esprimono una grande genuinità. Mi sono 'liberato', e solo adesso mi rendo conto di quanto ho sofferto in questi due anni alla Lazio, dove mi sentivo di troppo e insipegabilmente dall'interno non mi volevano.
Adesso sono entrato a far parte di una famiglia che tratta i dipententi in modo tale da farli sentire a suo agio. A questo proposito, mi piace raccontare un aneddoto curioso, dato che gira tanta gente arrogante che parla di moralità e poi si fa squalificare per tre o quattro anni: qui c'è un presidente (Alessandro Tulli, ndr), molto giovane, che invece di essere viziatello, quando è a pranzo con la squadra fa mettere a capotavola il massaggiatore e il magazziniere, e lui si siede di lato, mischiato in mezzo agli altri. Qui siamo tutti alla pari, siamo una famiglia vera e propria. Non è il calcio didascalico, ridicolo, patetico che viene pubblicizzato a parole, ma poi si fanno altre cose sottotraccia".
Interrogato circa il suo futuro, Di Canio ha risposto: "Voglio vincere questo campionato perché mi sembra che posso ancora giocare un pochino (ride, ndr). La mia volontà in ogni caso è quella di continuare a lavorare in collaborazione con questa famiglia: loro il calcio didascalico non me l'hanno decantato, ma l'hanno messo in pratica già da qualche anno. Per aiutare i ragazzini, dare una mano alle scuole calcio, sarò sempre disponibile per la famiglia Tulli".
La Lega di C non ha ancora deciso se la Cisco Roma militerà nel girone B o C del campionato di C2. Ma Di Canio si mostra nient'affatto preoccupato: "Sono concentrato solo a far sì che si vinca, anche se tutti mi parlano del girone del Sud come quello più difficile, per via dei campi piccoli, delle tifoserie accese che qualche volta possono influenzare gli arbitraggi. Ma un'eventuale preferenza dovreste chiederla agli altri giocatori che conoscono meglio di me la categoria. Per quanto mi riguarda... nun me ne può fregà de meno".




