Inter: la conferenza stampa di Roberto Mancini
Maurizio Libriani
L'allenatore dell'Inter Roberto Mancini ha incontrato i giornalisti nella sala stampa del centro sportivo "Angelo Moratti" alla vigilia di Fiorentina-Inter, anticipo della 1.a giornata della Serie A Tim 2006-2007:
Mancini: si ricomincia con degli auspici migliori rispetto a quelli degli anni passati visto che siete meritatamente campione d'Italia e visto che questa è forse l'Inter più forte della gestione Mancini. Che cosa ne pensa?
"Quando si inizia gli auspici e le prospettive sono sempre buoni. I pensieri sono sempre positivi, questo al di là del valore della squadra rispetto agli anni passati. Quando si comincia si pensa sempre di avere a disposizione la squadra migliore e, con quella, che sia possibile ottenere risultati importanti. Ma le aspettative e la voglia sono sempre uguali. Forse è un inizio più difficile perché le partite che ci aspettano sono più dure, chiaramente è qualcosa di diverso rispetto al passato perché sono successe tante cose. Però, quando si inizia a giocare, le situazioni sono le stesse".
Sente il peso di essere condannato a vincere?
"Siamo sempre condannati a vincere. Se uno allena o gioca nell'Inter ha sempre l'obbligo e il dovere di cercare di vincere, dalla prima partita del pre-Campionato sino all'ultima gara della stagione, è una cosa abbastanza normale. Ho sempre pensato che fossero sbagliati i criteri con i quali si compilavano i calendari negli anni passati, secondo me potrebbe anche capitare di giocare un Milan-Inter alla prima giornata. Sarebbe la cosa più bella e più giusta: quando il Campionato parte, tutte le squadre iniziano alla pari, quindi può capitare subito una partita importante come succede in Inghilterra dove non succede nulla di scandaloso se si affrontano alla prima giornata due squadre che lottano per lo scudetto".
Però l'Inter è attesa da un filotto di partite impegnative...
"(ndr.: sorride) Sono le prime trentotto gare ad essere abbastanza impegnative... Non esistono partite semplici e, comunque, anche quando si incontrano squadre che non possono lottare per lo scudetto, ci sono sempre delle difficoltà. Squadre che non sono in prima fascia all'inizio, magari partono più forte e possono crearti difficoltà enormi. Quindi le difficoltà ci sono sempre".
Domani l'Inter si ritroverà di fronte quel Luca Toni che era uno degli obiettivi di mercato dell'Inter. Che effetto vi farà?
"Gli obiettivi di mercato sono talmente tanti che, se si rileggono i giornali, ogni domenica ci sono dieci giocatori da una parte e dall'altra che avrebbero potuto cambiare squadra ed essere in quella che stanno affrontando. Sono cose normali. Toni è rimasto nella Fiorentina, è campione del Mondo e merita grande rispetto per quello che ha fatto. Mi auguro per lui che giochi un grande Campionato , credo che possa riconfermare quanto di buono ha già fatto vedere".
Che Fiorentina si aspetta domani sera?
"La Fiorentina ha fatto un grande Campionato la passata stagione e mi sembra che quest'anno si sia rinforzata. Ha il problema della penalizzazione e non credo sia un problema da poco, credo che però possa salvarsi perché ha un bravissimo allenatore e una squadra di ottimo livello. A livello di gioco ci creeranno delle difficoltà perché giocano bene e la passata stagione ci hanno battuto a Firenze. Sarà una gara molto dura nella quale dovremo stare attenti a non commettere errori ed essere bravi a sfruttare le nostre qualità".
Mancini: la gara tra Francia e Italia ha Parigi ha evidenziato come gli azzurri fossero meno in forma della Francia. Come stanno fisicamente i suoi calciatori, anche in vista delle tre gare importanti e difficili che vi attendono in sette giorni tra Campionato e Champions League?
"Sicuramente, chi ha disputato il Mondiale e ha iniziato più tardi la preparazione, non può essere in condizione ottimale. Così come non possono essere al meglio in questo momento neppure gli altri. Il problema è anche dato dal fatto che il nostro Campionato è sempre iniziato più tardi rispetto agli altri. Quindi, se si disputano partite con le rispettive nazionali di qualificazione a Mondiali o Europei, è chiaro che noi italiani partiamo svantaggiati perché gli altri iniziano prima i campionati. Per quanto riguarda l'Inter pensiamo alla gara con la Fiorentina. Non abbiamo solo queste tre partite in sette giorni: da qui al 23 dicembre ne giocheremo ventisette, una ogni tre giorni e mezzo, per forza di cose si arriverà a un punto nel quale i giocatori avranno bisogno di un po' di riposo. Ma ora siamo all'inizio e stiamo abbastanza bene, speriamo meglio degli altri".
Non le ha dato fastidio il fatto che l'Inter, che gioca in trasferta sia in Campionato che in Champions League, sia stata anticipata sabato alle ore 20.30 invece che alle 18.00?
"Non credo che si debbano guardare solo Inter o Milan. Penso che la Lega debba tutelare le squadre italiane che giocano in trasferta per via delle tante gare che ci sono e delle trasferte che si fanno. Sarebbe importante dare la possibilità, a chi gioca fuori casa, di tornare almeno in tarda serata e non a notte inoltrata. Questo può essere un aiuto a tutti i club italiani che giocano in coppa. Se ne potrebbe anche parlare insieme, credo che possa essere un aiuto per tutti".
Come vede Zlatan Ibrahimovic in questo momento? Qual è la posizione d'attacco nella quale lo vede meglio?
"Anche lui è arrivato un po' tardi, quindi ha giocato con noi solo tre partite. Ci vorrà un po' di tempo per ambientarsi e conoscere al meglio tutti i compagni. Però è un calciatore di grande classe e qualità, quando migliorerà l'intesa con i compagni farà sempre meglio. Con la Roma in Supercoppa è stato molto bravo anche se non ha segnato, è un grande calciatore e farà sicuramente molto bene. È una punta libera, può fare tutto. Ha le qualità per occupare qualsiasi ruolo in attacco".
Ha parlato con lui di quello che successo in nazionale svedese?
"Sì, ne abbiamo parlato. Mi ha detto che gli era dispiaciuto, ma mi sembra una cosa abbastanza normale".
Mancini: quest'anno, rispetto alle precedenti edizioni, il girone di Champions League nel quale è inserito l'Inter sembra più impegnativo. Che cosa ne pensa?
"I gironi di Champions sono sempre abbastanza difficili, è stato così anche negli anni passati. L'anno scorso avevamo l'Artmedia Bratislava che doveva essere la squadra più facile da affrontare del girone, e poi hanno rischiato di qualificarsi. Le partite di Champions sono sempre tutte molto dure, quest'anno sembra lo siano un po' di più. Ma le difficoltà ci sono sempre e le cose non cambiano più di tanto".
Quest'anno, senza la Juventus e con Milan, Lazio e Fiorentina penalizzate, per l'Inter dovrebbe essere un po' più facile il cammino. Che cosa ne pensa?
"Di facile non c'è niente. Non ci sarà la Juventus e, per questo, ho detto che sarà un po' diverso. Ma di scontato nel calcio non c'è nulla, anche se qualcuno parte con qualche punto di penalizzazione. E poi tre-quattro-cinque punti si recuperano in due partite. È chiaro che c'è un leggero vantaggio, però dipende sempre da noi. Siamo un'ottima squadra, dobbiamo cercare di giocare bene, conquistare subito punti all'inizio e continuare a fare bene tutto l'anno".
Massimo Moratti ha più volte ripetuto che questo sarà un Campionato particolare e maggiormente difficile per l'Inter a causa del fatto che tutti vi aspetteranno al varco. Probabilmente ve lo ha anche ripetuto quando ha incontrato la squadra a Londra e avete festeggiato lo scudetto. Lei che cosa ne pensa?
"Per prima cosa voglio precisare che non abbiamo mai festeggiato lo scudetto, abbiamo fatto un brindisi con il dottor Moratti che era la prima volta che incontrava la squadra dall'inizio della stagione. È solo una precisazione che faccio perché non abbiamo festeggiato, lo diremo e saremo contenti di farlo quando lo faremo. Il Campionato sarà difficile come sempre, è chiaro che potrà diventare più difficile perché c'è pressione sull'Inter e perché tutti dicono che siamo imbattibili e che siamo quelli da battere. Ma questo nel calcio non esiste perché tutte le squadre, anche le più forti nella storia dei campionati, sono state battute anche gruppi nettamente inferiori. È questo è proprio il bello del calcio. Dipenderà molto da noi: siamo un ottimo gruppo, ma dobbiamo dimostrarlo in campo dando il meglio di noi stessi in tutte le partite, di scontato non c'è mai nulla".
Mancini: domani a Firenze sarà possibile vedere in campo Ibrahimovic e Crespo dal primo minuto con Adriano pronto ad entrare a gara in corso?
"Oggi non abbiamo ancora fatto l'allenamento, vedremo dopo com'è la situazione. Da qui a domani sera poi c'è tempo, vedrò chi potrà giocare".
Che cosa rappresenta oggi Adriano per l'Inter?
" Adriano è un calciatore molto importante per l'Inter, come lo è sempre stato. È un calciatore che, se sta bene e gioca come sa, fa la differenza. Era importante la passata stagione e lo è anche quest'anno, anche se ora sono arrivati altri calciatori importanti, lui rimane sempre un grande calciatore".
Quindi nessuno si dovrà scandalizzare se nell'Inter lui non dovesse scende in campo qualche volta dal primo minuto?
"Ma nessuno si deve scandalizzare perché non ci sono dei posti fissi. Il fatto di giocare così tante partite deve mettere in condizione i calciatori ad essere pronti e utili per la gara successiva o per subentrare a gara in corso come è successo nella finale di Supercoppa nella quale sono entrati calciatori freschi che hanno dato il loro contributo e sono riusciti a dare una mano in più per ottenere il risultato finale. Deve essere un po' questa la prospettiva di tutti".
Come pensa di far imparare ad Adriano a digerire le esclusioni o i cambi visto che il brasiliano è sempre stato sensibile in queste occasioni?
"A volte è capitato che è già stato fuori in passato. Come ho appena detto, se un calciatore sta fuori una partita, non succede nulla di grave. Deve cercare di essere sempre pronto per dare il proprio contributo quando viene chiamato in causa. Il pensiero dei calciatori deve essere sempre quello, cercare di dare il massimo quando viene chiamato in causa. Potrà capitare che Adriano stia fuori, ma potrà capitare che stiano fuori anche Ibrahimovic o Crespo. Questo, però, non deve diventare un problema o un dibattito in tutte le conferenze stampa, altrimenti diventerebbe una cosa pesante".




