L'ultima cassanata: "Al Milan, ma non in prestito"
Christian Seu
L'ultima cassanata coglie di sorpresa Adriano Galliani e strappa un sorriso forzato a Carlo Ancelotti, che era stato l'ultimo a digerire i progetti milanisti sul talento annacquato del Real Madrid. Ieri doveva essere il grande giorno e invece la frenata è stata tanto improvvisa quanto brusca. Gli spagnoli erano pronto a cedere Cassano in prestito gratuito, il Milan a valutare in cinque milioni di euro l'eventuale riscatto a fine stagione. Invece, già all'ora di pranzo, la trattativa si era bloccata. Cassano, per bocca di Giuseppe Bozzo, il suo manager, è stato lapidario: «Niente prestito». Lui a Milano è pronto ad andarci, ma soltanto se i rossoneri lo prendono a titolo definitivo.
Un atteggiamento che i milanisti non si aspettavano e che ha indispettito sia Galliani sia il d.g. Braida. La strategia del Milan sul mercato è chiara: l'investimento economico viene fatto soltanto su Massimo Oddo per il quale continua la trattativa serrata con la Lazio. I contatti tra Lotito e i milanisti sono giornalieri, la differenza tra offerta e richiesta è di un milione di euro, l'accordo potrebbe arrivare alla fine della settimana quando è previsto un incontro a Cortina d'Ampezzo dove il presidente biancoceleste sta trascorrendo qualche giorno di vacanza.
Cassano, invece, è un'occasione se lui accetta di mettersi in gioco. Il suo atteggiamento intransigente rischia di far saltare un affare che al Milan consideravano e continuano a considerare un rischio calcolato. Il giocatore è di tutt'altra opinione. «Cerco qualcuno che voglia puntare su di me», ha spiegato a Bozzo, che ha riportato la frase a Ernesto Bronzetti, il manager chiamato a tirare i fili di questa controversa trattativa. Bronzetti ha capito in fretta che su queste basi l'intesa non è possibile. Perché se il Real è pronto a cedere Cassano per cinque milioni, il Milan non intende versare subito quella cifra. Prima vuole verificare l'adattabilità dell'ex attaccante prodigio.
Il discorso può riaprirsi ma soltanto se il giocatore rivedrà in fretta le proprie posizioni, se capirà che dopo i fallimenti di Roma e Madrid deve mettersi in gioco per conquistare una platea importante come quella milanista. Insomma o accetta il prestito o il Milan non lo prende. Del resto Ancelotti lo ha digerito perché è un galantuomo e non se l'è sentita di bloccare l'operazione studiata dai suoi dirigenti, ma certo non lo avrebbe accolto a braccia aperte. In Spagna sostengono che sarebbe stato proprio lui a bloccare l'affare, magari assieme alla ribellione di qualche senatore. Di sicuro non tutto lo spogliatoio rossonero avrebbe gradito l'arrivo del talentino pugliese.
Per il momento il Milan non ha preso in considerazione ipotesi alternative. Ieri era convinto di poter inserire il ragazzo di Barivecchia nell'organico, oggi preferisce riflettere. Per valutare eventuali ripensamenti del ragazzo ribelle e studiare se il mercato offrirà un'altra occasione. Iaquinta rimane il sogno di Ancelotti e tra qualche giorno arrivare all'attaccante campione del mondo potrebbe non essere impossibile. Perché dall'Argentina arriva l'indiscrezione che l'Udinese avrebbe fatto un'offerta di cinque milioni e mezzo di euro all'Estudiantes per l'attaccante Hugo Pavone, già scartato dal Milan e finito nei giorni scorsi nei piani del Genoa. Se i Pozzo dovessero acquistare la punta sudamericana potrebbero liberare Iaquinta. Ma per il momento si tratta di ipotesi. E al Milan preferiscono ragionare sui fatti. Tanto che potrebbero anche rimanere così perché Ancelotti medita di andare avanti con l'albero di Natale, una centravanti davanti a due fantasisti. Inoltre, in qualche circostanza, Kaká potrebbe giocare seconda punta come ha fatto in certi momenti a Firenze.




