"La Coppa Italia sarà la nostra Europa"
Giuseppe Di Napoli
I destini di Lazio e Juventus sembrano da qualche mese viaggiare parallelamente. Le dirigenze delle due squadre si sono dovute confrontare non solo con il calcio giocato ma anche con tribunali e carte bollate nell'estate più calda che il calcio italiano ricordi.
Terremoto societario in casa juventina con cambio radicale della dirigenza in casa bianconera a fronte della perseveranza di un Lotito che resta al timone della società nonostante sia inviso da buona parte della tifoseria.
Abbiamo visto gli esponenti di entrambe le società rivolgersi agli organi di comunicazione per chiedere giustizia per sentenze da entrambi giudicati inique. Pur non condividendo la categoria, infine, partiranno probabilmente con una penalizzazione, costrette ad uno sforzo fisico e psicologico notevole sin dalla prima giornata.
Ma anche il campo giocato ha accomunato i destini delle due società: sia Juventus che Lazio sono state eliminate al terzo turno di Coppa Italia da due squadre che parteciperanno nelle loro rispettive categorie.
I bianconeri si sono dovuti arrendere solo ai rigori ad un Napoli trascinato dai propri tifosi, un avversario che si ritroverà presto nella serie cadetta. La Lazio è invece crollata sotto i colpi di un redivivo e miracolato Messina ripescato nella massima serie proprio per la retrocessione sub judice della Juve: un 4 a 2 che ha destato più di qualche perplessità per la tenuta difensiva e psicologica delle aquile biancocelesti.
Nessuna delle due squadre, però, era intenzionata a snobbare l'impegno. Anzi. Alla vigilia i dirigenti e gli allenatori delle due società la consideravano un'ottima occasione per rifarsi delle ingiustizie dei tribunali: "La Coppa Italia sarà la nostra Europa!" avevano proclamato in coro. Ma il loro destino ha continuato ad assomigliarsi.




