Lotito domani in procura a Napoli: "Sono concentrato"
Ilario Imparato
Claudio Lotito va avanti. Non si ferma e non si arrende il patron biancoceleste. Resta in silenzio e concentrato sull'interrogatorio di domani a Napoli il numero uno della societa' romana. Questa, almeno al momento, e' la cosa piu' importante. L'ennesima tegola che si e' abbattuta sulla Lazio, ma soprattutto su Claudio Lotito, non distoglie l'attenzione dall'audizione di domani mattina. Di sicuro l'azionista di riferimento e' apparso infastidito per quello che e' uscito quest'oggi dalle due Procure di Roma e Milano, anche e forse soprattutto perche' tutto e' venuto fuori alla vigilia del suo interrogatorio per il caso intercettazioni. Per tutto il giorno, comunque, si e' lavorato per sistemare gli ultimi dettagli in vista dell'incontro che domani mattina Lotito avra' a Napoli con i magistrati titolari dell'inchiesta. Partira' direttamente in auto dalla Capitale e ad accompagnarlo sara' il suo legale Gian Michele Gentile. ''Domani dimostreremo che siamo le vittime di tutto cio' e finalmente faremo chiarezza'', le parole del legale, nonche' presidente del Consiglio di Sorveglianza. Nella giornata di domani, inoltre, il presidente della Lazio si presentera' davanti ai magistrati con una lunga memoria difensiva, nella quale sono compresi diversi articoli e verbali di protesta riferiti alla passata stagione. In piu', nel dossier che comprende piu' di 150 pagine, verra' allegata una durissima lettera indirizzata all'allora presidente federale Franco Carraro che l'anno scorso Claudio Lotito scrisse di suo pugno.
In questa lettera il patron laziale si lamento' tantissimo per l'atteggiamento degli arbitri nei confronti della Lazio. ''Con una serie di documenti - spiega ancora l'avvocato Gentile -, compresa proprio quella lettera, dimostreremo che la Lazio la passata stagione non ha fatto altro che lamentarsi su tanti episodi arbitrali''. Per quel che riguarda, infine, l'indagine avviata dalla Procura di Roma sul presunto patto parasociale c'e' una piccola curiosita' da sottolineare. Il tutto e' nato da un'informativa che la Consob ha inviato alla Procura, ma l'inizio di tutto cio' e' stato avviato dai piccoli azionisti della Lazio, quindi dai tifosi stessi. Diversi mesi fa, infatti, quest'ultimi hanno denunciato alla Consob, l'organo di controllo della Borsa, che all'interno della societa' Lazio ci poteva essere un presunto patto di concerto tra Lotito e Mezzaroma. ''Pentito? Assolutamento no, anche perche' l'abbiamo fatto per la Lazio - ha detto Alfredo Parisi in rappresentanza di una parte dei piccoli azionisti -. Mesi fa facemmo presente alla Consob che ci poteva essere un presunto patto parasociale ed e' giusto che si indaghi in questa direzione. Non e' possibile che una persona possa essere il padrone della societa' con il 27 per cento''. E ora gli effetti quali possono essere? ''Se viene accertato il patto - ha detto Parisi - Lotito dovra' fare un'opa obbligatoria e se le cose rimangano come prima, ossia che non esiste un patto di concerto, allora vorra' dire che la societa' e' scalabile e che quindi tutti la possono acquistare''.




