Moggi: nessuno tocchi Giannichedda
Alessio Calfapietra
Dall'informativa dei Carabinieri del Nucleo Operativo di Roma, incentrata sulle manovre spericolate di mercato che Moggi, padre e figlio, avrebbero utilizzato per produrre vantaggi alla propria parte, viene fuori un insospettabile caso Giannichedda. Il centrocampista, secondo questo documento, una volta scaduto il suo impegno con la Lazio avrebbe voluto seguire Roberto Mancini all'Inter, ma Luciano Moggi si sarebbe opposto in ogni modo, dirottandolo, suo malgrado, alla Juventus. E poco importa se l'offerta dei nerazzurri superasse di un miliardo di vecchie lire quella della Juventus, e che Giannichedda andando a Torino si ritrovasse lo stesso stipendio percepito con la Lazio, perchè il giocatore doveva vestirsi di bianconero e stop.
L'informativa riporta testualmente che "(...) si può sostenere che, anche in questo caso, la pressione esercitata a monte da Luciano Moggi ha sbilanciato notevolmente gli equilibri della movimentazione dei calciatori nel campionato italiano, annullando tutto ciò che è al di fuori dell'organigramma GEA, e che Zavaglia quale utilissimo ingranaggio del complesso meccanismo è riuscito ad indirizzare il giocatore a Torino, raggirando, persino, lo stesso Lotito che - come dimostrano le telefonate - è ancora convinto del fatto che il calciatore rimarrà ancora alla Lazio". Le volontà di Lotito e Giannichedda aggirate, e conseguente trionfo di Moggi: questo, secondo gli inquirenti, un esempio del calciomercato italiano che, prima dello scoppio dello scandalo, veniva giostrato dai due Moggi a loro piacimento.




