Moggi prepara il controattacco, nel mirino Inter e Milan
Marco Frattini
Vive a Follonica, casa al mare della sorella. Ha ceduto l'appartamento di Napoli al figlio Alessandro, che ha preso una pausa di riflessione professionale e familiare dopo lo scandalo, tra calciatori e storie rosa. Luciano Moggi è in costante contatto con gli avvocati Fulvio Gianaria, torinese, e Paolo Trofino, casertano: prepara i ricorsi alla Camera di conciliazione del Coni e al Tar del Lazio. Ha reagito con durezza alla squalifica di 5 anni decisa dalla Caf e confermata dalla Corte federale. Lui, ex direttore generale della Juve, e Antonio Giraudo, ex amministratore delegato, sono stati gli unici a cui non sono stati fatti sconti. Moggi, che il 14 maggio aveva annunciato l'addio al calcio («Questo non è più il mio mondo»), ha fatto quasi retromarcia dopo la sentenza: «Non si libereranno facilmente di me». L'ex padrone del calciomercato, che concede comunque amichevoli consulenze ad Alessio Secco, nuovo giovane ds della Juve, sta preparando un dossier. Gli obiettivi di Moggi sono due società e un dirigente. Le società sono Inter e Milan. Il dirigente è Franco Baldini, ex direttore sportivo della Roma e attuale consulente del Real Madrid, diventato popolare perché quando è scoppiato lo scandalo ha frequentato tutti i salotti televisivi per parlare del Sistema e di Big Luciano. Moggi ha anticipato qualcosa sull'Inter mercoledì, in occasione della conferenza stampa nell'albergo torinese a trecento metri dalla stazione di Porta Nuova: «Mancini lanciava messaggi già sette o otto mesi fa, era evidentemente informato.
E alla guida della Federcalcio c'è adesso un ex dirigente dell'Inter». Guido Rossi, a titolo onorario, è stato componente del Consiglio d'amministrazione del club nerazzurro. Moggi insiste su un punto: sotto processo doveva finire anche l'Inter perché il suo presidente Giacinto Facchetti era in contatto con i designatori arbitrali Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto. Altro bersaglio il Milan. In un dossier, non si sa se da pubblicare o da presentare ai giudici in caso di rinvio a giudizio, Moggi descriverà lo strapotere di Berlusconi e Galliani: «Io e la Juve eravamo vittime, dovevamo difenderci». E poi Baldini, conosciuto da Moggi quand'era piccolo procuratore di giocatori di C. Tutto questo perché? Perché Moggi vuole rivalutare, almeno parzialmente, il suo lavoro e perché cerca di proteggere il futuro del figlio Alessandro, che continuerà a fare il procuratore. «Quel ragazzo l'hanno massacrato», dice l'ex dg della Juve, apparentemente non turbato per la squalifica. Altri personaggi del calcio, presidenti (Enrico Preziosi o Luciano Gaucci), direttori sportivi (Pierpaolo Marino o Gabriele Oriali), procuratori (Ernesto Bronzetti), sono tornati brillantemente in attività dopo aver scontato sanzioni di due o più anni. Presto potrebbe nuovamente squillare quel cellulare che riceveva 400 chiamate al giorno, secondo i calcoli dei magistrati napoletani.




