"Picchio" De Sisti attacca Moggi
Marco Frattini
"La mia storia è passata nel dimenticatoio, quando la gente mi riconosce mi chiede: ma perché non alleni più? Io ho il difetto di dire le cose e poi pago dazio... Quando ero ad Ascoli nel 1992 dissi di no a Moggi. Mi voleva proporre due giocatori che a me non servivano affatto. All'epoca Moggi che stava al Torino, collaborava con Costantino Rozzi, presidente dei marchigiani. Poi nel 1994 in una intervista denunciai il sistema: cioé che Moggi era al centro di un certo meccanismo di amicizie, movimenti di giocatori e allenatori. Che c'era un sistema che non mi piaceva. Sta di fatto che da allora non ho più allenato. Solo una constatazione. Si sa com'é che accade: basta un passa parola...".
Giancarlo De Sisti, vicecampione del mondo a Messico 70 e bandiera di Roma e Fiorentina, denuncia ancora con molta amarezza di essere stato emarginato dal calcio italiano. Grande mezzala, allenatore rampante (secondo con la Fiorentina proprio dietro alla Juve di Trapattoni nel 1982), qualche guaio fisico brillantemente risolto, dopo le frizioni con Lucky Luciano si è dedicato alla attività di opinionista tv, salvo una parentesi nel settore giovanile della Lazio. "In tutti questi anni solo telefonate sporadiche da parte dell'Olimpiakos Pireo, Genoa e Avellino. Poi una della Rossanese, serie D calabrese - continua Picchio De Sisti - Ma niente di serio. Nessuno mi ha mai detto: non alleni più perché hai litigato con Moggi. Io probabilmente sono uno scomodo e non ho la voce potente. Sta di fatto che da quella data non ho più avuto una panchina, nonostante fossi un allenatore in carriera, ero persino entrato nel giro delle nazionali... ".




