Processo Calciopoli: campionato 2004/2005 falsato?
Ilario Imparato
Dentro al processo, ma dalla parte degli accusatori, tecnicamente dei terzi, e' finito anche il Bologna che insieme a Brescia, Treviso, Lecce e Messina, ha infatti visto accolto dal presidente Ruperto l'istanza del club che chiede, qualora per le deferite si prospettasse la retrocessione, il ripescaggio nella massima serie. Nell'istanza per essere ammessi al dibattimento presentata dai legali si scrive che ''il campionato di serie A 2004-2005 e' stato falsato dalla commissione di gravissimi illeciti che non hanno eguali nella storia del calcio italiano e il quadro di colpevolezza delle 4 societa' coinvolte (Juve, Lazio, Fiorentina e Milan) pur senza voler anticipare le conclusioni dibattimentali, appare di notevolissima portata, anche solo ad un sommario esame dell'attivita' d'indagine e delle intercettazioni telefoniche ed e' tale da richiedere per questi 4 club (anche se con responsabilita' diverse) la retrocessione all'ultimo posto in classifica, ovvero, ricorrendo le circostanze aggravanti, con l'esclusione del campionato di competenza, a seconda delle condotte illecite accertate''. Proprio per l'evenienza del ripescaggio, il Bologna ha gia' provveduto a presentare, nell'atto di intervento al processo, un allegato con un classifica che tiene conto dei criteri e delle procedure d'integrazione, in caso di vacanza d'organico nei campionati professionistici 2006-2007, fissate dal presidente federale.
Secondo questa classifica, che valuta non solo la classifica finale dell'ultimo campionato ma anche della tradizione sportiva della citta' e del numero medio di spettatori, le societa' che dovrebbero subentrare sono nell'ordine: Lecce, Bologna, Messina, Modena, Brescia, Cesena, Verona e Treviso. ''In conclusione - secondo i legali del Bologna - ogni ipotesi sanzionatoria che non consenta, per i suoi effetti, al Bologna l'immediata integrazione nell'organico del campionato di serie A 2006-2007 come strumento risarcitorio del suo diritto violato, si tradurrebbe in una ingiustizia sostanziale, di cui, sicuramente, la societa' chiedera' ristoro nelle sedi piu' confacenti''.




