"Ritiro molto positivo. Ho ottime sensazioni"
Marco Frattini
Walter Novellino era un giocatore talentuoso, di quelli che facevano ammattire gli allenatori. Chi lo avrebbe detto che sarebbe diventato uno dei più stimati allenatori italiani? Il suo rigido 4-4-2, la sua bravura nel motivare i giovani, la sua capacità di "fare sistema" con la società di appartenenza, la sua grinta da combattente sono state le caratteristiche che hanno fatto le fortune di ogni squadra che ha allenato. Questa probabilmente è la prima vera stagione in cui abbiamo visto un Novellino in difficoltà. Domenica scorsa è stato poi toccato il fondo: sesta sconfitta consecutiva e record negativo nella storia dei blucerchiati che quest'anno rischiano di cadere nell'anonimato dopo un'esperienza europea piuttosto infelice. Da settembre a più riprese il nostro si è sentito in dovere di recitare il mea culpa: "Ho sbagliato io. Non ho saputo gestire il doppio impegno. Non dovevo sperimentare". In effetti ogni volta che il trainer ha provato nuove soluzioni, soprattutto nel reparto arretrato, le cose non sono andate troppo bene. L'inesperienza europea e infortuni a raffica in ruoli cruciali ha fatto poi il resto. Ma è ingeneroso attribuirgli tutte le colpe. La società doriana, sapientemente guidata da Garrone, lo sa e già lo blinda per la prossima stagione.
Si rifarà Novellino. E' un vincente. Tuttavia non possiamo non dedicargli uno spazio nella nostra rubrica "parole famose" per le dichiarazioni prima di Lazio-Sampdoria: "Il ritiro ci ha aiutato. Ho ottime sensazioni. Tutto è stato molto positivo. Serve un gol e tutto cambierà". Ed invece tutto è stato negativo. Domenica scorsa le uniche belle sensazioni le ha avute Massimo Oddo, suo giocatore ai tempi della promozione del Napoli dalla B alla A, autore addirittura di una doppietta che ha consentito alla Lazio, vittoriosa per 2 a 0, di nutrire fondate aspirazioni UEFA. Il gol non è arrivato, la prestazione neanche. Bisognerà intervenire dal punto di vista psicologico. Serve il Novellino che va a prendere a casa i giocatori con la forza: da allora il ribelle e indolente Matuzalem è diventato uno dei centrocampisti più ambiti d'Europa.




