Ritratto di Huntelaar, il dopo-Toni: "Mi paragonano a Morientes"

Il ragazzino ha le idee chiare. «Mi hanno paragonato a Morientes e il paragone è lusinghiero. Ha grande talento e grande visione di gioco, è bravo di testa, a smarcarsi e si affida più alla tecnica che alla forza. Siamo simili, anch´io gioco così». Beh, niente male per uno che ha appena ventitre anni e che molti considerano il nuovo Van Basten. E che, eventualmente, Prandelli vorrebbe per sostituire Toni, il capocannoniere, la Scarpa d´oro, il campione del mondo. Ma Klaas Jan Huntelaar, attaccante con un sacco di «a» e un´incredibile passione per il gol, non sembra preoccupato.
Anzi, lui si trova assolutamente a suo agio dentro questi paragoni ingombranti. «È molto sicuro di se, un grande talento, un attaccante straordinario» si limita a dire Van Basten, che ha pensato a lungo se portare ai Mondiali il ragazzino d´oro del calcio olandese, ma poi lo ha lasciato a casa. «È un giocatore molto promettente, uno su cui si può puntare - dice Pasquale Bruno, ex difensore e grande conoscitore del calcio europeo -. È giovane, quindi non bisogna caricarlo di troppe responsabilità e va visto alla prova in un campionato difficile come quello italiano, però ha i numeri e le qualità per fare bene».
L´Ajax l´anno scorso lo ha pagato nove milioni di euro: il trasferimento più caro, per un calciatore olandese, nella storia del calcio del suo Paese. Prima di lui la cifra più alta era stata pagata per Kezman, passato dal Partizan Mateja al Psv Eindhoven nell´estate del 2000 per undici milioni.