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Savo Milosevic, il post-Crespo che somiglia a Vieri

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Germano D'Ambrosio
mercoledì 22 marzo 2006, 12:482006
autore Germano D'Ambrosio
22.03.2006 12:482006
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Molto spesso i grandi tornei internazionali forniscono indicazioni non troppo esatte sul reale valore tecnico dei giocatori. E' il caso di Savo Milosevic, stella dell'Europeo 2000 rivelatosi campione soltanto nella Liga, non a caso definita da molti come "il paradiso degli attaccanti". Ecco, in sintesi, le sue mirabolanti avventure.
Savo Milosevic nasce il 25 Marzo 1972 a Bijeljina, paesino dell'attuale Bosina-Erzegovina che sorge proprio al confine settentrionale con la Serbia e la Croazia: un'area non propriamente facile in cui crescere, specie in quel periodo di grandi sconvolgimenti sociali e politici. Inizia a giocare nel piccolo club del Podrinje Bijeljina, ma subito le sue ottime doti di attaccante colpiscono l'attenzione del Partizan Belgrado, che lo fa debuttare in prima squadra nel 1992. I dirigenti jugoslavi si accorgono subito di avere tra le mani una gallina dalle uova d'oro: nelle tre stagioni successive, Savo mette a segno ben 74 gol in 98 partite ufficiali. Il 23 Dicembre 1994 arriva anche la prima convocazione con la nazionale jugoslava (contro il Brasile, finisce 2-0 per i carioca). Nell'estate del 1995 fa clamore il suo trasferimento all'Aston Villa per circa 8 miliardi di lire: Milosevic parte titolare inamovibile (interessante l'esperimento di coppia con Dwight Yorke), ma l'adattamento al calcio europeo è leggermente meno buono di quanto si attendeva, e in 37 gare riesce a segnare 12 gol. Va molto peggio negli anni successivi: 9 reti su 30 partite nel 96/97, 7 su 23 nel 97/98. Non basta la bandana con i colori della squadra, che non dimentica mai di sfoggiare in campo: i tifosi inglesi lo ribattezzano "Misalotevic" ("Miss-a-lot", letteralmente "sbaglia molto"), e in questo senso l'episodio clou è datato 17 Gennaio 1998. L'Aston Villa sta perdendo in trasferta contro il Blackburn per 5-0, e nei minuti finali Savo si mangia un gol a porta vuota: i "suoi" tifosi, giunti all'Ewood Park, lo insultano pesantemente e lui reagisce mandandoli a quel paese in maniera piuttosto violenta. La società inglese, a quel punto, decide di cederlo a fine stagione. Nell'estate del 1998 Milosevic passa dunque al Saragozza, dove la sua vena realizzativa sembra leggermente migliorare: alla prima stagione nella Liga segna 17 gol in 32 partite (storica la doppietta con cui stende da solo il Barcellona), e l'anno dopo il bottino di reti sale a 23. L'estate del 2000 segna però la svolta definitiva di Savo Milosevic: la Jugoslavia punta tutto su di lui per gli Europei di Belgio-Olanda, e la fiducia del tecnico Vujadin Boskov viene ripagata in pieno. Savo, che fino a quel momento con la Nazionale aveva segnato 20 gol in 41 partite, contribuisce in maniera determinante al successo dei suoi, che contro ogni pronostico arrivano addirittura ai quarti di finale. Per Milosevic c'è anche la palma di capocannoniere del torneo (5 gol), insieme all'olandese Kluivert: una vetrina internazionale sfruttata dunque come meglio non si poteva. Inevitabile la successiva ridda di voci di mercato sul suo conto: il Saragozza, dal canto suo, vorrebbe che il giocatore rispettasse il suo contratto fino al 2003 (con una clausola di rescissione di ben 72 miliardi di lire!). Su di lui piomba inizialmente la Roma di Fabio Capello, che però come "alternativa" ha anche un certo Ruud Van Nistelrooy (alla fine non arriverà nessuno dei due). Poi anche la Lazio si mette sulle sue tracce, finché non arriva il Parma, che con un vero e proprio blitz si porta a casa l'attaccante per una cifra che - col senno di poi - mi sento di definire davvero assurda: 55 miliardi di vecchie lire! A curare l'affare è il procuratore del giocatore, Zoran Bekic, lo stesso di pezzi grossi come Hierro, Guti e Juanfran. Per gli emiliani, l'intermediario con il Saragozza è invece l'avvocato Luigi Sorrentino, finito recentemente sulle cronache nazionali in relazione al caso Parmalat. Pare infatti che ai primi mesi del 2005 la famiglia Tanzi non gli avesse ancora riconosciuto la sua parcella - il 6% del prezzo del giocatore, quindi quasi duemila euro - nonostante la buona riuscita dell'operazione, avvenuta secondo Sorrentino "al termine di una lunga ed estenuante trattativa". Per la cronaca, il contratto firmato con Milosevic è di 6,5 miliardi di lire all'anno per sette stagioni. Praticamente sarebbe scaduto quest'anno.
Milosevic viene presentato in gialloblù il 1 Agosto del 2000. Le sue credenziali sono strabilianti: uomo d'area, bomber di peso ma dai piedi buoni, viene paragonato da molti a Christian Vieri. "Per me significa molto giocare in Italia - afferma Savo - e soprattutto in una squadra ricca di campioni come è il Parma. Ho grande fiducia nelle mie possibilità". Già, ma gli emiliani hanno appena ceduto alla Lazio un certo Hernan Crespo, e per i tifosi non sarà facile dimenticare...

"Il confronto non lo temo - dice lui - ma anzi le sfide mi piacciono, mi spronano. Sono venuto per fare tanti gol, voglio vincere la classifica dei capocannonieri. Credo che almeno 20 reti siano alla mia portata. Insieme ad altre 5-6 squadre lotteremo sicuramente per lo scudetto". Dichiarazioni senza dubbio spavalde, che sulle prime illudono lo stesso tecnico Alberto Malesani. In attacco a giocarsi una maglia da titolare ci sono Milosevic, Amoroso, Di Vaio e Mboma: il bosniaco (che poi otterrà la cittadinanza serba, nel 2003) parte inizialmente favorito. Ma nonostante l'immensa fiducia del suo allenatore, che gli concede ben 21 gare in Campionato e 5 in Uefa, Savo non conferma le doti realizzative che aveva millantato. I gol in campionato sono appena 7 (al Napoli e al Lecce segna sia all'andata che al ritorno), e 2 le segnature in Europa. Il Parma alla fine arriva quarto, quanto basta per qualificarsi ai preliminari di Champions League, ma nei giochi per lo scudetto non è mai stato presente. La fiducia a Milosevic è confermata, ma stavolta è una fiducia a tempo. Nelle prime apparizioni della stagione 2001/02, Savo continua a non dare segni di vita. Gioca 10 partite di campionato riuscendo ad ottenere la sufficienza in pagella in una sola occasione (contro la Lazio all'Olimpico); mette a segno un solo gol, peraltro a porta vuota per una papera di Toldo, contro l'Inter. Intanto, in panchina c'è un giovane Emiliano Bonazzoli che scalpita. I presupposti ci sono tutti per una cessione del giocatore in prestito a Gennaio, proprio al Saragozza dal quale era stato prelevato un anno e mezzo prima. Gli emiliani, per sostituirlo, prendono Hakan Sukur. Mi astengo da commenti.
Con la maglia del Saragozza - che ha battuto la concorrenza di Blackburn e Betis per avere il giocatore - Milosevic si ripresenta in campo e mette subito a segno una doppietta contro il Rayo Vallecano: da lì a Giugno saranno 6 i gol segnati. Nell'estate del 2002 passa, sempre in prestito, all'Espanyol (12 gol in 34 partite) e quindi, nel 2003, al Celta Vigo, con il quale disputa anche la Champions League fino agli ottavi di finale (15 reti in 46 partite, tra campionato e coppa). Pare ormai chiaro che il suo futuro continuerà ad essere nella Liga spagnola: il Parma dunque rescinde il suo contratto nell'estate del 2004, ponendo fine ad una storia d'amore forse mai nata davvero. Due le tracce indelebili lasciate in Italia da Milosevic: le voci di una love-story tra sua cugina e il difensore Mauro Milanese, e il furto della sua auto (poi ritrovata al porto di Ancona mentre la stavano imbarcando per la Grecia), fatti avvenuti entrambi nel 2001. Recentemente, i tifosi del Parma lo hanno votato come secondo giocatore più detestato della storia recente del club; al primo posto c'è Gianluca Falsini, e davvero mi chiedo di quali orrendi crimini si sia macchiato l'attuale difensore del Siena per meritarsi tale nomina.
Nell'estate del 2004 Savo sbarca all'Osasuna, ambizioso club spagnolo nel quale tuttora milita. L'adattamento è stato un po' faticoso (6 gol in 27 partite nella stagione 04/05, anche a causa di un brutto infortunio), ma ora le cose sembrano andare per il meglio: la squadra di Pamplona, che l'anno scorso è stata finalista in Coppa di Spagna, è la rivelazione di questo campionato e sta dando l'assalto alle primissime posizioni della classifica. Milosevic è già andato a segno sette volte, l'ultima contro il Cadice il 19 Febbraio scorso. E' titolare inamovibile della Nazionale di Serbia e Montenegro - con 96 presenze all'attivo, è il giocatore che ha giocato di più nella storia della rappresentativa - e dunque ce lo ritroveremo con ogni probabilità ai Mondiali di Germania. Chissà se, sfruttando ancora una volta la vetrina internazionale per eccellenza, riuscirà a tornare sulla cresta dell'onda, e a farsi notare da qualche blasonato club italiano. Magari che non abbia letto questa scheda.