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Tutte le plusvalenze portano a Roma

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Marco Frattini
martedì 5 dicembre 2006, 19:472006
autore Marco Frattini
05.12.2006 19:472006

Anche la Roma e la Lazio (quotate a Piazza Affari come anche la Juve) hanno pubblicato le proprie trimestrali in cui sono stati applicati i nuovi principi contabili internazionali Ifrs/Ias. Come già detto per la Juventus, anche nel loro caso è stata inserita la gestione operativa netta dei calciatori, ossia il risultato del calciomercato, nella gestione ordinaria. In particolare, la Roma ha aggiunto nello schema di conto economico riclassificato chiuso al 30 settembre scorso la suddetta voce, pari a circa 5 milioni di euro, dopo i ricavi (25,4 milioni) e i costi (24,9 milioni). Il risultato della gestione ordinaria è stato positivo per 5,4 milioni: senza l'apporto del calciomercato sarebbe stato di soli 455mila euro. Invece la Lazio spa (capogruppo del 'gruppo' Lazio) ha ottenuto nei primi tre mesi dell'esercizio 2006/2007 un risultato netto dalla campagna acquisti estiva di 440mila euro, mentre il valore della produzione è stato pari a 13,9 milioni e i costi operativi hanno raggiunto i 10,4 milioni. Il risultato operativo netto dopo i proventi netti da cessione contratti calciatori è stato di 1,33 milioni : dopo gli oneri finanziari netti per 430mila euro, il risultato della gestione ordinario è stato di 1,74 milioni.

Sarebbe stato di 1,33 senza le plusvalenze del calciomercato. Visto l'andazzo, è obbligatoria una considerazione: sono i nuovi principi contabili Ifrs/Ias che autorizzano le società a iscrivere nella gestione ordinaria i proventi straordinari come le plusvalenze da calciatori, oppure sono esse stesse che lo fanno in modo del tutto ordinario? Se fosse vera la prima ipotesi, perché allora la Roma, la Lazio e la Juventus non specificano in base a quale numero delle disposizioni degli Ifrs/Ias ciò è reso possibile? E, se fosse confermato, tale principio contabile sarebbe in conflitto con il Codice Civile e il buon senso: non bisogna dimenticare che i calciatori (o meglio i diritti pluriennali alle loro prestazioni) sono infatti un bene immateriale delle squadre. Quando esse li cedono, è e resta un fatto straordinario. Non è una questione di lana caprina: è in gioco la comunicazione della gestione operativa, determinata dal risultato derivante dai ricavi meno i costi, ossia dell'attività effettiva di una società considerata nell'arco di un determinato periodo. Da questo indicatore i soci possono comprendere l'andamento della gestione aziendale. La Consob, competente per la vigilanza della trasparenza delle società quotate in Borsa, e tutte le altre istituzioni competenti possono dare chiarimenti al riguardo e determinare regole certe per evitare confusioni?

Fonte: Marco Liguori per Indiscreto.it