Vieri spacca l'Atalanta
Marco Frattini
Ivan Ruggeri, probabilmente, non capirà. Non capirà perché, nonostante gli sforzi di rendere l'Atalanta più competitiva possibile, la risposta dell'ambiente bergamasco sia così fredda. Sono arrivati i giocatori che servivano per completare la squadra - a Doni e Abeijon oggi si aggiungerà l'argentino Talamonti, ex Lazio, in prestito dal River Plate - eppure... Eppure l'arrivo di Christian Vieri - con un contratto base da operaio e l'incentivo principesco sui gol segnati - invece di far schizzare in alto l'applausometro e il dato degli abbonamenti (inchiodato alla deludente quota di 5 mila tessere) ha finito per surriscaldare uno spogliatoio che, fino a poche settimane fa, era una specie di paradiso. A Zingonia, quartier generale nerazzurro, l'acquisto di Bobo viene digerito a fatica, soprattutto dagli attaccanti che con i loro gol hanno riportato l'Atalanta in A. Dicono che ieri, entrando negli spogliatoi, Zampagna abbia sbattuto la porta urlando: «Me ne vado fuori dalle...». Salvo poi rasserenarsi in serata.
Le occasioni per andarsene, nelle ultime ore di mercato, ci sarebbero anche state.
Intuendo il disagio dell'attaccante, si erano fatti avanti Mantova e Bologna. Ma se il presidente Lori, che ha visto allontanarsi Di Napoli, non pareva avere i mezzi economici per soddisfare il centravanti, gli emiliani - che non riescono ad avvicinarsi a Danilevicius, blindato dal Livorno - avevano invece disponibilità e blasone. Sarebbe stata un'impresa impossibile, semmai, convincere l'Atalanta. Perché se è vero che Vieri è nerazzurro a tutti gli effetti, è vero pure che ancora nessuno ha idea di quando potrà tornare in campo. Se tutto andrà bene, tra novembre e dicembre. Aspettando Bobone, l'Atalanta ha quindi assoluto bisogno di Zampagna e Ventola. Già, Ventola: è un altro giocatore in ebollizione, ma la società ha provato a calmarlo promettendogli il rinnovo del contratto, in scadenza a giugno. La sensazione è che da domani le grane saranno tutte di Colantuono.




