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Vincent Pericard, il seguace di Anelka

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Germano D'Ambrosio
sabato 28 gennaio 2006, 17:282006
autore Germano D'Ambrosio
28.01.2006 17:282006
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Per quanto ne so, Vincent Pericard è un grande appassionato di computer e soprattutto di Internet: non è escluso, quindi, che possa imbattersi in questa mia scheda. Io me lo auguro. Lui è uno di quelli che dovevano senza dubbio farcela e invece, per limiti propri o scarsa lungimiranza altrui, non ce l'hanno fatta. Ma a 24 anni il calcio ha ancora tanto da regalarti. Anche se ti sei "bruciato" due anni di Juve...
Vincent de Paul Pericard nasce in Camerun, ad Efok, il 3 Ottobre del 1982, ma all'età di quattro anni si stabilisce con i suoi genitori in Francia, dove inizia la carriera calcistica nelle giovanili del Saint-Etienne, come attaccante. Le porte del grande calcio si spalancano quasi da subito: già a 16 anni il giocatore, dotato di qualità straordinarie per la sua età, viene integrato nella prima squadra. Il 4 Maggio del 2000 è il giorno del suo debutto ufficiale nel campionato francese: Vincent viene messo in campo da mister Nouzaret per ben 70 minuti in trasferta contro lo Strasburgo (partita persa poi per 3-2) non facendo rimpiangere il centravanti titolare, l'esperto brasiliano Jose Aloisio. Ma è la Nazionale francese la grande vetrina di Pericard: dopo aver mietuto vittorie con la rappresentativa Under 17 (tra i migliori del Torneo di Oporto del 1999, vinto proprio dai transalpini), nel 2000 il giocatore entra a far parte della "nuova" Under 18 di mister Stephan, ed al suo esordio è subito gol. La Francia perde infatti la partita per 2-1 contro l'Olanda, ma è il promettente Vincent ad andare in rete con una rasoiata al 28' del secondo tempo.
Nel Giugno del 2000 il nome di Vincent Pericard è già sui taccuini degli osservatori di mezza Europa, tantopiù che il giocatore è in scadenza di contratto e chiede alla società un aumento piuttosto cospicuo. Sulle sue tracce ci sono Barcellona e Glasgow Rangers, ma la Juventus agisce nell'ombra e piazza il colpaccio. I bianconeri battono sul tempo la concorrenza (anche quella del Saint-Etienne, che con colpevole ritardo propone un rinnovo), e riescono a far sottoscrivere un contratto quinquennale al ragazzo, che in men che non si dica è a Torino per le visite mediche. Quando i genitori di Vincent comunicano la notizia alla stampa, tutti si complimentano con Moggi per la fulimineità del blitz, e per la bravura nel prelevare "il centravanti francese del domani" a parametro zero. Pericard lascia oltralpe la sua famiglia (suo padre gode di una pensione di invalidità, sua madre è casalinga, mentre sua sorella Serafine è una promessa dell'atletica leggera) e viene accolto in Piemonte con grande entusiasmo; nonostante la sua giovane età si decide di rischiarlo da subito anche in prima squadra. I connazionali Zidane e Trezeguet gli fanno da "chioccia" durante il periodo del ritiro e lui, che il giorno del raduno sfoggia un'inedita capigliatura con treccine afro, dichiara: "Sono certo di riuscire ad adattarmi al calcio italiano, nel quale si cerca più la profondità rispetto a quello francese, e gli attaccanti tirano molto di più. Io devo migliorare ancora nella tecnica e nel controllo di palla. Questa Juve è una squadra eccezionale e un gruppo di lavoro in cui vige una grandissima organizzazione, che rappresenta il modo migliore per lavorare con ottimi risultati". Poi qualcuno gli domanda da quale giocatore bianconero è rimasto maggiormente impressionato durante i primi giorni, e lui risponde: "Mi ha colpito molto Daniel Fonseca". E qui i primi brividi per i tifosi juventini. Poi aggiunge: "Il mio idolo? Sicuramente Nicolas Anelka!". Una frase terrificante, se letta con il senno di poi. Esattamente un anno prima, infatti, il sopravvalutato Anelka firmava un contratto multimiliardario con il Real Madrid dopo un palleggiamento tra Juve, Lazio e Manchester.

Oggi annaspa in Premier League ed è unilateralmente considerato il Gran Visir delle Meteore internazionali. Niente male come idolo...
I primi passi dell'avventura bianconera di Pericard riservano più luci che ombre: appassionati e giornalisti lo ritraggono come uno dei giovani più promettenti in circolazione, e lui ricambia segnando un gran gol contro il Bari nel Trofeo Birra Moretti, il 3 Agosto del 2000 (rete al 15' del secondo tempo, Pericard era entrato al 7' proprio per Fonseca). La gara viene trasmessa anche in Francia, consentendo ad amici e parenti del ragazzo di stropicciarsi gli occhi davanti al teleschermo. Poi più nulla. E quando dico nulla non scherzo: in prima squadra zero presenze, zero gol, zero tutto. Solo tante panchine. Per vedere Pericard in campo in una partita ufficiale bisogna aspettare l'11 Novembre dell'anno successivo: i bianconeri vincono 2-1 in trasferta contro la Samp in Coppa Italia, e Vincent gioca i cinque minuti finali. Insomma, ai tanti complimenti non corrispondono altrettanti gesti concreti di fiducia da parte di mister Ancelotti. Peraltro il cammino dei bianconeri in Coppa Italia, unica vetrina possibile per il ragazzo, finisce quasi subito (k.o. contro il Brescia nel Gennaio 2002) e quindi addio chances per mettersi in mostra. Ancelotti gli concede solo un gettone contro l'Arsenal in Champions League, il 20 Marzo: Pericard gioca mezz'ora, ma la Juve è zeppa di rincalzi perché già eliminata dalla competizione, e dunque anche la vittoria per 1-0 non serve a nulla. La permanenza dell'attaccante francese a Torino finisce nel Luglio del 2002: la dirigenza juventina, dopo aver inutilmente cercato di "piazzare" il giocatore in Italia come pedina di scambio, lo cede in prestito addirittura al Portsmouth, First Division inglese (la Serie B d'oltremanica). Praticamente dalle stelle alle stalle; ma Pericard non perde tempo e in attesa di una chiamata dall'Italia si rimbocca le maniche. Al suo esordio in Inghilterra fa subito centro contribuendo al 2-0 contro il Nottingham Forrest, e nonostante un brutto infortunio chiude la stagione con 32 partite giocate e 9 gol. Il Portsmouth, allenato da Henry Redknapp, viene promosso in Premier League, e la Juve decide che, per il bene di entrambi, è meglio che le cose restino così: il prestito del giocatore viene dunque commutato in cessione definitiva. Poi la malasorte si accanisce su Pericard: dopo aver giocato sei partite, nel Settembre 2003 si procura una lacerazione alla coscia, e quando rientra (il 13 Dicembre, nella partita contro l'Everton persa per 2-1) si lesiona nuovamente i legamenti. Lo stop forzato è particolarmente lungo: il francese si opera nel 2004 e può tornare in campo soltanto nell'estate del 2005, per iniziare la stagione con il Portsmouth. Qualche spezzone di partita (60 minuti in tutto), poi la cessione in prestito allo Sheffield Wednesday (di nuovo in First Division) per tre mesi, ufficializzata il 14 Settembre scorso. Qui Pericard ha iniziato bene la stagione ed il suo club è in vetta alla classifica: nella sua prima gara da titolare, lo scorso 18 Ottobre, ha messo a segno anche un gol, contribuendo al 4-0 finale contro il pur modesto Milwall. Sicuramente le prospettive per questo ragazzo erano ben altre, e lo Sheffield non è certo la Juve, ma chi si accontenta gode. Tanti auguri, Vincent.