Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Buffon: "Per Lippi lascerei anche la Juve"

autore
Ilario Imparato
venerdì 23 marzo 2007, 10:292007
autore Ilario Imparato
23.03.2007 10:292007

Come il pescatore ancora indeciso sul momento e il posto giusti per mollare le reti, Buffon mantiene incerto il proprio futuro. «Sono al bivio - ammette il portiere campione del mondo -. Guardo a destra, a sinistra. Juve o non Juve? Devo scegliere la direzione».

Attento a non tirare dritto, che c'è il muro.
«Appunto. Tuttavia, poiché posso guardarmi allo specchio, qualunque decisione io prenda meriterà rispetto».

Crede di aver saldato il debito di riconoscenza con la Juve?
«Non è questione di essersi messo in pari con la società: decisi in base a cosa mi sentivo di fare e sono più che felice che sia andata così. Ora non so. Come dissi a luglio, seguirò l'istinto».

Non c'era anche lei tra quanti applaudirono John Elkann a Vinovo, quando annunciò l'arrivo di 105 milioni per la Juve?
«Se l'hanno fatto tutti, l'avrò fatto anch'io benché non servisse un applauso. La cifra fa effetto, lo sforzo è enorme e l'intervento ha dato più sicurezza a tutti ma sapevo che una grande fetta di milioni se ne andrà per ripianare i debiti prima che nel mercato».

Dunque?
«Dunque se la Juve l'anno prossimo entrerà in Champions League sarà un'impresa grandiosa come aver vinto lo scudetto».

Luca Montezemolo invece sostiene che può vincerlo davvero.
«Ci vuole anche ottimismo ed è giusto che un personaggio influente dica certe cose però per vincere bisogna programmare tanto. La vecchia Juve era il frutto di sei o sette anni di lavoro, non di cinque mesi, e ora mancano gli uomini che prima potevano supplire al progetto: questa è l'eredità delle sentenze».

Più della retrocessione?
«Il vero danno non è stato l'anno in B ma tornare in A con una squadra che, se non fai sforzi sovrumani, non può competere con chi ha preso il nostro posto».

Moratti dice che la Juve è stata fortunata a non giocare in A contro questa Inter.
«Non ci sono controprove. L'Inter è quella del passato con tre o quattro innesti, due dei quali li ha presi da noi a causa di quanto è successo».

Cosa pensa del signor Cozzolino, il tifoso della Juve che ha fatto il gesto dell'ombrello a Moratti?
«A noi italiani piacciono questi personaggi dalle esternazioni un po' forti. Credo che anche i Cozzolino vadano rispettati per le loro opinioni se non trascendono».

Torniamo a Buffon. Sta per finire il purgatorio: quanto le è pesato?
«Ho detto che la B serviva per staccare la spina ma non era vero. E' un'esperienza difficile. Sono convinto che le prime 7 della B occuperebbero dal settimo al tredicesimo posto in A. Quanto alla Champions ho visto solo un pezzetto di Milan-Chelsea».

Tornerà a giocarla prima lei o la Juve?
«Spero che si torni a giocarla insieme anche se bisogna vedere se ho tanto tempo davanti a me per aspettare. A meno che non abbia già in casa il futuro Ronaldinho la Juve dovrà spendere molto».

Potrebbe recuperare il denaro dalla sua cessione?
«Come dice Lotito tutti sono importanti e nessuno è indispensabile: la Lazio, che ha rinunciato a tanti campioni e naviga in zona Champions, lo dimostra. Però credo che la Juve voglia tenere i campioni per crescere».

Si dice che Lippi andrà al Milan. Cosa gli direbbe se la chiamasse?
«Per il rapporto che esiste tra noi mi metterebbe in difficoltà ovunque mi dicesse di seguirlo. E' l'allenatore ideale, quello che ti fa dare il 110 per cento: il 100 per te stesso e il 10 per lui, mentre altri grandi tecnici non riescono a farti giocare anche per loro. Il Lippi in Nazionale è stato quasi perfetto, più che alla Juventus dove ogni tanto cadeva in qualche trappola caratteriale».

Quindi se la chiama lei lo segue?
«Non ho detto questo. Sarei in difficoltà ma certe decisioni non si prendono da soli, quando si appartiene a una società».

Lei ce lo vedrebbe al Milan?
«Di sicuro non gli mancheranno delle proposte allettanti. Per l'anagrafe Lippi ha altri 5 o 6 anni di carriera e vorrà andare a colpo sicuro, in una squadra pronta subito e non con progetti a lunga scadenza».

In tutto questo giro c'è il rischio che salti la panchina di Donadoni.
«Lo vedo tranquillissimo. Gli daremo una mano vincendo con la Scozia anche perché dobbiamo riuscirci, vista la situazione di classifica»

Eppure il ct ha qualche problema. Ad esempio lei direbbe che Del Piero è uno che vale come gli altri?
«Bisogna che in una squadra si sia tutti uguali anche se poi non è vero. Chi ha una certa carriera e tante presenze ha diritto a più rispetto e si possono prendere degli accorgimenti per rendere meno amare certe decisioni».

Fonte: La Stampa