Calciopoli: prosciolto il sampdoriano Garrone
Ilario Imparato
Mentre a Roma la procura fissa in 400 la lunga sfilata di testimoni per il processo Gea, sulla lobby che controllava il mercato dei calciatori italiani, a Napoli la procura chiude la prima fase di calciopoli con le richieste di rinvio a giudizio per 37 persone tra arbitri, dirigenti ed ex dirigenti Figc, dirigenti di società di calcio, e 11 assoluzioni.
Tra queste c'è quella di Riccardo Garrone che era accusato di concorso in frode sportiva con gli ex designatori arbitrali Pairetto e Bergamo, e l'arbitro Dondarini. Garrone era stato ascoltato dai pm ai quali aveva espresso l'estraneità della Sampdoria e quella personale da tutte le vicende illecite: "il proscioglimento dà ragione e fede a quanto da sempre sostenuto" ha commentato Garrone che, ancora ieri si era scagliato contro l'inefficacia dell'azione della Lega calcio chiedendone il commissariamento. Tra prosciolti anche due giacchette nere internazionali genovesi e chiavaresi: De Marco e Ivaldi.
Tornando all'indagine napoletana di Calciopoli (restano altri due stralci pendenti) i pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci hanno chiesto il rinvio a giudizio per 37 imputati nell'ambito dell'inchiesta sugli illeciti nel calcio. Le accuse vanno dall'associazione per delinquere alla frode in competizioni sportive. Luciano Moggi, Antonio Giraudo, Innocenzo Mazzini, Paolo Bergamo, Pierluigi Pairetto e Massimo De Santis, vengono indicati dai pm come promotori «costitutori ed organizzatori dell'associazione per delinquere».
Sono 29 gli incontri del campionato di serie A della stagione 2004-2005 per i quali i magistrati hanno ravvisato la frode in competizione sportiva. Tra questi un Juve-Samp (1-0) incui la Samp compare come parte lesa in quanto nella gara precedente sarebbero stati ammoniti ad arte un paio di suoi giocatori per indebolire i sampdoriani nell'incontro del campionato 2004-2005 nella gara contro i bianconeri.
Questo l'elenco degli imputati: Marcello Ambrosino, Duccio Baglioni, Paolo Bergamo, Paolo Bertini, Franco Carraro, Stefano Cassarà, Enrico Ceniccola, Antonio Dattilo, Massimo De Santis, Andrea Della Valle, Diego Della Valle, Paolo Dondarini, Mariano Fabiani, Maria Grazia Fazi, Giuseppe Foschetti, Pasquale Foti, Marco Gabriele, Silvio Gemignani, Francesco Ghirelli, Antonio Giraudo, Alessandro Griselli, Tullio Lanese, Claudio Lotito, Gennaro Mazzei, Innocenzo Mazzini, Leonardo Meani, Sandro Mencucci, Domenico Messina, Luciano Moggi, Pierluigi Pairetto, Tiziano Pieri, Claudio Puglisi, Salvatore Racalbuto, Gianluca Rocchi, Pasquale Rodomonti, Ignazio Scardina, Stefano Titomanlio.
Tra gli indagati compaiono ex figure di rilievo della Figc come l'ex vertice Carraio-Mazzini, delle società di calcio (Fiorentina, Reggina, Lazio, Milan). Il reato di associazione per delinquere è contestato a Moggi, Giraudo, Mazzini, Bergamo, Pairetto, Lanese, De Santis, Fazi, Mazzei, Ghirelli, Baglioni, Scardina, Fabiani, Gabriele, Pieri e Ambrosino. L'unica gara del campionato di serie B indicata nella richiesta di rinvio a giudizio è la partita Arezzo-Salernitana, del 14 maggio 2005.
Per alcuni indagati la procura ha ravvisato l'insufficienza degli elementi di prova ed ha pertanto chiesto l'archiviazione, mentre altre posizioni sono state stralciate per eseguire, ulteriori approfondimenti investigativi, come spiega in una nota il procuratore della Repubblica, Giovandomenico Lepore.
Sono 94 i testimoni indicati dai pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci nell'ambito del procedimento nei confronti di 37 imputati coinvolti nell'inchiesta della procura di Napoli sugli illeciti nel mondo del calcio. Le loro deposizioni, rese durante la fase delle indagini preliminari, sono agli atti della richiesta di rinvio a giudizio depositata oggi alla cancelleria dell'ufficio gip. Diversi tra loro potrebbero essere poi chiamati in aula a testimoniare al dibattimento dopo un eventuale rinvio a giudizio. Tra i testi figurano calciatori, arbitri, dirigenti di società, allenatori, giornalisti.
Le dichiarazioni sono state rese da persone molto note nell'ambiente sportivo come Stefano Ayroldi, Carlo Ancelotti, Franco Baldini, Domenico Caso, Massimo Cellino, Pierluigi Collina, Fernando Couto, Adriano Galliani, Riccardo Garrone, Giuseppe Gazzoni Frascara, Cristian Ledesma, Roberto Mancini, Walter Mazzarri, Carlo Mazzone, Gianluca Pagliuca, Enrico Preziosi, Roberto Rosetti, Daniele Tombolini, Matteo Trefoloni, Enrico Varriale e Zdenek Zeman. Agli interrogatori dei testi vanno aggiunti quelli delle persone indagate.
Quattro sono le deposizioni agli atti della richiesta dei pm: Gianluca Paparesta, Guglielmo Pepe, Paolo Bergamo e Luciano Moggi. Come fonti di prova sono indicati i documenti sequestrati dai carabinieri del Nucleo operativo di Roma, le riprese filmate di incontri riservati tra persone, monchè un ingente numero di intercettazioni telefoniche sulle utenze di indagati, disposte sia dalla procura di Napoli sia dalla procura di Torino (e successivamente trasmesse ai magistrati napoletani).
Importanti fonti di prova sono rappresentate anche dai tabulati delle schede «segrete» che sarebbero state fornite da Moggi a arbitri e designatori e scoperte dagli inquirenti in una fase successiva delle indagini. Si tratta delle schede sim del gestore svizzero Switzerland Sunrise Mobile.




