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Carlo Nesti: Gli emigranti azzurri

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Appi .
venerdì 7 settembre 2007, 07:252007
autore Appi .
07.09.2007 07:252007

Sei su 25: in pratica un quarto dei convocati, per Italia-Francia, proviene dai campionati esteri, e in questo Donadoni si dimostra al passo con i tempi. Si tratta di Abbiati (Atletico Madrid), Cannavaro (Real Madrid), Grosso (Lione), Zambrotta (Barcellona), Lucarelli (Shaktar) e Toni (Bayern). Ma per 6 chiamati, in questo caso, dal mister azzurro, quanti rischiano, diventando emigranti, di finire nel dimenticatoio?

Cominciamo col dire che, se 4 su 6 sono difensori (1 portiere, 1 centrale e 3 esterni), è perché questo è il reparto, tradizionalmente florido, più in crisi. Si ritira Nesta, si blocca Materazzi, e diventa necessario aggrapparsi a un "vecchio", fuori forma, come Cannavaro, e a un "vecchio", fuori ruolo", come Panucci, per non sprofondare nell'incertezza di Barzagli e Gamberini: con tutto il rispetto, un po' troppo poco.

A centrocampo, fortunatamente, possiamo contare su un Pirlo in grande condizione, con le sue guardie del corpo Ambrosini e Gattuso, e sul talento di Aquilani. Mi sembra strano, nel dopo-Lippi, che non abbia mai avuto una chance Maresca, pagando forse la fama del rompi-scatole: difficile scovare un interno di personalità così completo. Per me, resta lui il sostituto ideale di Pirlo, con De Rossi nell'emergenza.

Fra i fantasisti, contrariamente ai difensori, esiste una certa abbondanza, che rende meno amaro l'addio di Totti, e meno pesante l'età di Del Piero. Imbarazzante la posizione di Di Natale, che ha problemi nel trovare posto nella sua squadra di club. Dietro di lui fioriscono Rossi, Foggia, Rosina e Giovinco, "nani" in mezzo ai giganti del calcio atletico, ma a inizio stagione determinanti con la loro forma immediata.

In attacco, a mio giudizio, ci sono molte categorie di differenza fra Toni e Lucarelli, anche se quest'ultimo ha compiuto grandi progressi. Varrebbe la pena cambiare filosofia di manovra, e puntare su un Inzaghi sempre più strabiliante, visto che dobbiamo pensare al presente. Da 6 mesi Pippo ha imparato a sfrondare ancora di più il suo gioco da scatti inutili. Avrei visto meglio, infine, Miccoli, più che Quagliarella.

Fonte: di Carlo Nesti per carlonesti.it