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Carlo Nesti: uomo nero, ultimo atto!

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Appi .
mercoledì 26 settembre 2007, 06:502007
autore Appi .
26.09.2007 06:502007

Prima o poi, sarebbe dovuto accadere. Nemmeno il vincolo dell'anonimato è riuscito a salvare l'Uomo nero da una fine annunciata, destinata ad una brusca interruzione autunnale. Come le scadenze impresse, senza particolari romanticherie, sui cartoni del latte. Tutti zitti, parla l'Uomo nero. E lo fa per l'ultima volta...

Domanda - Non dica, per favore, che non l'avevo avvertita.

Risposta - Non lo dica a me, io ho detto quello che dovevo dire. Chi vuol capire, capisca. O taccia per sempre.

Domanda - Per prima cosa, mi sento in dovere di chiedere scusa, a suo nome, nei confronti del presidente Cobolli Gigli per le ultime dichiarazioni da lei espresse sul suo conto, quelle che hanno posto la parola fine a questo ciclo di interviste.

Risposta - Non si deve scusare lei, lo devo fare io. Non dovevo dire certe cose, l'ho fatto. Ho sbagliato, ma non mi pento. E pensare che questa sarebbe dovuta essere la società degli smile, complimenti. Mi avessero detto di farmi i fatti miei per non dire ciò che pensavo, e dire cose vere, non avrei mai taciuto. Avrei continuato, come d'altronde ho fatto, per la mia strada. E per quella della Juventus. Comunque, fosse per Cobolli Gigli, la satira sferzante di Aristofane non sarebbe mai esistita. Eppure Venesio, consigliere di amministrazione della Juventus, che lei ha intervistato, non si è mai lamentato. E' un vero signore. Preferisco pagare per qualcosa, senza fare i conti con il mio orgoglio e con la voglia di dire sempre la verità. Ho sbagliato, ma un vero uomo, ripeto, non si pente di niente. Rifarei tutto, sempre. E quindi accetterei di parlare, solo con lei, sotto anonimato. Le devo questo, già mi sono rifiutato di partecipare al suo libro.

Domanda - Pentito, di non aver partecipato al ciclo di interviste realizzate nel libro?

Risposta - La ringrazio ancora per l'invito che mi fece, in tempi non sospetti. Tornando alla sua domanda, non sono pentito neanche di quello. Mi spiace aver rifiutato la sua proposta iniziale, ho vacillato. Perchè sarei stato in buona compagnia. Quello si. Ma forse, non avrei mai detto ciò che l'Uomo nero ha avuto il coraggio di proferire.

Domanda - Le lascio le briglie sciolte, per quest'ultima intervista. Sono giunte numerose segnalazioni sul suo conto. Niente ristoranti, però. C'è chi giura che lei sia in contatto, da qualche giorno, con una nota trasmissione televisiva, per una futura intervista. Anche in questo caso, i particolari economici non mancano dall'essere precisi. Cosa risponde?

Risposta - Mi sembra incredibile, questa caccia all'uomo. Forse è la causa di questa interruzione. Non la capisco, francamente. Non risponderò mai a domande di questo genere, fermo restando che mi fa molto piacere ascoltare le segnalazioni che le giungono. Significa attenzione, significa riguardo nei miei confronti. Ma per evitare qualsiasi tipo di interpretazione, preferisco non rispondere. Anche se, nella sostanza, saprei bene cosa dire.

Domanda - L'ultima volta, ha promesso di raccontare i retroscena sulle presunte prelazioni della Juventus nei confronti di Hamsik e Lavezzi. Prima del commiato, vuole assecondare l'ultimo sfogo preannunciato.

Risposta - Molti dicono il contrario, ma ho sempre mantenuto le promesse. Non si tratta, comunque, di una presunta prelazione. Ma nemmeno di un accordo firmato, e già depositato. In sostanza, la Juventus ha consentito al Napoli di ottenere, mediante la formula della comproprietà con diritto di riscatto, sia Blasi che Zalayeta, ad un prezzo molto più basso rispetto al reale valore. Infatti, quattro milioni sarebbero stati sufficienti solo per la comproprietà dell'uruguayano. Che è stato valutato una miseria in confronto alle sue reali qualità. Lo ripeto, Zalayeta è il sosia di Iaquinta. Soltanto che per quest'ultimo, una società di nome Juventus ha speso dodici milioni. Uno sproposito, soprattutto per chi deve sanare le casse svuotate da calciopoli, senza concedersi lussi economici.

Domanda - Vada al sodo, Uomo nero. Che il tempo stringe, e fa il suo dovere.

Risposta - Se l'annata di questi due giocatori, ovvero Hamsik e Lavezzi, sarà in linea con le previsione della dirigenza bianconera, lo sconto applicato sui cartellini di Zalayeta e Blasi verrà in qualche modo recuperato nell'acquisto di almeno uno dei due giocatori. Personalmente, preferisco il centrocampista. E' il nuovo Jugovic, ed è ciò che serve alla Juventus. La trattativa si basa su una prelazione, non scritta, che ha però la validità di un contratto firmato. In quanto, i rapporti tra le società sono ottimi. Il presidente De Laurentiis e Marino, che è stato l'architetto dell'operazione, hanno dato la loro parola. La Juventus, è in vantaggio sulle future pretendenti, perché i massimi dirigenti del Napoli hanno praticamente già trovato un accordo. Fermo restando che, un proseguo di stagione deludente, potrebbe arrestare l'intera operazione.

Domanda - In tal caso, però, Zalayeta e Blasi verrebbero egualmente acquistati, oppure farebbero ritorno alla Juventus?

Risposta - Dubito possa accadere, se non altro perché la Juventus, qualora non riuscisse a prendere Hamsik e Lavezzi, o almeno uno dei due, cercherebbe di recuperare lo sconto applicato sulla loro cessione in comproprietà, vantaggiosa per il Napoli. Ovvero, si tenderebbe ad aumentare il valore di entrambi i cartellini. Non so se il Napoli abbia disponibilità economiche sufficienti. Marino, poi, è abituato ad una cessione illustre per anni, costruendo formazioni competitive senza spendere molto. Provi a domandare a lui di questa trattativa, e non avrà il coraggio di mentire. Come vede, tutto torna. Senza dimenticare che la Juventus potrebbe giocarsi, qualora volesse, già a partire da gennaio, la possibilità di cedere in prestito, proprio al Napoli, parte della colonia di campani presenti in organico, qualora il loro scarso apporto suggerisse una cessione in prestito. A Napoli, sono allettati dalla possibilità di instaurare un rapporto di collaborazione, concreto e solido, con la Juventus. Rapporto che, nella sostanza, esiste già da tempo.

Domanda - A proposito di talenti campani, Cannavaro può tornare alla Juventus?

Risposta - Le svelo un retroscena. Cannavaro, sarà presto l'ospite principale di una popolare trasmissione televisiva di Mediaset, sulla rete ammiraglia, che è tornata in onda il sabato sera, in prima serata. Il tutto, per la modica cifra di quattrocento milioni di vecchie lire. Si rende conto della somma da lui richiesta?

Domanda - Questo cosa c'entra, mi scusi.

Risposta - Se mi fa questa domanda, non è stato attento. Per prima cosa, le garantisco che Kakà, Maldini e Inzaghi avranno un gettone di cento milioni di vecchie lire. E sto parlando, fra l'altro, del futuro pallone d'oro, e non di uno qualsiasi. Mi sembra ci sia una sostanziale differenza. Questo, per farle capire il diverso peso che viene dato ai soldi. Se non ci crede, domandi all'avvocato Trofino, molto vicino a Cannavaro, che so lei ha intervistato nel suo libro. Tra l'altro, colgo l'occasione per dire che le ha detto tante cose non vere, soprattutto in relazione al trasferimento di Cannavaro in Spagna. Le ricordo, inoltre, a scanso di equivoci, che Fabio Cannavaro dichiarò, nel dopo partita di Juventus - Reggina, che non avrebbe lasciato la formazione in cadetteria. Le cose, mi sembrano sia andate diversamente.

Domanda - Prosegua pure.

Risposta - Lei pensa davvero che un qualsiasi giocatore che chiede, ed ottiene, quattrocento milioni di vecchie lire per una piccola presenza televisiva di venti minuti, sia disposto a ridursi l'ingaggio di un paio di milioni? Per favore, non mi prenda in giro. Cannavaro, è molto legato ai soldi. Io, non lo rivorrei a Torino. Però, in casi estremi, in mancanza di alternative, il suo acquisto non sarebbe da scartare a priori. Soprattutto alla luce del fatto che Boumsong ha un ingaggio di oltre due milioni a stagione, una cifra esagerata in rapporto alle sue qualità. E penso di essere stato chiaro, in merito.

Domanda - Cosa si sente di dire, sapendo che la sbarra di legno è oramai pronta per essere calpestata. E gli squali, hanno già apparecchiato tavola?

Risposta - Mi ascoltino bene tutti, visto che parlo per l'ultima volta. Dire ciò di cui sono a conoscenza, con il vincolo dell'anonimato, come dice lei, non ha significato per me avere paura. Anzi, ha significato non volersi fare pubblicità. Cercare di conferire vigore alla sola verità, e non all'immagine. Soprattutto in una società dove, questa maledetta immagine, è tutto. Avessi rivelato la mia identità, ciò che ho detto in queste settimane, avrebbe perso la propria forza. Perché il mio volto, non avrebbe fatto altro che schiacciare quanto di buono prodotto e detto in questo lasso di tempo. La comunicazione, è il segreto dell'evoluzione. Tutti i problemi politici che sono scaturiti dalla diatriba che ha sollevato Grillo, sono il risultato di un vuoto di potere di proporzioni gigantesche. La cosa triste, è che a dirlo sia un comico come lui. La verità esiste, ed è soltanto una. Manca certezza, manca serietà. I giovani di oggi, se vogliono costruire la propria vita, senza accontentarsi delle briciole imposte da una classe politica quasi centenaria, devono una volta per tutte capire la loro forza, che è infinita. Questo, non significa impugnare le armi. Anzi, significa impugnare la parola, identificare i colpevoli. Destituirli dal ruolo che ricoprono. Non avere mai paura di dire la verità, questa è la prima regola di vita. Altrimenti, questa sarà una società destinata all'inganno.

Domanda - Non comprendo dove vuole arrivare.

Risposta - Mi ascolti bene. Oggi, e lo dico pur non essendo giovane, almeno come vorrei, le nuove generazioni sono senza dubbio più preparate e competenti di quella nella quale sono cresciuto. Lei pensa veramente che un ragazzo, che i ragazzi d'Italia, non comprendano perchè in Calabria, dove so lei è stato, manchi la benzina per far muovere le gazzelle delle forze dell'ordine, dove non c'è carta per le fotocopiatrici nei vari uffici pubblici, mentre esistono, nel governo centrale, infinite risorse per far andare un ministro in aereo sino ad una manifestazione inutile, bruciando le risorse dei contribuenti per una volgare parata mediatica? Questa è una vergogna.

Domanda - Metto il casco, ma lei continui pure.

Risposta - Sia serio, per cortesia. Almeno per quest'ultima volta. Lo stesso discorso può essere applicato per calciopoli. Che le ricordo è stata la causa della non selezione dell'Italia per gli Europei del 2012, a scapito dell'Ucraina. Andiamo nel concreto. Le leggo un documento che ho avuto proprio in questi giorni. E' quello della Procura di Napoli, che ha sancito la denominazione di Cupola per le trame di Moggi il quale, le ripeto, ha sbagliato, ma non è stato il solo. Questo documento, recita testualmente: "La struttura promossa da Luciano Moggi poggia su un forte e stabile vincolo che lega al medesimo gli appartenenti - che contano - delle varie componenti che costituiscono il sistema".

Domanda - Prosegua tranquillo.

Risposta - Se è chiaro, significa che Moggi era a capo di una struttura associativa. Oltre a lui, e per diretta conseguenza la Juventus, non è stata però punita nessuna altra società. Nemmeno quella che aveva tra le sue fila un impiegato definito, per contratto, addetto agli arbitri. Questa è la giustizia? No, questa non è giustizia. Questa è finta catarsi di un sistema che è rimasto uguale. Per restringere il tavolo dei potenti, per potersi spartire le fette più grosse, cacciando un commensale dal buon appetito. Questa finta rivoluzione ha colpito solo una formazione, la Juventus. Lei pensa che i giovani di oggi non capiscano queste cose? Lo hanno capito, mi ascolti. Tra l'altro, è stato chiesto il rinvio a giudizio per l'Inter ed il Milan, ma stia tranquillo che non ne parlerà nessuno. Tanto, non si tratta della Juventus.

Domanda - Mi perdoni, Uomo nero. Ma il Milan ha subito una penalizzazione, come anche altre formazioni, tra le quali Fiorentina, Lazio e Reggina. Tra l'altro, i rossoneri sono stati gli unici a non aver usufruito di sconti di penalità. Insomma, non mi sembra il ritratto dell'impunità, la formazione rossonera.

Risposta - E si sbaglia. La società nella quale viviamo, ruota intorno ai soldi. Il Milan non ha perso un centesimo. Un particolare che, a mio avviso, non deve essere trascurato. In quanto gli introiti derivanti dalla Champions League, come quelli degli sponsor storici, sono rimasti uguagli, se non aumentati. La Juventus, invece, ha perso più della metà degli introiti, subendo la riduzione dei vari emolumenti garantiti dall'azienda libica che aveva deciso di sponsorizzarla. Nonostante tutto, è una società ancora forte a livello economico. Ed ancora non capisco, se non con la chiara volontà di cedere la società da parte degli Elkann, la strategia impostata dalla Juventus sul mercato. Avrebbero potuto comprare Samuel, Emerson ed Huntelaar, cioè solo tre giocatori, spendendo molto meno di quanto investito per Tiago, Iaquinta, Almiron ed Andrade. Senza dimenticare la cessione, inutile, di Giovinco, che in Toscana gioca meno che a Torino. Ma non è andata in questo modo, purtroppo.

Domanda - Siamo agli sgoccioli. Le mancherò?

Risposta - Ride - Un pò si. Lo ammetto. Siamo come Totò e Peppino, litigiosi ed inseparabili. Prometto che non concederò mai, sotto il vincolo dell'anonimato, altre interviste. La fedeltà, mi ha sempre contraddistinto. E lei, mi ha cercato in un momento che non era molto positivo per me. Ho apprezzato molto questo gesto, e non lo dimenticherò mai. Ma continueremo a sentirci?

Domanda - Se cambia ancora numero e non mi avverte, dubito possa accadere.

Risposta - Ride - Lo farò, la avvertirò sempre. Lo giuro. Ma lei mi prometta di essere meno ansioso e più spensierato, le manca solo questo.

Domanda - Non prometto. Ci proverò, però.

Risposta - E' già una vittoria, questa.

Domanda - Cosa si sente di dire a chi ha creduto in lei?

Risposta - Rispondo in latino. Memento audere semper. E' un motto che ha aiutato me, spero aiuti anche lei. E tutti quelli che ne hanno bisogno. Bisogna sempre osare, e non avere paura di niente, quando la verità è tanto vicina da poter sentire il suo respiro sul collo.

Fonte: d Alvise Cagnazzo per NESTI CHANNEL - carlonesti.it