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Cassano potrebbe restare a lungo alla Samp

Cassano potrebbe restare a lungo alla Samp
mercoledì 22 agosto 2007, 12:052007
di Giuseppe Di Napoli
fonte Il Secolo XIX

Non ha ancora iniziato a sognare. Ha già paura di svegliarsi. E' la condizione anomala del tifoso sampdoriano, di questi tempi. Non ha ancora iniziato a sognare perché l'oggetto onirico, Antonio Cassano, non si è ancora visto in campo; ma ha già paura di svegliarsi perché teme che lo squadrone di turno, a strisce verticali, sia già in agguato, portatore di brusco risveglio. Non è detto. «L'affare Cassano lo abbiamo fatto per dare continuità, con quell'idea».

La frase di Beppe Marotta, detta ieri, preannuncia un discorso più articolato. «Adesso è molto prematuro parlare del futuro di Cassano - prosegue l'amministratore delegato della Sampdoria - perché molto dipende da cosa si verificherà in questa stagione». Facciamo due ipotesi estreme. «Appunto - dice ancora Marotta - se Cassano fa venticinque gol è facile che a quel punto tenerlo qui diventi quasi impossibile. Se Cassano fa zero gol e partite inguardabili, è facile che sia la Sampdoria a decidere di non tenerlo più con sè».

Ma se si verificano tutte le altre ipotesi che stanno in mezzo agli estremi, che cosa può accadere? Come può, la Sampdoria, far fronte a un ingaggio come quello percepito da Cassano, 4,2 milioni di euro che oggi sono in gran parte a carico del Real Madrid? Marotta la butta lì: «Normalmente, quando si rinnova un contratto e lo si allunga, si riduce anche il compenso». E' un'ipotesi per il momento molto prematura, ma non fantascientifica. Anche l'entourage del giocatore l'ha presa in considerazione.

Perché Antonio Cassano è un calciatore particolare. Per adesso, particolare riferito a lui ha assunto soprattutto accezioni negative: le corna rivolte all'arbitro, le regole non rispettate, gli scontri con gli allenatori, i litigi con i compagni. All'ampia letteratura manca tutta una gamma di comportamenti cassaneschi non ancora abbastanza considerati, forse anche per colpa sua.

Il suo «ho bisogno di affetto» pronunciato il giorno della presentazione nello Starhotel di Corte Lambruschini è il richiamo di chi chiede comprensione, innanzitutto, e non ha paura a farlo in maniera anche puerile. Ma non è solo questo. «Ad esempio - racconta Marotta - Antonio è un vero appassionato di calcio».

Sa tutto di tutti, passa ore a informarsi in televisione, conosce a menadito i campionati stranieri, puoi chiedergli qualcosa della Bundesliga e lui ti risponde: «E' uno - prosegue l'amministratore delegato - che ama profondamente il proprio mestiere, ama quello che fa». Si può vedere in maniera limpida durante l'allenamento.

Si muove il minimo indispensabile durante gli esercizi, quasi indolente, con passo votato al risparmio energetico. Arriva il momento della palla, Cassano si trasforma. Durante la partitella, ieri, lo si è visto rincorrere l'avversario fino in difesa, ma non è tanto questo il punto. Il punto è come gioca, come chiede palla, come ha voglia, come fa girare i compagni.

Ieri di nuovo tanta gente a Bogliasco, e gli applausi della gente blucerchiata sono quasi tutti per lui. Il colpo di tacco, la finta, l'invenzione. Buona l'intesa con il conterraneo Gennaro Delvecchio, buona con Salvatore Foti. «E' contento - dice Marotta - contentissimo di essere qui».

Chissà mai, dovesse trovarsi così bene a Genova, che non possa iniziare a esserci un rapporto, tra Cassano e la Sampdoria, più duraturo di quello a scadenza annuale? Il piano per tratternerlo, per adesso, è solo abbozzato, ma c'è già. Di una cosa si può andare certi: le voci che circolano, che Cassano è a Genova di passaggio perché Milan o Inter lo hanno già opzionato, sono appunto voci.

L'eventuale trasferimento a una squadra padana, l'eventuale rientro a Madrid, l'eventuale radicamento a Genova, dipenderanno esclusivamente dalla stagione che sta per iniziare. «Non escludo niente» ha detto l'altro giorno il presidente Garrone a un tifoso che gli chiedeva se Cassano resterà alla Samp. Appunto.