Catania, Lo Monaco: "Confermo, dimissioni a fine stagione"
Germano D'Ambrosio
Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania, è intervenuto in diretta sulle frequenze di RSA a poche ore dalla gara a porte aperte contro la Lazio all'Olimpico di Roma. "Ritrovare una forma di
pubblico - ha spiegato il dirigente rossoblu - è per noi un motivo di
soddisfazione, anche se relativa perché in questo momento si sta perpetuando un'ingiustizia nei confronti del nostro club e di tutta la città di Catania. Assistiamo alle solite vicende all'italiana, anche la politica ha fatto molto rumore, ma a pagare siamo stati solo noi e la famiglia Raciti". A fare poco, secondo Lo Monaco, sono state soprattutto le istituzioni: "Lo stato si è limitato a scarcerare 16 dei 17 indagati per i tragici fatti avvenuti dopo il derby col Palermo. Tutti gli stadi che avevano concesso deroghe sono improvvisamente stati riaperti e diventati tutti a norma. A pagare è stato solo il Catania, che ha fatto di tutto per evitare certe situazioni e si è ritrovato a subire un danno di 10 milioni di euro. Giocare 11 delle 19 gare
casalinghe in trasferta falsa inevitabilmente il nostro campionato". L'amministratore delegato degli etnei contesta la responsabilità oggettiva attribuita al Catania: "Gli incidenti sono avvenuti fuori dallo stadio, in
cui il Catania è comunque è ospite.
Ci è stato contestato che i corpi
contundenti sono stati presi nello stadio e poi che il club non ha fatto il massimo per evitare di disputare la gara, quando gli atti dimostrano il contrario". Sulle dimissioni che aveva annunciato proprio dopo gli incidenti, Lo Monaco ribadisce: "A fine stagione chiuderò con questo mondo, ora non posso perché ho alle spalle un'azienda, decine di dipendenti e una città sana. La delusione è però vedere che si è verificato tutto quello che avevo previsto e non c'è stato un atteggiamento univoco che avrebbe potuto portarmi a rivedere la mia decisione. Non mi riconosco più in questo sistema e il problema comunque va ricercato più a fondo: c'è un disagio sociale con una gioventù refrattaria alle regole. Le forze dell'ordine non sono messe in condizione dallo stato di compiere il loro lavoro. La politica ha fatto capire che il problema erano i tornelli quando invece con l'indulto sono stati liberati 17.000 detenuti". Parlando invece del guardiano dello stadio
Massimino di Catania, che qualche giorno fa ha aizzato dei cani contro alcuni agenti che dovevano entrare nell'impianto, Lo Monaco ha affermato: "La cosa mi ha sorpreso e ci costituiremo parte civile contro il Comune che paga questo signore. Noi in quell'impianto siamo ospiti e questa vicenda conferma che il Catania non ha responsabilità per quello che è accaduto".




