Cris Recalcati intervista Crespo: "Punto su Andreolli e Messi"
A 31 anni quali sogni nel cassetto ha ancora crespo? "tanti. perche', sia nella vita che nel calcio, Bisogna porsi sempre nuovi obiettivi. quello che è stato fatto non basta mai. quindi, ora, voglio vincere con l'Inter, visto che durante la mia prima esperienza nerazzurra, pur considerandola positiva, non ci sono riuscito. come ho sempre detto un treno come quello dell'Inter è molto difficile che passi due volte nella carriera di un calciatore. io mi considero un'eccezione, ovvero un calciatore molto fortunato ad avere avuto per la seconda volta l'occasione di giocare nell'Inter, quindi voglio ricambiare la fiducia dando il mio contributo per vincere tutto ciò che possiamo vincere.Molti dicono che ho un conto aperto con la Champions league, è vero, ma io ribatto che il conto lo devo saldare anche in campionato. quindi non scelgo. l'importante è vincere con l'Inter".
Cosa ti fa impazzire dell'italia oltre al calcio? cibo? stile di vita?
"Ho sposato una ragazza italiana, quindi ho una famiglia italiana, con due bimbe milanesi, e, pur essendo molto legato alla mia Argentina, mi sento italiano non solo perché ho giocato tanto in Italia, ma anche come mentalità e cultura. Non c'è mai un solo motivo per il quale uno si sente bene in un posto, di motivi ce ne sono tanti, ma soprattutto solo le sensazioni e le emozioni che si vivono che ti fanno sentire bene. Io in Italia sto bene, in campo e fuori"
Hai giocato in Argentina, Inghilterra e Italia, quali le differenze? mai stato vicino ad una squadra della liga?
"Il calcio argentino costruisce talenti naturalmente, in tutti i ruoli, ma e' meno competitivo di quello europeo perché i club, dopo la formazione dei talenti, li vendono per questioni economiche. quindi, pur essendo spettacolare e sempre molto 'tirato', il campionato argentino e' meno competitivo a livello mondiale dei tornei che si disputano in europa. Quello italiano resta il campionato più difficile per il valore generale degli avversari, l'alto livello di preparazione tattica e atletica di tutte le squadre, il numero sempre abbondante di campioni, l'imprevedibilita' di tutte le gare, anche quelle tra grandi e piccoli club, creata da una serie a volte incontrollabile di situazioni, come le pressioni esterne, dei tifosi e dei mass media. Il campionato inglese ha migliorato negli anni il suo tasso tecnico e tattico, ma e' diverso l'ambiente, la tensione ambientale, la cultura della critica. e' impossibile dire 'e' meglio questo o quello', sono situazioni diverse e ugualmente affascinanti Personalmente preferisco l'Italia perche' qui ha le radici la mia famiglia, però e' stato bello e importante anche giocare in inghilterra. Dalla Spagna ho ricevuto tante volte dei segnali, ma non c'é mai stato nulla di concreto".
Un giovane italiano e argentino sul quale punteresti ad occhi chiusi...
"Andreolli e Messi"
Cosa farai terminata la carriera di calciatore?
"Non lo so. non ci ho ancora pensato. sicuramente farò il marito e il padre, terrò contatti con il calcio che e' tutta la mia vita, ma poi vedremo, non faccio mai programmi a così lunga distanza".
Quanto ha perso il calcio italiano con lo scandalo "calciopoli"?
"Perche' dovrebbe aver perso qualcosa? io credo che tutta questa storia, pur avendo creato problemi soprattutto ai tifosi di alcuni club, può dare molto al calcio italiano. Puo' essere una lezione, un punto di riferimento negativo per essere migliore in futuro".
Una canzone che si addice a crespo?
"Sinceramente, non ne ho una in particolare"
Quale è stato il gol più bello della tua carriera, o almeno uno dei più belli?
"Ho segnato in tutte le finali che ho giocato, quindi sono molto legato a queste reti.
Non sempre ho vinto il titolo, ma segnare in una finale e' sempre qualcosa di particolarmente bello e l'ultima grande emozione che ho provato di questo genere e' stata dopo il gol alla roma nella supercoppa italiana vinta in agosto con l'inter. se invece devo limitare la scelta al campionato italiano scelgo due gol. uno per la spettacolarita' del gesto tecnico, in Lazio-Fiorentina, una conclusione al volo in acrobazia da fuori area, un colpo di biliardo visto che la palla era stata respinta dal portiere dopo un tiro di Simone Inzaghi. io arrivavo in corsa e in corsa mi sono coordinato per fare gol con un esterno sinistro. Per intensita' emotiva, invece, la rete del pareggio in Parma-Juventus, negli ultimi minuti. Un gol in contropiede, saltando diversi avversari, per un pareggio eroico, visto che giocavamo in nove contro undici e contro una grande come la Juventus".
Quando ti sei emozionato di più nel mondo del calcio?
"Quando ho vinto la Copa Libertadores con il River contro l'America di Cali. Ho realizzato una doppietta, avevo 20 anni, 80mila spettatori si alzarono in piedi per applaudire il ragazzo che, uscito dal vivaio, aveva portato il River al più importante titolo sudamericano. se ci penso mi vengono ancora i brividi sulla pelle".
Che hobby ha hernan al di fuori del mondo del calcio?
"Un nuovo hobby che mi sta prendendo molto e' fare il commento tecnico durante le partite del campionato inglese per sky. Trovo che, una situazione come quelle che ho provato al fianco di Massimo Marianella, e' molto interessante perché si può parlare di calcio giocato e non di altro, che in realtà mi annonia molto".
Ultimo film che hai visto? e libro letto? giochi alla playstation?
"Match point con W. Allen per quanto riguarda i film. 'Cuenta conmigo" di Bucay l'ultimo libro, di psicologia. Alla play gioco, ma solo con i compagni di squadra in ritiro o con gli amici. Non mi piace, non mi diverte giocarci da solo"
Un allenatore al quale devi moltissimo...
"Tutti mi hanno regalato qualcosa d'importante per la mia carriera: un consiglio o una maglia da titolare o la fiducia in momenti difficili. Pero', siccome e' giusto scegliere, dico Passarella e Ancelotti. Il primo mi ha inserito nel grande calcio argentino credendo in me quando ancora ero un ragazzo del settore giovanile del River. Ancelotti perche', a Parma, quando tutti dicevano che non potevo inserirmi bene nel calcio italiano, mi ha dato fiducia e continuita', mi ha insegnato i segreti del campionato piu' difficile del mondo, Insomma mi ha definitavamente lanciato nel grande calcio".
Un amico nel mondo del calcio...
"Fernando Hidalgo, che non e' il mio procuratore, anche se fa il procuratore, ma che per me e' soprattutto un amico che mi ha sempre seguito, partendo insieme con me dall'Argentina per arrivare nel grande calcio europeo".




