Da Deschamps a Guidolin. Ecco le panchine traballanti
Palermo, Torino, Parma, Bologna. Il calcio inteso come idillio per gioco e risultati non abita più qui. La prima domenica del nuovo corso (dopo la morte dell'ispettore Raciti a Catania) non ha portato sorrisi in almeno quattro-cinque piazze. Prestazioni poco soddisfacenti che hanno avuto come risultato l'esplosione delle voci sul futuro dei rispettivi allenatori. Deschamps (Juventus), Guidolin (Palermo), Pioli (Parma), Zaccheroni (Torino), Ulivieri (Bologna). Tutti tecnici che devono fare i conti con problemi più o meno simili. A Torino, sponda bianconera, il caso è aperto. Il pareggio per 2-2 a Vicenza subito in rimonta non ha certo contribuito a rasserenare il clima. Come se non bastassero le polemiche su Trezeguet e Camoranesi.
Le ultime indiscrezioni da Torino vedono come protagonista il tecnico francese. Non gradito a una parte della squadra (si mormorano i nomi di Trezeguet, Camoranesi, Bojinov, Zalayeta, Zebina e Marchisio). Morale della favola: Deschamps, in bilico, è sotto-esame (20 giorni per capire il suo futuro) anche se la sua posizione - in ottica serie A - è tutta da decifrare. Mentre l'ipotesi Marcello Lippi è tutt'altro che archiviata. Rimanendo sempre a Torino, sponda granata, non è che il discorso sia così diverso. Zaccheroni è in serie negativa da quattro turni (ieri l'ultimo ko all'Olimpico con la Reggina). Il presidente Cairo ha ribadito la fiducia all'allenatore "non è assolutamente a rischio esonero. E' stata una sconfitta immeritata. In settimana starò con la squadra", per l'immediato futuro è probabile un ritiro (a Roma) anche se la posizione di Zac si fa più traballante.
Stesso discorso per Francesco Guidolin a Palermo. Le sconfitte al Barbera con Lazio e Empoli non sono piaciute alla dirigenza. Se poi consideriamo che patron Zamparini subito dopo il ko dell'Olimpico con la Roma non si era certo risparmiato nel criticare il suo tecnico, il quadro è fatto. Decisive a questo punto saranno le sfide con il Chievo in casa e con l'Atalanta a Bergamo. Complicata poi anche la situazione di Stefano Pioli a Parma. D'accordo l'ostacolo Roma all'Olimpico era proibito ma con il nuovo corso Ghirardi non è escluso un avvicendamento. I gialloblu sono penultimi con 15 punti. Difficile anche la posizione di Ulivieri a Bologna. Il presidente Cazzola: "Camminiamo, non corriamo". Le scintille sono appena iniziate.




