Epidemia di passaporti falsi?
Ilario Imparato
A cavallo del 2000 i passaporti falsi hanno invaso il calcio europeo come una epidemia. Dal Portogallo all'Inghilterra, passando per la Grecia e per la Russia non c'e' stato quasi campionato che non sia stato 'infettato' dal passaporto truccato o falso per permettere agli extracomunitari di giocare come comunitari. In principio fu Veron: l'argentino fu 'naturalizzato' all'inizio del campionato 1999-2000, l'anno dello scudetto della Lazio. Ma che le procedure con le quali Veron divenne italiano non fossero state regolari venne fuori nell'aprile di quell'anno 2000. Da quella data, e tenendo presente che in quel momento nel campionato italiano c'erano moltissimi naturalizzati, nasce ufficialmente 'Passaportopoli'. Da quel momento e' una pandemia: tra imbrogli per ottenere una parentela inesistente con un avo europeo, passaporti rubati o falsi, le inchieste delle magistrature europee si allargano a macchia d'olio. In Italia si muove la procura di Udine per quattro giocatori dell'Udinese Warley, Alberto, Da Silva, Jorginho. Poi e' il turno dei brasiliani Dede e Jeda (Vicenza), dei quattro primavera della Sampdoria: Ze Francis, T. Ivock Job (Camerun) e M. Ondoa (Capo Verde). All'inizio del 2001 si scoprono passaporti contraffatti portoghesi e belgi. Finisce sotto inchiesta anche Dida, che alla fine, come Recoba, verra' squalificato per un anno, poi ridotto a quattro mesi.
Tremano anche Assuncao, Ayala e Chamot, Almeyda. I pm di Udine esaminarono 360 calciatori, 46 ne misero sotto inchiesta e trovarono 25 passaporti falsi. La bomba esplode anche in Francia: pesanti penalizzazioni per il S.Etienne per aver fatto giocare il portiere ucraino Levytsky, che fu persino arrestato, con passaporto greco falso. Il cileno Contreras a Monaco (passaporto italiano), il colombiano Mondragon con documento greco a Metz, Alex del S.Etienne, brasiliano con 'carta' portoghese contraffatta. Non venne risparmiata neanche l'Inghilterra: Fuentes a Derby, argentino che imbroglio' da 'italiano', e molti altri sospetti con affari rimandati al mittente. Indagini anche in Olanda sul brasiliano Leonardo del Feyenoord, anche lui 'portoghese', in Portogallo stesso per l'ex italiano Escalona, cileno d'origine, o l'angolano Mantorras del Benfica anche lui. In Spagna furono 'pizziccati' il brasiliano Barata del Tenerife, l'ex romanista Bartelt al Rayo, l'argentino Moya al Granada: tutti con documenti italiani inesistenti. In Austria ecco il russo-greco Mamedov dello Sturn Graz. In Italia poi' segui' la vicenda Eriberto-Luciano del Chievo, le indagini su Cafu, sull'argentino del Brescia Yllana, perche' era chiaro che il calcio era stato messo sotto. 'Associazione a delinquere'', dissero in molti. ''Per avere un passaporto falso bastano 22 milioni di lire'', confesso' l'ex napoletano Careca che ebbe guai con la giustizia insieme all'altro brasiliano e procuratore Edinho (mandato di cattura per lui dalla Francia). E in Portogallo il governo disse anche ''c'e' lo zampino delle mafie...''.




