ESCLUSIVA TMW - Morgan De Sanctis: "Voglio rispettare il mio contratto fino in fondo. Poi deciderà l'Udinese"
Ilario Imparato
Dopo le ultimissime voci di calciomercato che hanno visto protagonisti Angelo Peruzzi e Morgan De Sanctis, Tuttomercatoweb ha voluto ascoltare direttamente le dichiarazioni del n.1 friulano circa questo continuo avvicendarsi di nomi tra i pali di Lazio, Genoa, Udinese e Napoli.
Morgan, commentiamo insieme, innanzitutto, la disfatta interna di ieri contro il Catania che vi ha visti subire tre cartellini rossi ed un rigore inesistente...
"Purtroppo è stata l'ennesima brutta figura della stagione; partiamo sempre con buoni propositi e poi veniamo meno all'improvviso. sembrava tanto che il cambio di gestione tecnica avesse fatto bene alla squadra, invece..."
Questo yo-yo di risultati potrebbe portarti lontano da Udine la prossima stagione?
"Su questo argomento se ne sono dette di tutti i colori in questi giorni ma io preferirei non alimentare polemiche".
Eppure, è stato il tuo procuratore Vagheggi ad accendere la miccia...
"Effettivamente non ho gradito molto questo exploit, ma capisco che anche lui cerca di fare al meglio il suo lavoro".
Le dichiarazioni di Peruzzi hanno aperto una breccia nella tua fedeltà contrattuale all'Udinese?
"Le parole di Angelo erano abbastanza prevedibili da tempo, ma io ho un contratto fino al 2010 con l'Udinese ed intendo rispettarlo fino in fondo. Poi, si sa, l'Udinese è società che valorizza e vende i suoi elementi, e domani potrebbe capitare anche a me, ma credo di dover del rispetto innanzitutto ai tifosi che mi amano da anni".
Però non si può dire che un interessamento della Lazio ti dispiaccia...
"Non mi dispiace la Lazio cosi come non mi dispiacciono gli altri nomi che ho sentito come Genoa e Napoli dove Iezzo sta facendo benissimo; ma ripeto, si tratta solo di accostamenti astratti e non concreti".
Nememno l'idea delle competizioni europee con la Lazio ti stimola più di tanto?
"No, io ora preferisco solo onorare il mio contratto e pensare all' Udinese. Sarà la società, poi, a decidere il mio futuro".




