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ESCLUSIVA TMW - Sambenedettese, il ds Pavone: "Morante resta, sogno di lavorare di nuovo con Casillo e Zeman"

ESCLUSIVA TMW - Sambenedettese, il ds Pavone: "Morante resta, sogno di lavorare di nuovo con Casillo e Zeman"
giovedì 11 gennaio 2007, 18:332007
di Stefano Sica

Con Casillo e Zeman è stato uno dei componenti del trio che ha ideato e generato il Foggia dei miracoli, ora Peppino Pavone, direttore sportivo della Sambenedettese, è alle prese con l'opera di ricostruzione di una società che, cancellata definitivamente la fase crepuscolare legata alle gestioni Mastellarini e Soldini, sta intraprendendo un nuovo corso, dopo essere passata nelle mani di Giovanni Tormenti, a seguito dell'asta fallimentare avvenuta lo scorso giugno. E Tormenti è riuscito non solo a salvare 83 anni di storia del club, ma anche a convincere un dirigente dell'esperienza e competenza di Pavone ad impegnarsi nel progetto. Con lui parliamo degli ultimi movimenti di mercato in casa rossoblù.

Direttore, non si può non chiederle del bomber Morante...
"Come ho avuto modo di dire più volte Morante non si muove da San Benedetto, ribadisco che la possibilità che vada via è dell'uno per cento".

Si è parlato di una valutazione per il giocatore di circa 500.000 euro, quanto c'è di vero in queste voci?
"Assolutamente niente. Il valore di un calciatore viene stimato dal mercato. Più sono le società che lo chiedono maggiore è la valutazione che il club di appartenenza può farne. Le richieste per Morante, infatti, sono molte e alla fine, qualora dovesse arrivare quell'offerta che noi reputeremo adeguata, potremmo pensare ad una cessione".

Nella sua Samb, però, non c'è solo Morante, ma anche tanti giovani interessanti, come il francese Diagouraga o Carlini, Loviso, Momentè, Della Rocca, Olivieri, per citarne qualcuno. Non c'è proprio nessuna società che li cerca?
"Quella di investire sui giovani è stata una mia scelta ben precisa, di conseguenza l'organico non sarà stravolto. Da San Benedetto non si muoverà nessuno, a meno che qualcuno non mi chieda espressamente di andar via, dal momento che non ho mai trattenuto un giocatore contro la sua volontà. Tuttavia questo problema non sussiste. Richieste non ce ne sono e, ripeto, a giugno ne riparleremo".

E in entrata? A parte Grillo, non serve, come dice qualcuno che ha visto la squadra più volte, un altro esterno di centrocampo?
"Sarebbe una bella disquisizione tattica. Vede, quelli che oggi vengono chiamati esterni di centrocampo altro non sono che i tornanti di una volta, vedi il grande Causio. E per me il tornante è uno che gioca a destra e basta. In quel ruolo abbiamo già Carlini ed Olivieri, mentre a sinistra dopo Grillo, il cui contratto è stato depositato in Lega, stiamo a posto. Fino ad ora abbiamo fatto un lavoro che ci gratifica, quindi andiamo avanti così".

Quindi campagna acquisti finita?
"Grosso modo direi di sì".

A dicembre si era parlato di un rapporto con il presidente Tormenti sul viale del tramonto, e anche il direttore generale Molinari sembrava in bilico, ora che mi dice di tutta questa vicenda?
"Le dico che i rapporti sono buoni e c'è tutta la volontà di proseguire a lavorare insieme".

Anche l'anno prossimo?
"Perchè no!".

Bei tempi quelli del grande Foggia, si può dire che lei è sempre riuscito nell'intento sia di centrare tutti gli obiettivi di mercato fissati che di ottenere da giocatori fino a qual momento sconosciuti un rendimento tale da consacrarli definitivamente.
"Magari ci fossi sempre riuscito. Non è stato spesso così, devo ancora costruire la squadra più bella ed appassionante della mia attività dirigenziale. Ma lo dico per principio, perchè nella vita bisogna avere sempre ambizioni e migliorarsi. Resta il fatto che il mio sogno primario è quello di poter tornare un giorno a lavorare con Casillo e Zeman, perchè in quei tempi si è visto il vero calcio, quello che piace a me. Sarebbe bello ricostituire questo trio".

Ed in questo "nuovo" calcio cosa è davvero cambiato, secondo lei?
"Credo niente. Ma è anche giusto dire che Moggi non può essere additato a capro espiatorio di tutti i mali, doveva pur esserci qualcuno che approfittava dei suoi servigi, o no?".

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