Eugenio Fascetti: "Cassano attento, non andare all'Inter"
«Il mio futuro? Una bella panchina davanti al mare di Viareggio. Non penso minimamente di tornare ad allenare, per amor di Dio. Ho chiuso, totalmente con il mondo del calcio». Eugenio Fascetti, 69 anni, non ha alcuna voglia di tornare in pista: l'esperto tecnico di Lido di Camaiore, un passato da giocatore anche alla Juventus ed esperienze da allenatore anche a Bari, Lecce e Roma sponda Lazio preferisce guardare ormai il mondo del calcio da osservatore distaccato, da opinionista comunque sempre graffiante e capace di analisi ancdhe spietate, senza peli sulla lingua: una dote sempre più rara in un mondo abbastanza stereotipato.
Fascetti fa le carte al prossimo campionato di serie A analizzando le mosse di mercato delle big. E invita Antonio Cassano, il suo pupillo, il giovane talento che proprio lui sgrezzò ai tempi del Bari e che per lui è un vero e proprio padre putativo, a non andare all'Inter, «perchè in questo momento deve pensare di trovare una squadra che lo faccia giocare».
Ed è proprio dai campioni d'Italia che parte l'analisi di Fascetti, secondo il quale Roberto Mancini può avere il problema dell'abbondanza dei giocatori, soprattutto in attacco. «L'Inter ha in pratica due squadre uguali. Suazo, Adriano, Cruz...se le cose andranno bene allora sarà tutto rose e fiori, sulla carta quella nerazzurra è davvero una corazzata. L'anno scorso Mancini è riuscito a tenere calmo lo spogliatoio, ma quando si vince un campionato con tutti quei punti di vantaggio è tutto molto facile. Sarà difficile comunque mandare qualcuno in tribuna».
Nonostante il surplus nel settore offensivo, Mancini vuole scommettere su Cassano. Fascetti, che ha lanciato il talento barese nel grande calcio, sconsiglia però l'attaccante del Real Madrid dal farsi tentare dall'avventura in una grande squadra.
«Per me - spiega il tecnico versiliese - Antonio deve andare in una squadra dove giochi sempre, per recuperare al massimo il tempo perduto. In questo momento Cassano deve giocare e basta. Non lo sento da tempo, non so cosa gli sia successo, io so soltanto che dopo gli Europei del 2002 è praticamente scomparso. Non ho altri giudizi da dare perchè non so come sono andate le cose, spero soltanto che Antonio trovi il suo ambiente ideale e torni grande».
Archiviato l'argomento Cassano, Fascetti studia ai raggi X le pretendenti ai primissimi posti della classifica. Con l'Inter, è il Milan il grande favorito per lo scudetto, mentre la Juventus è un gradino sotto, anche se andrà sicuramente in Champions.
«La Juventus ha dei grossi campioni. Purtroppo del Piero è nella parte discendente della sua carriera, Nedved ha ormai trentacinque anni e bisognerà vedere come si inseriranno gli stranieri. Non è ancora a livello di Inter e Milan, comunque». E proprio dai rossoneri Fascetti si aspetta il colpo finale sul mercato estivo.
«Per me arriverà un grande giocatore, anche se non so chi possa essere visto che le grandi non lasciano andare i campioni. Baptista? Non è un attaccante puro, Dunga in Coppa America l'ha adoperato dietro le punte. L'attacco comunque va bene così se Gilardino riesce a dimostrare quello che ha fatto vedere a Parma. Ronaldo e Inzaghi venti partite alla grande le fanno. Kakà invece non è una punta pura».
Capitolo Roma. Secondo Fascetti il club giallorosso non ha perso molto a livello tecnico dalla cessione di Chivu all'Inter: il tecnico di Viareggio, infatti, stravede per l'erede designato del rumeno, il brasiliano Juan. «L'ho visto in Coppa America, mi sembra un ottimo stopper e i soldi incassati la società può reinvestirli sul mercato. Cicinho? Sarebbe un bel tassello, mentre Modesto è stato molto bravo a Reggio Calabria, però il salto in una grande squadra è sempre un'incognita».
«La Fiorentina invece è da due anni che fa benissimo, se Pazzini riesce a mantenere le promesse...Vieri? Penso gli abbiano parlato prima di prenderlo, se pensa di fare l'atleta è davvero un bel colpo», aggiunge Fascetti.




