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Inter, Hernan Crespo: "Molto importante battere la Roma"

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Appi .
sabato 29 settembre 2007, 13:452007
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29.09.2007 13:452007

È in onda la terza puntata di "Inter 100 e lode", la nuova trasmissione di Sky Sport (canale 201) che vuole raccontare e analizza tutti gli aspetti del mondo nerazzurro (replica a mezzanotte e mezza).
Nella puntata di oggi viene trasmessa un'intervista ad Hernan Crespo, realizzata giovedì mattina al centro sportivo "Angelo Moratti" da Andrea Paventi.

Inter.it vi propone la versione integrale delle dichiarazioni dell'attaccante nerazzurro. Prima di cominciare, una richiesta del centravanti argentino: "Per favore, faccio un appello: mi manca ancora un gol. Ne ho segnati 208 e non 207: si tratta di una rete che ho fatto nel Milan contro la Fiorentina. Se mi potete dare il gol in più...".

Crespo: quale effetto può avere la vittoria con la Sampdoria nella stagione dell'Inter?
"È sempre una vittoria quindi è importante, poi l'effetto si vedrà alla fine. In questo momento è stata molto importante a livello di risultato perchè nelle ultime due partite, tra campionato e Champions, non avevamo fatto bottino pieno. Ci mancava un po' la vittoria e, per di più, l'abbiamo ottenuta giocando bene. Non c'era modo migliore per preparare la partita con la Roma".

Quello dell'Inter è stato un inizio balbettante...
"Credo ci siano state varie situazioni. Prima di tutto ci ha fatto male aver perso la Supercoppa italiana, perché perdere una coppa in casa non è che sia il massimo. Al di là del prestigio, è sempre un titolo in palio e non fa bene lasciarselo scappare. In campionato ora siamo primi in classifica. L'unica pecca è la supercoppa Italiana, l'altro è tutto normale. Ci sta anche di poter perdere una partita durante il girone di Champions League o di pareggiare qualche gara in campionato. Non ho visto cose gravi".

Perchè lo Zlatan Ibrahimovic del campionato è stato diverso da quello della Champions League?
"È una risposta che darà tranquillamente lui, io non avrei una risposta adatta. Purtroppo non ha potuto esprimere tutto suo valore in coppa come vorrebbe. Ma accadrà prima o poi, si sbloccherà e farà delle grandi cose".

Quanto sarebbe importante vincere contro la Roma?
"Sarebbe importante una vittoria nello scontro diretto. Abbiamo voltato pagina, c'è un'altra pagina da scrivere: magari ripetendo i precedenti, ma sarà una partita molto complicata e va affrontata nella maniera migliore. Ogni giocatore vorrebbe giocare una partita del genere sebbene non decida nulla nell'immediato. Questi punti te li porti avanti magari sino a maggio".

L'anno scorso lei ha segnato 5 gol alla Roma?
"Fanno sempre piacere certi ricordi quando le cose sono andate bene, adesso dobbiamo riproporci e vedere se questa vena si mantiene. Vediamo se mi toccherà ancora...".

Roberto Mancini ha detto che l'Inter è più forte e che la Roma gioca meglio: le risulta?
"Sicuramente è bello vedere la Roma, però in campionato ritengo che siamo noi la squadra più forte. È importante lo scontro diretto, ma è anche fondamentale fare bene con le piccole. Sabato abbiamo la possibilità di fare bene e superare una diretta concorrente. Però la più forte vincerà a maggio. Se hai un bel gioco, hai più probabilità di vincere".

Sua moglie Alessia è romana, romanista e tifosa di Totti...
"È una situazione particolare perchè lei non si intende molto di calcio. È vero, è simpatizzante della Roma e come tale non può fare a meno di tifare Totti. Ma soprattutto è tifosa mia. Al di là della maglia che possa vestire, vorrà che faccia bene nella squadra per cui gioco e vorrà che vinca io".

In che cosa deve crescere l'Inter?
"È un'Inter che ha già dimostrato tanto, ha tante qualità. Magari dobbiamo imparare a giocare le partite di Champions League, consapevoli che non si può commettere il minimo errore. È una cosa che dobbiamo ancora dimostrare. Però sono convinto che lo possiamo fare".

Avete un complesso d'inferiorità nei confronti della Roma?
"Ogni partita fa storia a se. Loro superiori? Se uno va a vedere, siamo primi in classifica e abbiamo perso una sola partita, l'unica cosa che dà abbastanza fastidio è aver perso la Supercoppa italiana. Il resto va su binari normali.

Affrontate la gara di domani con qualche assenza importante...
"Diciamo sempre che l'Inter è più forte per la rosa che ha, possiamo fare a meno di chiunque e chi sostituirà quel giocatore sarà tranquillamente all'altezza".

Si parla tanto dei gol di Totti e dei 101 di Trezeguet, poco dei quasi 200 di Crespo: è lei il vero bomber del calcio italiano?
"Ne ho fatti tanti, mancano 17 gol quest'anno per arrivare a 200, speriamo di arrivarci. Se continuo a fare in media 20 gol a stagione...".

Qual è stato il suo gol più bello?
"Me ne ricordo uno bello giocando per la Lazio, una sforbiciata all'incrocio dei pali. Poi mi ricordo un gol alla Juve: eravamo 9 contro 11 all'ultimo minuto".

Lei ha giocato sia nell'Inter che nel Milan ed è rispettato da entrambe le tifoserie...
"Non è semplice essere rispettato da entrambe le tifoserie, ma sono sempre stato corretto e questo per me è un motivo di orgoglio. Non mi sono mai permesso di parlare male di nessuna delle due squadre".

Per avvicinarsi a Crespo, dove deve crescere Adriano?
"La cosa migliore che può succedere ad Adri è parlare il meno possibile, meno se ne parla meglio è per lui così. Così può lavorare in tranquillità".

Che cosa farà Crespo tra 10 anni?
"Per prima cosa resterà all'Inter per almeno un altro anno. Poi non lo so: vorrei fare tante cose, a volte ho tanta voglia di essere vicino al calcio, altre volte lontano. Però è sempre la mia passione. Perchè lontano? Perché certe cose non mi piacciono. Ad esempio, quando si deve giustificare una partita nella quale il giocatore non riesce a dare del suo meglio, si cominciano a contare i soldi che guadagna. Si mettono i soldi sempre in mezzo, e questo mi fa davvero schifo. Questa è una delle cose che mi danno fastidio. Un giocatore dev'essere giudicato in campo. Se guadagna tanto complimenti, se guadagna poco non è un problema degli altri".

Come vede l'Hernan Crespo commentatore?
"Mi piace farlo perché si parla di calcio, e questo è divertente. Anche se è molto difficile parlare di calcio all'interno di una squadra, con voi, con gli allenatori. (ndr.: sorride) L'unica con cui è facile è mia moglie non capisce niente. Poi è molto difficile esprimersi, tanti giornalisti devono avere cura degli aggettivi che usano, che non siano dispregiativi. Anche per questi motivi mi piace fare le telecronache: non so se sia bravo o meno, ma è divertente".

Il vero cruccio della tua carriera è non aver conquistato la Champions League a Istanbul con il Milan?
"Anche se agli interisti non farà piacere, era troppo bello per essere vero: essere sul 3-0 con la possibilità di vincere e non è bastato. Come situazione personale è stata terribile da digerire, ma nello stesso tempo, guardando e analizzando la situazione, mi riempie di orgoglio esserci arrivato".

Il giorno dopo lei in lacrime con sua moglie che la consola...
"Perché non ci potevo credere, era terribile... Ma il calcio è bello anche per questo. Mi riempie di orgoglio aver dimostrato di essere all'altezza di una finale di Champions League. Ora è chiaro che, dopo aver vinto lo scudetto, si pensi alla Champions che non ho mai vinto. Ma ho parlato anche coi ragazzi del Milan che hanno vinto la Coppa e loro vorrebbero rivincere lo scudetto. Se dovessi rivincere lo scudetto, certamente non mi farebbe schifo...".

Lei ha giocato sempre in grandi squadre...
"Sono molto contento della carriera che ho fatto, di aver giocato in queste grandi squadre, di aver fatto coppia con grandi giocatori. Questo ti fa sentire vivo, importante, ti fa imparare tante cose".

Le piace pensare al passato ?
"Mi diverte, credo che le esperienze negative ti aiutino ad affrontare il futuro in un modo migliore. Fa parte della vita, è giusto sbagliare. Uno deve imparare da questi sbagli, è divertente e magari diventi un po' vecchio.... Credo che il passato di una persona sia molto importante".

Che cosa non le piace dell'Italia?
"Poche cose. Infatti ho scelto una moglie italiana e i miei figli sono nati in Italia. Il mio mio cuore è diviso a metà, ho fatto 20 anni in Argentina e gli altri qui, parentesi in Inghilterra a parte. Sono felice di essere argentino, però amo l'Italia".

Che cosa le manca di Londra?
"Mi mancano le strutture calcistiche, gli stadi, il giocare in impianti molto belli. E poi mi piace molto il fair play che c'è. Credo che noi, a livello di infrastrutture, possiamo fare molto molto meglio. Se un bambino va a vedere una partita in Italia e una in Inghilterra, sicuramente preferisce quella in Inghilterra. Io sono cresciuto guardando il Napoli di Maradona e il Milan degli olandesi. Mi ricordo che dovevo giocare un Napoli-Parma e il solo fatto di correre al San Paolo per me era una cosa magnifica. Vorrei tanto che i bambini di oggi provassero le stesse emozioni che ho vissuto io".

Qual è il gol che sogna di segnare?
"Quello di una finale mondiale. È l'unica finale che mi manca da raggiungere... Chissà se la raggiungerò mai".

Ci racconti il giorno del suo arrivo in Italia.
Quando sono arrivato non parlavo italiano, mi ricordo che mi avevano fatto un foglio con scritto in italiano le frasi corrispondenti per BUENAS DIAS e BUENAS NOCHE..... Me l'ero fatto fare in Argentina per dire qualcosa. Non mi scorderò mai che sono arrivato a Parma il 14 agosto e ho pensato che dovevo stare lì per quattro anni...".

Poi è arrivato alla Lazio...
"Purtroppo in quei due anni non siamo riusciti a vincere lo scudetto, ma sono stati due anni stupendi. Poi è successo quello che è successo: Massimo Cragnotti ci chiamava uno a uno ci chiedeva di andare. Quello che mi è dispiaciuto è che c'è stata poca chiarezza in quel momento. Ora, dopo tanti anni, la gente ha capito perché Nesta e io siamo andati via dalla Lazio. Poi è andata benissimo perchè arrivai all'Inter".

Come è stato l'impatto con Mancini allenatore?
"Il primo impatto non è stato semplice, anche perché il mio inserimento non è stato semplice. All'inizio ho fatto molta fatica: però è stata una casualità che, quando andò via Eriksson, ho cominciato a segnare. Ora l'ho trovato con più anni alle spalle, quelle erano le prime esperienze, adesso sa già cosa vuole".

È più vanitoso Mancini o Mourinho?
"Mancini lo conoscete tutti, Mourinho è uno spettacolo. Se venisse in Italia, ci sarebbe da divertirsi. Si riempirebbero tutti i giornali, non è mai banale, il suo arrivo sarebbe importante perché è un bel personaggio. A lui piace l'Italia e vorrebbe venirci, dove non saprei. A me piace molto come allenatore, farà parlare tanto. Credo che in Italia debbano riconquistare i grandi allenatori, così come i grandi giocatori. Una volta era il punto d'arrivo, adesso un po' meno".

Un pronostico secco per Roma-Inter: chi vince?
"Vinciamo noi".

Fonte: Sky - inter.it