John Elkann: "La Juve è costruita bene"
Diluviava anche dodici mesi fa, su Villar Perosa, eppure le nuvole che schiacciavano la testa della Juve parevano ancor più cupe: «Era brutto pure un anno fa, quando stava per partire la B - sorride l'ad Jean-Claude Blanc - ma oggi, a tre giorni dalla A, mi sembra una giornata bellissima. Abbiamo fiducia per il prossimo campionato, perché abbiamo costruito una squadra competitiva e di qualità che ci permette di andare in campo per vincere».
Ne è convinto anche John Elkann che si presenta con gli ultimi gioielli della casa: al volante di una Fiat 500 grigia, con addosso la nuova maglia della Juve, nome e numero 10 sulle spalle. Nessuna minaccia per Del Piero, in mezzo alla trattativa per il rinnovo del contratto: «Me l'hanno data così - sorride il vicepresidente dell'Ifil, la finanziaria della famiglia Agnelli, azionista di maggioranza bianconero - Del Piero è il futuro e il nostro capitano e contribuirà a far vincere la Juve». Anche se ormai il calcio s'è messo a razziare nazionali pure ad agosto, il nipote dell'Avvocato è felice di rinnovare la tradizionale amichevole che ha riempito gli album della Juve. La gente bianconera apprezza, e già un'ora prima che s'attacchi 3.500 persone sono stipate ai bordi del prato. Per arrivare all'altezza della metà campo, Elkann ci mette almeno dieci minuti, fra autografi su palloni, foto, strette di mano e saluti. Insieme a lui la moglie Lavinia Borromeo, e Franzo Grande Stevens, presidente onorario. C'è anche una troupe di Al Jazeera, che trova in Blanc un sorridente testimonial per le cronache offerte dalla tv araba.
Tutti hanno grande curiosità, ma nessuno vuol piantare traguardi da inseguire, scudetto o zona Champions che sia: «Non fissiamo traguardi - si limita a dire John Elkann - perchè è prematuro fare previsioni: tranne quella di vincere». Ormai la squadra in mano a Claudio Ranieri, ribadiscono Elkann e Blanc, è fatta: «Il mercato è chiuso», semmai resta socchiusa l'uscita. L'amministratore francese, e lo ripete più volte, vuole ricostruire una società che diventi modello in Europa: prima dei soldi, conta come vengono spesi, sintetizza. «L'importante è avere un progetto - conferma Elkann - e una squadra che ci crede. Solo i soldi non bastano».
Forse per questo, Blanc mette le milanesi nel mirino: «Milan e Inter non sono più forti di noi - spiega - ovviamente hanno maggior intesa di squadra, ma la nostra è competitiva. Non voglio entrare nel merito di chi è più forte: noi saremo un outsider: il bello del gioco è che, alla fine, si va in campo undici contro undici». Per plasmarsi al meglio, la Juve ha solo bisogno di un po' di tempo: «Ci serve quello, pazienza e fiducia per assemblarsi». La concorrenza non arriverà solo da Milano: «Vero, ci sono tante concorrenti agguerrite, ma questo non deve spaventarci. E se qualcosa dovesse andare storto, non ci demoralizzeremo», assicura Blanc. «Il mercato è stato fatto bene - aveva aggiunto Elkann - però è il campo che decide. Ora vediamo l'amalgama della squadra, ma abbiamo le potenzialità per vincere». Diluvia, ma a tre giorni, stavolta, c'è la serie A.








