L'agente Zavaglia critica il mercato della Juventus
Giuseppe Di Napoli
LUI è un agente di calciatori dal futuro luminoso (uno su tutti, Alberto Aquilani), nonché tra i fondatori della Gea ormai defunta. Franco Zavaglia
non ha peli sulla lingua allorché viene interpellato sulle scelte estive della dirigenza bianconera: «Io avrei puntato di più sul mercato italiano. In più, avrei avuto il coraggio di considerare quello in corso come un campionato di transizione». La realtà vede la difesa juventina privata anche del portoghese Jorge Andrade.
C'è bisogno, dunque, di nuovi innesti. «Tutti gli stranieri soffrono all'inizio della loro esperienza in Italia - prosegue Zavaglia - Forse era meglio pescare nel campionato italiano. Mi sembra che, tra i nuovi acquisti, i più positivi siano Iaquinta
e Almiron, cui aggiungo Nocerino. Con gli stranieri sorgono inevitabilmente problemi legati alle abitudini di vita, a quelle alimentari, oltre alla lingua». E ancora: «Quasi mai i nuovi stranieri hanno subito il passo del calcio italiano, come nel caso di Cicinho domenica scorsa. Tutti soffrono il fatto che, da noi, devi stare concentrato per 90 minuti».
Ma l'ex manager di Francesco Totti non si ferma qui. Anche sui giocatori italiani le scelte bianconere avrebbero potuto (e dovuto) essere differenti: «Sono d'accordo sull'opportunità di puntare sui parametri zero, ma io avrei comprato pure gente come Barzagli o Bovo (uno dei suoi assistiti, ndr). Calciatori di categoria e di sicura affidabilità. E non escluderei alcuni investimenti mirati nel corso dell'anno». Nel complesso, dunque, il giudizio sulle scelte targate Juve fino alla scadenza del 31 agosto scorso è molto chiaro: «Si è trattato di un mercato sufficiente, ma non esaltante, non certamente sulla falsariga delle abitudini dei tifosi juventini. Sarebbe meglio ragionare con le pinze e usare moderazione». Riferimento tutt'altro che casuale alla convinzione, costantemente ribadita da giocatori, tecnico e dirigenza, relativa agli ambiziosi obiettivi stagionali, scudetto compreso. L'unico sorriso convinto di Zavaglia è legato alla prestazione complessiva dei Ranieri- boys: «All'Olimpico è stata comunque un'ottima Juve, al cospetto di una grande Roma».




