L'Inter affronta la Lazio pensando ad Adriano
Due giorni alla sfida tra Inter e Lazio, con i suoi tanti 'amarcord' ex laziali e il lungo rancore-rimpianto per quel 5 maggio all'Olimpico che costo' all'Inter uno scudetto quasi conquistato. L'Inter che scendera' in campo contro i biancocelesti prende corpo a cominciare dai molti esclusi, Adriano compreso. Fuori causa gli infortunati Materazzi, Vieira, Toldo, Stankovic e Figo. Difficile inoltre ipotizzare che Maxwell recuperi per domenica, quando al massimo andra' in panchina. Rientra invece l'ex laziale Cesar a centrocampo. Stankovic e' a Belgrado da giovedi'sera, per completare il programma di recupero dall'infortunio. Lunedi' prossimo sara' raggiunto dal preparatore atletico dell'Inter, Claudio Gaudino. In gran parte la formazione dovrebbe essere la stessa che ha annientato il Cska di Mosca mercoledi' in Champions, ma con una variazione in attacco. Quindi Julio Cesar tra i pali, Maicon, Cordoba, Samuel e Chivu in difesa, Zanetti, Dacourt, Cambiasso e Cesar a centrocampo, Ibrahimovic e Cruz in attacco. Non Crespo, che ieri zoppicava dopo il problema ai flessori della coscia sinistra. Oggi sta decisamente meglio, ma e' meglio non rischiare: possibile panchina per lui, assieme a Suazo. E si arriva ad Adriano, per il quale si registrerebbe la quarta esclusione consecutiva in campionato, e non certo per infortunio. Gilmar Rinaldi, l'agente del giocatore, dopo aver visto Adriano ieri sera si e' incontrato anche con i dirigenti nerazzurri: un colloquio di quasi due ore. E questa sera, giocatore e procuratore dovrebbero vedersi a cena. Raggiunto telefonicamente, Rinaldi ha detto: "Mi incontrero' ancora con i dirigenti dell'Inter nei prossimi giorni, domani o lunedi' al massimo. Non e' vero che Adriano ha dato l'assenso per un suo possibile trasferimento, anche perche'nell'incontro di ieri non abbiamo neanche parlato di una sua partenza a gennaio. Adesso, insieme, vogliamo capire quello che bisogna fare per aiutarlo al meglio. Il problema non e' andar via o no: la questione e' farlo tornare ad essere il campione di un tempo".
L'unica strada percorribile al momento e' quella di una cessione, in prestito, gia' per gennaio. Destinazione Spagna o Inghilterra. Massimo Moratti pero' sarebbe intenzionato a tentarle tutte pur di recuperare il centravanti. Anche perche' in queste condizioni difficilmente l'Inter potrebbe recuperare i soldi investiti per il brasiliano, e una cessione definitiva, in questo momento, sarebbe deleteria per le casse nerazzurre. Arriva dal quotidiano brasiliano 'O Globo' l'esternazione di tutta la sofferenza di Adriano: "Voglio giocare, stavo facendo bene ma Mancini mi ha lasciato fuori senza dirmi nulla e senza darmi spiegazione. Spero che il club e Mancini mi dicano che cosa intendono fare con me, perche' io voglio giocare per riconquistare la nazionale". L'attaccante ha poi concluso: "Ho passato un brutto momento, quando e' morto mio padre sono entrato in depressione e questo non mi ha permesso di allenarmi bene e di giocare al massimo. Ora pero' ho cambiato vita, sto con la mia famiglia ho tagliato col passato. Ora mi sto allenando, ho messo la testa a posto". Ma Mancini non sembra proprio dello stesso avviso. Al caso di Adriano non sono insensibili diversi giocatori brasiliani. Dal fronte laziale, Cribari lancia un grido d'allarme: "Adriano? Credo che il primo a doversi aiutare sia lui, ma anche la gente gli deve stare vicino, se no rischia di fare una brutta fine". E nell'Inter oggi ha parlato di lui Cesar, ai microfoni di Sky: "Solo lui puo' cambiare, nessun altro - ha detto l'esterno nerazzurro -. Solo lui deve fare di piu' e lui lo sa. Deve trovare delle forze, concentrarsi mentalmente di piu'. Sono riuscito io, che non mi metto certo al suo livello". "Anche la mia carriera era messa in discussione e non era giusto per me stare in quella condizione. Ho dato di tutto e di piu' e ho sfruttato la minima possibilita' al massimo, e pure di piu'. E'quello che deve fare Adriano". "Deve cambiare squadra? E' un discorso personale. Io l'ho fatto e mi e' servito perche' mi ha fatto crescere".




