L'Uomo nero attacca Ibrahimovic
Senza giustificare un'età più consona alle curve che ad una linea retta, l'Uomo nero è riuscito a disinnescare, a soli dodici mesi dopo la sua cessione, l'ordigno Ibrahimovic. Da grande errore strategico della novella dirigenza, a superba interpretazione del "Principe" di Machiavelli, nel nome di un bilancio florido ed una gestione dello spogliatoio perfetta, grazie all'arrivo di Ranieri, uomo di temperamento nascosto dietro un sorriso britannico. A conferma di una scelta, quella operata dall'amministratore delegato Blanc e dal direttore sportivo Secco, di apprezzabile ed immediato rilancio. E sull'evoluzione del talento, intermittente, di "Psycho" Ibrahimovic...
Domanda - La calura aumenta, sembra quasi di essere già ad agosto. Lei, gentile Uomo nero, dove trascorrerà le sue vacanze?
Risposta - Le vacanze, non esistono. Almeno per me. Non le dico dove le trascorro, perché sarei ben riconoscibile. E, come dice lei, il vincolo dell'anonimato cadrebbe. Mi limito a dire che nel fine settimana vado al mare, ma se squilla il cellulare corro in città. Il mercato, è in fermento. Soprattutto per le milanesi, con la Juventus che cerca un vice Buffon, anche se per me premierà Belardi, ed un difensore centrale.
Domanda - A proposito delle milanesi, focalizziamo l'attenzione sull'Inter. Come sono i rapporti di Moratti, e più in generale della società e dei compagni, con Ibrahimovic?
Risposta - Non sono idilliaci. Soprattutto adesso che è arrivato Suazo e che Cruz continua a scalpitare per poter avere maggiore visibilità. Il problema è però legato alle dichiarazioni di Ibrahimovic che hanno fatto irritare lo spogliatoio, ed in particolare tutto il gruppo degli argentini. Spetterà poi a Moratti fare ragionare il giocatore, spiegandogli che a quelle cifre non si può realizzare un rinnovo di contratto. Prima di tutto, mi consenta di dire che la Juventus, cedendo Ibrahimovic, ha però realizzato il più grande affare degli ultimi cinque anni.
Domanda - Scusi, ma ho sentito bene o il vento che soffia nella cornetta ha alterato la percezione delle sue parole?
Risposta - Ha sentito bene, Ibrahimovic è un giocatore di ottimo valore, ma non è un campione. Alla Juventus, ha dimostrato soli in due anni tutto il suo repertorio. Positivo ed anche negativo. Prima di tutto, è un ragazzo problematico. Non nel senso che ha dei problemi, ma che tende a crearli. Ibrahimovic non è mai stato un elemento decisivo. Il primo anno, gli girò tutto bene, alla Juventus. Anche fuori dal campo, ma nella stagione successiva mostrò il suo vero valore, di ottimo attaccante ma non di campione. La pressione del caso intercettazioni, che era a conoscenza della Triade sin dai mesi precedenti, ha mostrato tutti i suoi limiti caratteriali. Come si può chiedere in un momento delicato, un rinnovo che sfiora i dieci milioni e poi tirare giù il muso davanti ai rifiuti di Moggi?
Domanda - Insomma, Ibrahimovic non le è mai piaciuto. Questo, mi sembra sia chiaro.
Risposta - Mettiamola in questo modo. Se il Real Madrid si presenta a Milano ed offre al giocatore, ed al suo procuratore, più psietato del padre di Trezeguet, il doppio di quanto percepisce all'Inter, lo svedese torna a macinare rabbia e frustrazione per il mancato rinnovo con i nerazzurri. Si mette seduto a terra, e sbatte i piedi per andare via. Non è uno legato alla maglia, andrebbe ovunque. Basta che sia trattato bene a livello economico. Con uno stipendio umano, il primo anno alla Juventus decise di comprare una villa in un atollo artificiale costruito in Arabia Saudita. Quando venni a conoscenza di questa operazione finanziaria, rimasi sbalordito. Per carità, sono scelte personali. Ma penso possa essere il termometro dello concezione e dello stile di vita che vuole Ibrahimovic. Desidera sempre il massimo, ma purtroppo per lui, il massimo non esiste. E' solo una costruzione mentale. Perché ci sarà sempre qualcosa di più bello, più costoso o più intrigante. Ma non per questo bisogna volerlo. E poi, non riesce a regolare le emozioni. Cadendo in contraddizione.
Domanda - Si spieghi meglio.
Risposta - Primo anno alla Juventus. I bianconeri pareggiano con la Lazio, in casa. Ed Ibrahimovic segna la rete del vantaggio, si toglie la maglia e grida correndo verso la panchina urla: "Juventus ti amo" per ben tre volte. Un giocatore che si comporta in questo modo, che dice al mondo intero di amare la Juventus, può dopo soli sette mesi rifiutare ogni tipo di soluzione offerta, con pazienza, dalla dirigenza? Respingendo persino l'ipotesi di cessione in prestito al Milan? La Juventus, con la sua cessione definitiva, ha però fatto un vero e proprio affare. Venticinque milioni, sono tanti. Forse troppi per lui. Il primo anno, gli va sempre bene. Anche all'Inter mi smebra stia andando allo stesso modo. Ma non penso che quest'anno riuscirà a ripetere quello che ha fatto l'anno scorso. E poi, non è mai soddisfatto. E crea attriti. Le porgo una domanda semplice. Ibrahimovic oggi dove gioca?
Domanda - Scusi, ma è una domanda retorica?
Risposta - Rispondo io per lei. Gioca nell'Inter. La formazione nella quale gran parte dei giocatori hanno avuto litigi feroci con lui. Come ad esempio Samuel, che lo spedì fuori dal campo con un intervento da dietro, Cordoba, per colpa del quale rimediò una squalifica di tre turni dopo una serie di pestoni e gomitate. O Mihajlovic, che disse ad Ibrahimovic ed al suo procuratore Raiola: "Lo svedese è scorretto. Raiola? Parlerò con lui soltanto quando imparerà qualcosa di questo mondo ed io sarò in grado di conoscere il suo mestiere, fare le pizze". Poi abbiamo Dacourt, che in una sfida senza precedenti, in Coppa Italia, si avventò sullo svedese. Senza dimenticare Vieira, con il quale venne alle mani in allenamento quando giocavano insieme nella Juventus. Penso possa bastare, no?
Domanda - Tutti assieme, questi episodi, non sembrano lasciare scampo. Ma non pensa di essere un po' eccessivo?
Risposta - Non voglio esserlo, mi sto limitando a riportare fatti e aneddoti. Eccessivo è chi tira un pugno a Zebina nello spogliatoio per un motivo futile, non chiedendo scusa. E mi ricordo molto bene, quell'episodio.
Domanda - A suo avviso, quando Ibrahimovic ha maturato l'idea, concreta, di abbandonare la Juventus?
Risposta - Il momento esatto, penso sia stato quando la Finanza entrò a casa sua, nella mansarda di Torino, acquistata e poi rivenduta, per indagini su presunte irregolarità nel passaggio dall'Ajax alla Juventus. Un formalità risolta in maniera positiva. Ma quella perquisizione, aggravata dal caso intercettazioni, e dal rifiuto della dirigenza di adeguargli il contratto, lo ha allontanato per sempre dalla Juventus. Per me, le ripeto, è stato però un bene. Per la società, naturalmente.
Domanda - La prossima volta, gentile Uomo nero, di cosa parleremo?
Risposta - Ride - Non decido nulla, racconto soltanto ciò di cui sono a conoscenza. Era da un po' che non le rispondevo in questo modo. Le confesso che, un po', mi è mancata questa frase.




